Fratello Nicola in libreria: il 24 marzo esce il libro di Legrottaglie

Fa parlare di sé, sempre e comunque, perché oltre che difensore centrale della Juve e ultimamente della Nazionale, Nicola Legrottaglie sente forte anche il suo ruolo di "missionario", promulgatore della parola di Cristo. Folgorato sulla via di Siena come San Paolo a Damasco, il giocatore pugliese la settimana prossima campeggerà col suo volto nelle librerie italiane, uscendo con l'autobiografia "Ho fatto una promessa" col sottotitolo "perché la fede ha cambiato la mia vita". Un libro che presenterà a Vinovo, alla presenza di alcuni dei suoi compagni della Juve: edito dalla Piemme costerà 15 euro e 50 centesimi e sarà lungo 196 pagine.

Alcuni passaggi sono già trapelati; per esempio ricorda quando era vicinissimo al passaggio al Besiktas nell'estate 2007, dopo che i bianconeri erano saliti in Serie A: "Mi sarei sistemato a livello di finanze ma ero consapevole che l’ambiente turco avrebbe potuto essere ostile alla mia crescita spirituale; così, nonostante la fiducia nei piani imperscrutabili del Signore Dio, una domanda m’assillava: «Signore, ma perché proprio dai musulmani mi vuoi mandare?». Alla fine saltò tutto, per questioni burocratiche, Dio stava lavorando per me". Ma tra le pagine che raccontano la sua infanzia e la sua vita, trovano grande spazio opinioni di natura etica e religiosa, argomenti su cui Nicola ha idee molto chiare.

"Siccome, per molti, che una donna abortisca è un segno del progresso, e per me invece è un grave atto contro la vita, allora quello strano resto sempre io. Siccome, oggi, il sesso vorrebbero insegnarlo anche a scuola, con non meglio specificate ore di “educazione sessuale”, mentre io credo nell’importanza della castità e del preservare il corpo, allora l’integralista religioso sono io. Non ci faccio caso, prego per loro. L'omosessualità oggi viene vista come una moda, una maniera come tante per essere contro. Nella Bibbia c’è scritto chiaro e tondo che l’omosessualità, sia maschile che femminile, è peccato. Non giudico i gay, fanno parte del mio prossimo e quindi li amo, ma da etero e cristiano consiglio loro di leggere la Bibbia. E per quelli che vorranno, le mie riunioni del lunedì sono aperte".

Precetti sulla fecondazione assistita e sulla eutanasia, Legrottaglie si sfoga col suo libro per mostrare a tutti come la pensa chi, come lui, è innamorato di Gesù: "Credo che la fede sia un po’ come il calcio, se non ti alleni non combini nulla. La fede va coltivata, lo spirito deve essere allenato, altrimenti per il Diavolo è facile insinuarsi e vincere. Il Male gioca in contropiede. Un cristiano di fede solida deve saper tenere alta la linea difensiva e lasciarlo sempre in fuorigioco" dice nell'ultimo capitolo. Per cui s’è convertito, diventando un inviato di fede, ma solo dopo essersi pentito della sua vita precedente, quella fatta di "belle donne e tanti soldi, un fighettino con le meches bionde e la fama di tiratardi".

Ora è casto: "L’ultima ragazza l’ho avuta quando ho accettato Gesù dentro di me, tre anni fa; mi limito a baciare, non ho rapporti completi: di una donna mi interessa di più conoscere l'anima". Calcio e Gesù, in attesa di conoscere la sua futura moglie Legrottaglie rimane concentrato su queste due grandissime passioni: e il lunedì, come detto, organizzi incontri a cui partecipano oltre 70 persone per volta, il tutto per diffondere la Parola del Signore. Addirittura è andato a Festa Italiana, lunedì scorso, per parlare con Caterina Balivo della sua rinascita: ai tifosi della Juve non potrà che far piacere avere in squadra un ragazzo del genere, tanto più perché le sue prestazioni sono cresciute esponenzialmente.

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