Champions: questa sera Inter - Manchester e Arsenal - Roma, primi due capitoli della sfida anglo-italiana


Poche chiacchiere, il giorno tanto atteso è arrivato: il Giuseppa Meazza di Milano è pronto per la sfida di super lusso tra Inter e Manchester United, l'Emirates Stadium di Londra è tirato a lucido per la gustosissima Arsenal-Roma. La Champions League riapre i battenti ripartendo come ogni anno dagli ottavi di finale; quest'anno il triplice duello italo-inglese è qualcosa che prevarica il mero significato della competizione: è una sorta di resa dei conti, la prova dirimente per vedere chi, oggi, ha il miglior calcio (Barcellona e Real Madrid permettendo). E allora andiamo ad analizzare i due big-match, ricordando che la Juve giocherà invece domani a Stamford Bridge contro il Chelsea.

José Mourinho, archiviata la mezza delusione per il secondo posto nel Girone B di Coppa, non desiderava altro, voleva sfidare con la sua Inter i campioni del mondo per capire dove realmente poteva arrivare. Ieri, giorno di vigilia, si è mostrato sicuro, fremente nell'attesa: "Ho detto ai giocatori di non pensare che in 15 giorni si può uscire dalla Champions League ma che in 15 giorni si possono battere i campioni d'Europa. Non bisogna avere paura, dobbiamo mantenere sempre la nostra identità e sono sicuro che domani non si deciderà nulla ma tutto verrà deciso nella partita di ritorno all'Old Trafford. Affrontiamo una grande squadra ma anche loro ne affrontano una".

La formazione è pressoché fatta, il portoghese non rinuncia al suo 4-4-2 col rombo a centrocampo; Adriano e Ibrahimovic di punta (lo svedese ha espresso il desiderio di segnare), le defezioni di Samuel e Materazzi costringono a rivedere la difesa, probabilmente Chivu e Cordoba davanti a Julio Cesar, Santon e Maicon laterali. Ma come giocherà lo United? "Non credo che il Manchester verrà a San Siro per vincere, giocheranno molto in difesa. Ho dei dubbi che verranno a giocare qui come giocano in Premier: loro cambieranno, noi no. Eliminare il Manchester non sarebbe niente di speciale, l'importante sarà passare il turno. Ma non abbiamo paura, e spero che fra due mesi saremo in finale". Auguri, caro Special One...

Ferguson un po' di paura ce l'ha, contro Mou ha vinto solo 2 volte su 12 confronti, in conferenza infatti ha esordito dicendo che "ovviamente so come gioca l'Inter e, per quello che ho visto nelle ultime partite, non credo cambierà molto domani; piuttosto, forse cambierò qualcosa io". Grattacapi ce ne ha il baronetto scozzese, soprattutto in difesa con Vidic squalificato, Neville, Brown e Rafael acciaccati; ma è tornato Rooney ed è in forma, Giggs è immortale, Ronaldo la solita scheggia: "Se segniamo, abbiamo grandi possibilità di passare il turno, ma l'Inter è fortissima e sarà una gara incredibile. Ibra è la loro stella, è molto maturato e sta facendo una stagione strepitosa, ma Cristiano dal canto suo è fantastico e credo che avremo la meglio". Ronaldo, per inciso, ha dichiarato d'esser sicuro di passare il turno, per la felicità degli interisti.

Altra storia, altra gara, stessa musica, quella della Champions: la Roma è già a Londra e ieri sera ha effettuato l'allenamento di rifinitura sullo splendido manto erboso dell'Emirates. Spalletti non è tranquillo, l'infermeria è piena e non dà tanto conforto sapere che gli avversari non stanno messi meglio: "Io scommetto su questa squadra. Sia dal punto di vista della prestazione che da quello del risultato. Abbiamo le qualità per andare a testa alta, anche se dobbiamo affrontare un avversario prestigioso come questo. Credo molto in Loria, non ho bisogno di arretrare De Rossi sulla linea dei difensori o di inventarmi altre cose strane, tipo accentrare la posizione di Motta". Già, perché Juan è out al 100% e anche altri elementi della rosa non stanno bene.

Vucinic farà un sondaggio nel tardo pomeriggio, stessa sorte per Totti che ha lasciato la rifinitura per un risentimento muscolare; Tonetto, Cicinho e Aquilani sono più no che si, per il tecnico di Certaldo non sarà stata una notte tranquilla. E l'Arsenal, di per sé, incute molto rispetto nell'ambiente romanista: "Wenger è stato uno dei primi a insegnare calcio in Inghilterra con uno stile diverso, predicando il gioco palla a terra. Certo, l'Arsenal ha Bendtner e può permettersi qualche lancio lungo, ma è chiaro che preferiscono l'azione manovrata. Hanno una squadra giovane e ricca di talento, ma già pronta sul piano della personalità. Se vedo un Arsenal in crisi? No, li ho osservati domenica ed è mancato loro solo il gol".

I Gunners hanno pareggiato in casa e senza reti l'ultima partita di campionato contro il Sunderland, sono falcidiati dalle assenze e non vengono in generale da un gran periodo; forfait annunciato per i vari Adebayor, Walcott, Rosicky, il capitano Fabregas ed Eduardo, oltre a Arshavin che non può essere utilizzato in Champions, Wenger non può che riconfermare la formazione di sabato scorso, un 4-4-2 con Bendtner e Van Persie d'attacco: "La Roma non verrà qui per pareggiare 0-0. Giocherà all'italiana prendendoci in contropiede, perché sanno che un gol fuori casa gli darebbe buone chance di passare il turno. Noi, invece, dovremo essere perfetti in difesa e segnare. Secondo me la Roma non vale meno di Inter e Juve, anche se è dietro queste due squadre in classifica. Penso che le può battere e questo significa che non è inferiore a loro". E su Totti, che potrebbe pure non esserci, il tecnico francese ha le idee chiare: "Lui è uno dei più pericolosi ma non l'unico. Sa aprire le difese con un passaggio e non bisogna dargli troppa libertà".

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