Operazione "Ciclon": scandalo cocaina nel calcio spagnolo


Un'operazione antidroga denominata Ciclon ha portato al sequestro di 600 chili di cocaina e all’arresto di undici persone in Spagna. Tra le persone arrestate, secondo fonti investigative citate dai media spagnoli, figurano il difensore del Rayo Vallecano, Carlos de la Vega, due ex calciatori del Hercules di Alicante e del Athletic di Bilbao, Pedrag Stankovic e Jesus Emilio Diaz de Mer, un agente della Fifa, Zoran Matijevic, e il rappresentante di calciatori, Pablo Acosta.

Tutti gli arrestati compariranno oggi per la convalida dei fermi davanti al magistrato Baltazar Garzon dell’Audiencia Nacional. Secondo gli inquirenti, i 600 chili di cocaina pura sequestrati erano solo il primo di una serie di partite che la rete di trafficanti aveva contrattato con i narcos dei cartelli colombiani. La droga era destinata ai mercati di Francia e Spagna. Zoran Matijevic, di origini serbe ma di nazionalità francese, già manager del Nizza e attualmente agente della Fifa addetto alla contrattazione di calciatori, è indicato come il vertice dell’organizzazione.

Matijevic avrebbe approfittato dei suoi continui viaggi in Sudamerica per commissionare i carichi e coordinare le operazioni di trasporto di cocaina in Europa. Suo luogotenente era Pedrag Stankovic, ex giocatore delle squadre del Hercules, del Badajoz e della Stella Rossa di Belgrado. Nei lavori logistici, secondo gli inquirenti, erano aiutati da Carlos de la Vega, attuale calciatore del Rayo Vallecano, e da Pablo Acosta, che lavora come rappresentante di calciatori.

I 600 chili di cocaina sequestrati erano nascosti fra componenti di mulini eolici in un container partito a metà febbraio da un porto argentino, passato per Tangeri, in Marocco, arrivato ad Algesiras, al sud della Spagna, e da là trasportato via terra in un poligono industriale della capitale spagnola. Matijevic e Stanlkovic, secondo l’accusa, avrebbero messo assieme i 12 milioni di euro per l’acquisto della partita di droga.

Il veicolo calcio, assicurano alla procura Antidroga spagnola, funzionava come un fondo di investimenti. I responsabili del traffico chiedevano nei circoli calcistici danaro per portare a termine un «business», col quale montavano l’operazione per il trasferimento della cocaina direttamente dal Sudamerica. Si indaga ora su quanti calciatori fossero a conoscenza della effettiva destinazione del proprio danaro e non è escluso che l'inchiesta potrebbe allargarsi e avere ulteriori sviluppi nelle prossime ore. (fonte La Stampa)

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