Raul, convocazione ad honorem? Il giocatore non ci sta


Strana storia quella di Raul Gonzalez Blanco, noto semplicemente come Raùl: con la doppietta rifilata nel week-end scorso allo Sporting Gijon è diventato il marcatore più prolifico della storia del Real Madrid con 309 realizzazioni, superando di ben dure reti il mitico Alfredo Di Stefano, fermo a quota 307. Molti lo accostano al nostro Alex Del Piero: bandiera nel club più importante del proprio Paese, mai Pallone d'Oro nonostante scudetti e Champions vinte, goleador di razza, estromissione prematura dalla Nazionale. Non indossa la maglia delle Furie Rosse dal 2006, quando si insediò come ct Aragones; eppure con la Spagna ha siglato ben 44 gol in 102 presenze, un bottino niente male.

Così in occasione del centenario della Federcalcio spagnola (FEF), il direttore sportivo della federazione Fernando Hierro sta organizzando un'amichevole nel prossimo novembre dove non dovrà mancare lo stesso Raul che verrebbe così convocato come una stella del calcio spagnolo che... ha già dato. Un po' come una partita d'addio, un po' come ciò che è stato proposto a Paolo Maldini che di anni ne ha 40 suonati e che l'anno prossimo lascerà per davvero il calcio. Raul è ancora giovane e ha ancora un ottimo fiuto del gol, l'idea di una convocazione ad honorem non lo alletta anzi.

Ginés Carvajal, procuratore di Raul, è stato esplicito: "A parte che nessuno della Federazione si è ancora messo in contatto con me o col giocatore, se dovesse trattarsi di un tributo o di un commiato non penso avverrà mai. E' un calciatore che sta giocando, che sta segnando e non mendica né una convocazione né una partita; non chiede altro se non che Del Bosque lo chiami qualora lo ritenga opportuno. Per cui Raul non accetterà, i tributi si fanno per i giocatori che si ritirano, non per quelli che giocano nel Real Madrid, non una squadra degli Emirati Arabi o del Qatar". Che quest'ultima sia una frecciatina proprio a Hierro?

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