Scolari a muso duro contro la sua ex squadra: "Il Chelsea è una squadra senza campioni"


L'esonero, arrivato in seguito al pareggio casalingo contro l'Hull City, ha lasciato il segno in Luis Felipe Scolari. O meglio, si può azzardare che il brasiliano aveva già previsto la fine del suo ciclo a Londra. Il buon curriculum del tecnico brasiliano si è "macchiato" con la cacciata decisa da Abramovich, motivata con queste parole: “Felipe ha portato molte cose positive al club da quando si è unito a noi e ci dispiace che tutto sia finito così presto. Purtroppo gioco e risultati sono andati deteriorandosi nel momento chiave della stagione e per rimanere in corsa su tutti i fronti in cui stiamo competendo abbiamo ritenuto che l’unica possibilità era di fare questo cambio, ora. Speriamo di aver un nuovo manager nel minor tempo possibile“.

Scolari non ci sta ed oltre alle già risapute lamentele sul mercato estivo, l'ex allenatore dei blues ha espresso un crudo giudizio sulla squadra ora diretta da Guus Hiddink. L'intervista al magazine France Football, rilasciata prima dell'esonero, suona come un segno premonitore: "E' una squadra senza campioni, dove nessuno sa fare la differenza, inadatta a schierarsi con il classico 4-4-2 e piena di burocrati".

"Non abbiamo giocatori in grado di fare la differenza da soli. In passato c'era Robben, ma ora non è più così. Robinho sarebbe potuto essere quel tipo di giocatore perché non ha paura di dribblare, di assumersi qualche rischio. Come brasiliano mi piace questo tipo di giocatore, invece qui abbiamo una squadra di burocrati".

Scolari ne ha anche per Malouda e Drogba:

"Non ho gli uomini per giocare con il 4-4-2, è molto difficile giocare con Nicolas Anelka e Drogba assieme. (Salomon) Kalou non difende abbastanza per giocare sull'esterno di un 4-4-2. E Drogba dopo qualche infortunio ha perso la fiducia in se stesso. Malouda? Pallido ricordo del giocatore che sapeva fare la differenza quando era al Lione".

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