Mensah perde la testa e si fa espellere a causa di insulti razzisti, ora medita il ritiro


John Mensah, calciatore con un passato italiano alle spalle e ora in forza al Lione, è stato protagonista domenica scorsa di un grave episodio di razzismo. Il teatro dell'episodio è lo stadio di Gerlan, la casa dei padroni di Francia, in occasione della partita di campionato contro il Le Havre. Un tifoso ospite ha pensato bene di spendere tutto il primo tempo a coprire di insulti razzisti il capitano della nazionale ghanese. Al rientro negli spogliatoi il difensore ha chiesto al tecnico Claude Puel di essere sostituito poiché non se la sentiva di rientrare in campo, la sua richiesta è stata respinta e il calciatore è stato incoraggiato a soprassedere.

Da buon professionista Mensah ha accettato la decisione del suo allenatore, il problema, come lui stesso ha spiegato, è che era sotto choc e non era in grado mentalmente di riprendere a giocare. Per questo gli sono bastati pochi minuti per rimediare due cartellini gialli per tornare negli spogliatoi anzitempo: "Ho accettato di rientrare per il secondo tempo, non avrei dovuto, non avevo la testa per giocare. Ero scioccato e ho rimediato un'espulsione che tuttavia giudico severa", questo il suo commento a fine partita.

La polizia francese ha arrestato un ragazzo di 21 anni appartenente ai "Barbarian", un gruppo organizzato di sostenitori del Le Havre. Il colpevole è stato rilasciato sotto cauzione e sarà processato, rischia fino a sei mesi di carcere oltre che una sanzione pecuniaria, sarà inoltre interdetto dagli stadi per tre anni. I leader del suo gruppo hanno fatto sapere che Michael, questo il nome del ragazzo, sarà estromesso, fermo restando che sono in attesa di ottenere delle prove della sua colpevolezza. Alcuni testimoni, tifosi ospiti che occupavano la stessa zona, sostengono che nessun insulto razzista sia stato udito nel corso della partita.

Intanto dal mondo del calcio francese arrivano parole di solidarietà per Mensah, lo consola il compagno di squadra Juninho ma anche il marocchino Abdeslam Ouaddou protagonista la scorsa stagione di un episodio analogo. Pare però che il ghanese sia convinto ad abbandonare il calcio, almeno quello europeo, per fare ritorno nel suo paese. Ovviamente stanno provando a fargli cambiare idea sia la sua squadra, il Lione, che il suo procuratore.

Non è la prima brutta esperienza per Mensah a Lione, lo scorso settembre il difensore si ritrovo con una pistola puntata alla tempia da parte di un poliziotto francese che senza chiedergli nemmeno i documenti lo arrestò accusandolo di essere un ladro d'auto. L'episodio lo scosse molto e dopo quest'altra brutta esperienza pensa che cambiare aria sia la cosa migliore anche se non pensa che la Francia debba confrontarsi con il problema razzismo: "Ho giocato due anni a Rennes e non è accaduto nulla di grave. A Lione ho vissuto queste due brutte esperienze. In Italia non mi era mai accaduto".

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