Portogallo agli ottavi, suicidio ceco


Il pareggio dell'Italia nel gruppo E chiude una giornata in cui delle tre europee ha vinto soltanto il Portogallo; per il resto abbiamo assistito a un suicidio della Repubblica Ceca che s'è fatta schiaffeggiare dalla squadra di Dujkovic con la prima vittoria in questi Mondiali di una squadra africana. Come detto per il gruppo D i lusitani staccano anzitempo il biglietto per gli ottavi di finale dove presumibilmente incontreranno l'Olanda e lo fanno senza convincere alla luce di 180 minuti giocati al piccolo trotto in cui ad un attacco non impeccabile (d'altra parte affidato a Pauleta, non una bocca di fuoco) hanno associato una difesa per il momento imbattuta.

A Francoforte alle ore 15 Scolari decide finalmente di schierare dal primo minuto tre stelle indiscusse del Portogallo e cioè Costinha, Maniche e Deco; gli iraniani dal canto loro rinunciano a una leggenda vivente di nome Ali Daei puntando tutto sul duo offensivo Karimi-Hashemian. La gara non è di certo la più entusiasmante vista sino ad ora ma ciò che risalta è il palleggio dei portoghesi con conseguente possesso di palla praticamente perenne. L'Iran chiude bene gli spazi e cerca di ripartire senza neanche troppa convinzione. Così si va negli spogliatoi e l'impressione dopo 45 minuti è che Pauleta, unica punta avanti a Figo, Deco e Ronaldo, non sia in grado di mordere come dovrebbe. Perciò nel secondo tempo i lusitani si affidano alle mezzepunte e proprio Deco, servito da Figo, scaglia un bolide da 30 metri che si insacca alla destra di Mirzapour. A questo punto l'Iran tenta una reazione che trova la sua massima espressione nel tiro Khatibi, che si perde sul fondo. Così alla fine Golmohammadi, autore del momentaneo 1-1 contro il Messico, non trova niente di meglio da fare se non stendere il generoso Figo nell'area di rigore: Cristiano Ronaldo non sbaglia. Al fischio finale di Poulat il Portogallo può festeggiare la qualificazione anticipata mentre l'Iran fa le valige: scongiurato dunque l'arrivo del presidente Ahmadinejad in Germania, dal momento che aveva promesso di seguire la nazionale se fosse arrivata agli ottavi.

Alle 18 a Colonia va poi in scena la partita che più da vicino interessa gli azzurri, ovvero quella tra Ghana e Repubblica Ceca, gara dal pronostico più che mai incerto. E infatti dopo appena 2 minuti il modenese Asamoah trova subito lo spiraglio giusto per battere Cech e per far cambiare tutte le sorti della partita. I cechi infatti devono recuperare e nonostate la corsa e la grinta di gente come Nedved, Jankulovski e Poborsky il Ghana è impassibile e non si lascia sorprendere, anche per la pochezza dell'attacco ceco privo di Koller e Baros. Nel secondo tempo la partita diventa bella e veloce e agli attacchi dei cechi si alternano micidiali contropiedi degli africani che proprio in uno di questi trovano un rigore per fallo (e conseguente espulsione) di Ujfalusi su Amoah: batte Asamoh, insacca, ma viene ammonito perché ha calciato prima del fischio del signor Elizondo; ribatte Asamoah ma questa volta la sua conclusione incoccia sul palo. Gli schemi saltano e così durante l'ennesimo capovolgimento di fronte l'udinese Sulley Muntari batte Cech con un potente tiro sotto la traversa (il portierone del Chelsea aveva fino ad allora salvato la baracca in più di una circostanza). I ghanesi di Appiah conquistano alla fine tre punti pesantissimi e ora rischiano seriamente di passare il turno: se vinceranno contro gli Stati Uniti sono agli ottavi!

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