Capolinea Milan: la fine di un era e un domani nebuloso


E ora si faccia da parte Galliani, si scosti Braida e passi la mano anche Ancelotti: il tifoso milanista non vorrebbe ammetterlo ma in fondo sa che è così, per rivedere la luce dopo essersi inabissati in questo vicolo cieco ci vuole il presidente Berlusconi. Non il Primo Ministro italiano, ma quell'omino che negli anni '80 prese per i capelli una squadra allo sbando e la portò nel giro di qualche anno sul tetto d'Europa, lo stesso che dieci anni fa esonerò in diretta TV Zaccheroni, e poi non esitò a dare in benservito a Terim: era il 6 novembre 2001 quando Carlo Ancelotti prese il timone del Diavolo e in 7 stagioni e mezzo ha vinto a livello internazionale tanto quando Ferguson in 25 anni di Manchester United.

Ma quanto più una cosa è bella tanto più è destinata a terminare; non si vive di fasti passati, non ci si improvvisa presidente del Milan, la situazione in cui si sono andati a cacciare i rossoneri è seria, per non dire grave, azzarderei a dire più nebulosa di quella della Juve post-Calciopoli. Perché se è vero che la qualificazione Champions non è cosa ardua, se nessuno può obiettare che i vari Kakà, Pato e Flamini sono abbastanza giovani per assicurare tasso tecnico a volontà per molte altre stagioni, è pur indiscutibile che la barca ha troppo tarli e falle, ed è ormai con un timoniere senza stimoli e senza idee. Rifondazione, una parola non troppo cara a Silvio, sarà la password futura per ritornare a splendere.

Difesa e centrocampo, ma anche un po' di attacco, hai detto niente. Thiago Silva e Mattioni saranno abbastanza per risollevare un reparto, quello difensivo, che subisce 21 tiri in porta a San Siro dal Werder Brema? Improbabile, se non impossibile. E quanto ancora potranno dare Ambrosini, Pirlo, Seedorf e Gattuso alla causa rossonera? Quanta voglia avranno di passare sopra i fischi, attraverso il lavoro, per riportare in carreggiata questa armata allo sbando? C'è da dannarsi l'animo per trattenere Beckham quando, si sa, l'inglese potrebbe portare ordine e cross ma poco altro alla causa? Domande difficili che i tifosi si pongono ma a cui, cosa grave, la dirigenza non ha le idee chiare per rispondere.

Nesta e Borriello, c'è chi dice che sarebbero bastati questi due giocatori in buone condizioni fisiche per cambiare le sorti di una stagione nata male, con due sconfitte in campionato, e che sta finendo peggio: eliminazione agli ottavi di Coppa Italia, fuori addirittura ai sedicesimi di Coppa Uefa, terzo sudato posto in campionato, roba non da Milan, non da club più titolato al mondo. Non c'è più tempo per nascondersi dietro il luccichio ormai sbiadito di vecchi Palloni d'Oro, è finito il tempo per la fiducia a Carlo Ancelotti: Berlusconi lo sa e lui ci tiene maledettamente all'immagine. Ma da dove incominceranno lui e Galliani per rattoppare tutti i buchi? Due anni e mezzo fa i tifosi della Juve, ne sono certo, dormivano sonni più tranquilli.

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