Il Palermo si coccola Hernandez, piccolo campioncino col cuore sbarazzino


A diciannove anni già una storia da raccontare, fatta di ospedali, campi da calcio, voli transoceanici e sogni realizzati: stiamo parlando di Abel Hernandez, il giocatore uruguaiano acquistato nel mercato invernale dal Palermo, giunto in Sicilia dal Penarol. Per la metà del suo cartellino Zamparini ha sborsato 3,7 milioni di euro, possibilità di acquisirne la metà rimanente per altrettanti soldi, contratto fino al 2013: in Uruguay ne sono certi, Hernandez è nettamente più forte di Cavani, la società rosanero ha fatto un affare. La Joya, così è soprannominato, è nato a Pando nell'agosto del '90 e dopo 18 anni e qualche mese, eccolo a Palermo: "Non mi aspettavo facesse così freddo, incredibile" sono state le sue prime parole sul suolo italiano.

Ma le sorprese non erano finite qua per il giovane attaccante: nel suo Paese già avevano scoperto un'aritmia cardiaca potenzialmente pericolosa, ma i medici avevano assicurato che non si sarebbe mai e poi mai assistito a situazioni drammatiche in campo, insomma Abel poteva giocare. Ma il Genoa non s'era fidato e già l'anno scorso gli aveva fatto un provino con tanto di visite mediche: superato il primo, non le seconde. Così a Palermo hanno dato l'ok, ma subito l'hanno operato al cuore: "Ablazione transcatetere di extrasistole ventricolare del tratto di efflusso ventricolare destro e monitoraggio elettrocardiografico per 48 ore". Detto fatto, nel giro di pochi giorni era arruolabile.

E domenica scorsa ha esordito al minuto 84 di Palermo-Lecce, sostituendo il connazionale Cavani: Simplicio ha tentato in tutti i modi di innescarlo, i tifosi lo incitavano, ma seppur non è riuscito a mostrare nulla in poco meno di 10 minuti sul terreno di gioco del Barbera le emozioni per lui sono state tante. Piede sinistro, 186 centimetri d'altezza, ecco come si definì quando tornò al Penarol: "Sono un giocatore rapido, posso giocare come rifinitore o al fianco di una punta centrale, dato che le mie caratteristiche fisiche non mi permettono di considerarmi un nove puro". La prestigiosa squadra che ne deteneva fino a gennaio l'intero cartellino, lo aveva mandato in prestito al Central Espanol, dove esplose con 14 gol in 12 partite.

Quindi se l'era ripreso, ma dopo 8 partite e 3 gol la corte del Palermo è stata spietata e lui aveva chiesto di lasciarlo andare, si sentiva pronto per affrontare la grande avventura europea, per di più nello stesso club del connazionale Cavani. "Ha giocato l’ultima partita l’8 febbraio e fino a quel momento non si era mai fermato. Credo che un po’ di riposo non gli faccia malissimo, non c’è fretta" aveva assicurato il procuratore Vincenzo D'Ippolito, interrogato sui mille esami che stava facendo per via del cuore. S'è operato, ha aspettato, "è un'aritmia che, sotto sforzo, avrebbe potuto mandare il calciatore in debito d'ossigeno" dicevano i medici, così il 15 marzo ha avuto il definitivo via libera.

"Adesso sto molto bene e penso unicamente ad iniziare il prima possibile a giocare con questa maglia prestigiosa. Ringrazio il presidente Zamparini per avere creduto in me e per essermi stato accanto anche negli ultimi giorni in cui ho effettuato questi test clinici; in passato Napoli e Genoa mi avevano cercato insistentemente, ma non ritenevo che fosse il momento di approdare in un campionato difficile come quello italiano. Adesso sono qui e per me questa è una grandissima soddisfazione e cercherò sin da subito di dare il meglio di me" ha dichiarato la settimana scorsa, poi l'esordio già citato. In Uruguay sono convinti che La Joya sia un fenomeno, Palermo saprà aspettarlo?

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