Napoli: Donadoni si presenta, Reja via col sorriso


Mattinata movimentata in quel di Castelvolturno: in ghingheri, Marino e De Laurentiis hanno salutato l'arrivo del nuovo allenatore del Napoli Roberto Donadoni, che s'è presentato alla stampa poco dopo mezzogiorno, "rubando" la parola al Presidente. Ma la scena non l'ha occupata solo lui, anche Edy Reja oggi ha parlato e raramente avevamo assistito a un divorzio così pacato, denso di stima, in cui le parti erano quasi dispiaciute dell'accaduto. Cinque anni pieni di successi non si dimenticano, la bottiglia di spumante col quale il tecnico veneto ha voluto salutare tutti ha sancito la fine del rapporto, ma senza isterismi: "Con il presidente siamo rimasti amici fraterni. E' vero che mi ha detto che la porta è sempre aperta e che mi ha chiesto di restare con un altro ruolo. Del resto mi ha dato la possibilità unica di lavorare qui" ha detto Reja.

Prima di approfondire le dichiarazioni rilasciate dall'ormai ex allenatore del Napoli, è bene però riportare ciò che Donadoni ha avuto da dire ai numerosi giornalisti presenti: "Sono qui per lavorare e per far sì che la squadra, col supporto della società e del presidente, arrivi più in alto possibile. Ognuno dovrà dare il suo contributo. Ma ora la squadra sta attraversando un momento non facile, adesso non ha senso parlare di Europa. Napoli è una piazza che sarebbe stimolante per tutti; comunque prima devo capire il materiale umano che ho a disposizione. Parlerò con Reja e con i giocatori, poi comincerò a lavorare. Ho delle idee, ma prima mi devo confrontare con la nuova realtà" il pensiero del già ct dell'Italia, oltre che allenatore di Genoa e Livorno.

Ma ritorniamo a Reja che a RadioGol ha parlato, e a lungo, dell'esonero, comunicatogli dallo stesso De Laurentiis nella tarda serata di ieri:

"Avevo già deciso di terminare la mia esperienza napoletana a fine stagione. Abbiamo solo anticipato questa separazione. Servirà alla società per programmare il futuro. Dal Napoli ho avuto grandissime soddisfazioni. Lascio il testimone ad un tecnico giovane ed ambizioso, che viene dalla scuola di Liedholm e Sacchi ed ha mezzi e qualità. Spero che trovi la molla per far tornare il Napoli ai livelli di prima. Giornalmente la tifoseria mi ha dimostrato affetto anche nei momenti difficili. Nessuno potrà cancellare questi momenti, li porterò sempre con me. Ho potuto riscontrare l'umanità di questo popolo che pure vive disagi sociali. Ho passato periodi positivi e negativi (la mancata promozione del primo anno, i successi degli anni seguenti), ma l'amarezza più grande è legata a quest'ultima fase: abbiamo vissuto vicende incredibili. Ma non basta che un tecnico sia bravo: deve essere anche fortunato. La grande stima ricevuta in queste ultime ore dai tifosi davvero non me l'aspettavo. Mi sento gratificato sul piano umano e professionale. Conoscevo il popolo napoletano e sapevo della sua generosità. Vado via più sollevato, grazie a tutti".

Ormai questa stagione è andata, ma le rimanenti undici partite saranno importantissime per Donadoni affinché inizi a trasmettere il suo credo a questa squadra. Poi avrà due anni di contratto per centrare gli ambiziosi obiettivi della società, lo attende un lavoro non facile; ma i toni distensivi di questo cambio di rotta fanno ben sperare per un futuro roseo, ragionato, importante.

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