Pari per Croazia e Francia, il Brasile avanza


Scivola via questa domenica calcistica in Germania, scivola con i soliti verdetti che diventano più usuali e con le sorprese (meno solite), quelle inaspettate e quelle un po' più prevedibili. La prima partita ha decretato un pari tra Giappone e Croazia, le due sconfitte del girone F nella prima giornata, un match non spettacolare in cui i croati hanno sprecato molto; nel secondo pomeriggio poi il Brasile ha come di consueto mostrato un calcio per niente "bailado" ma ha saputo qualificarsi per gli ottavi anche grazie alla cattiva vena realizzativa degli australiani; infine la Francia che ha sì ritrovato la via del gol, ma che ha anche buttato al vento due punti pareggiando 1-1 contro la Corea del Sud.

A Norimberga partita di fondamentale importanza per Croazia e Giappone, due squadre a quota zero punti in classifica. Sotto un sole caldo (Zico si è pure lamentato delle due partite del Giappone alle 15, cosa che però evidentemente è stata fatta per consentire ai nipponici in patria di vedere le partita ad un'ora accettabile) le due squadre partono con marce differenti: i biancorossi spingono il piede sull'acceleratore fin da subito, gli eredi di Holly e Bengi si limitano a difendere e ripartire. Al 22' l'episodio che poteva cambiare le sorti della partita: Miyamoto stende nettamente Prso in aria di rigore, per De Bleeckere è penalty. Srna, terzino dai piedi buoni, tira bene nell'angolino ma Kawaguchi si allunga e salva il risultato. Da questo momento in poi la Croazia ci crede di più ma né Klasnic né Kranjcar riescono a centrare il bersaglio, così come non ci riesce Nakata con un tiro da fuori delizioso che viene parato plasticamente da Pletikosa. La ripresa è meno divertente, seppur Yanagisawa si mangia un gol già fatto e i croati, in linea di massima, continuano a spingere; lo 0-0 è però inevitabile e così le due squadre si inguaiano a vicenda: Zico dovrà chiedere un favore ai suoi connazionali per passare il turno, la Croazia dovrà battere l'Australia.

Alle 18 a Monaco il deludente Brasile deve riscattare l'opaca prestazione di 5 giorni fa contro i socceroos, squadra che all'esordio aveva vinto contro Nakamura e soci. Ebbene, alla fine la Seleçao di Parreira non esalta i suoi tanti sostenitori, anzi ringrazia la buona sorte per un 2-0 non proprio meritatissimo. Sì, perché l'Australia è squadra che sebbene non riesce a imbastire azioni da capogiro, è capace comunque di arrivare dalle parti di Dida più volte e dopo un primo tempo in cui non si assiste a niente di speciale (a parte un fallaccio di Grella sul sempre più fuori forma Ronaldo), la ripresa inizia subito in modo scoppiettante. Al 49' Ronaldo fa un paio di finte, per altro non irresistibili, e serve il neo-papà Adriano che dal limite dell'area non sbaglia e trafigge Schwarzer; sugli spalti si pensa ad un imminente goleata ma la squadra di Hiddink è coriacea e non si scompone tanto che sfiora ripetutamente il pareggio prima con Kewell che manda alto dopo una papera di Dida, poi con Bresciano la cui volè viene splendidamente parata dallo stesso Dida, quindi con Viduka che ci prova prima su calcio di punizione, poi su pallonetto. Il Brasile allora decide che è finito il tempo di scherzare e cerca seriamente il 2-0 che, dopo una traversa di Kakà, puntualmente arriva grazie a Fred che di tap-in mette il suo marchio sul Mondiale. Alla fine Kakà si mangia il 3-0 ma poco importa perché i carioca sono già agli ottavi, per di più primi: nonostante questo rimane più di una perplessità sulla loro condizione fisica.

Infine alle 21 a Lipsia si consuma una mini-tragedia francese, con la squadra transalpina che getta alle ortiche una vittoria ormai certa subendo un gol a cinque minuti dalla fine. Per i galletti c'era da fare un benedetto gol, una realizzazione che mancava da quel gol di Petit nella finale mondiale del '98: così dopo nove minuti di gioco ci pensa Henry che sfrutta un assist sporco di Wiltord per battere l'incolpevole Lee Woon Jae. La Francia non demorde e decide di mettere sotto i poveri coreani, mai davvero pericolosi per tutta la prima frazione (a parte una punizione velenosa di Lee Chun Soo): e così la Francia riesce pure a raddoppiare con una incornata di Vieira che varca la linea ma viene respinta miracolosamente dal portiere. Sarebbe gol, l'arbitro Archundia non vede. Così nel secondo tempo gli uomini di Domenech scendono sul terreno di gioco un po' contratti e non possono certo fare affidamento su uno Zidane che dire appannato è poco; d'altra parte la Corea non riesce a fare un'azione decente, non un tiro in porta, finanche le riesce difficile fare due passaggi in fila. La Francia un po' si culla e sottovalutando gli avversari nell'unica fiammata delle cavallette si fa trovare impreparata: Ji Sung Park si trova clamorosamente a tu per tu con Barthez dopo la torre di un compagno e sprizza la palla di quel poco che basta affinché né Barthez né Gallas possono intervenire. La Francia non ci sta, si riversa in avanti e l'occasione buona capita sui piedi di Vieira che tutto solo spara alle stelle: è 1-1, risultato che seppur delude i francesi non li taglia fuori dalla corsa agli ottavi. Basterà infatti che batteranno Togo con due gol di scarto e la qualificazione sarà loro, qualunque sia il risultato di Corea del Sud - Svizzera.

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