La parole di Mourinho questa volta fanno arrabbiare tutti


Se ne potrebbe benissimo non parlare come suggerisce l'amministratore delegato dell'Inter Paolillo, concentrandosi magari sull'esaltazione di questa Inter che continua a macinare punti senza perdere un colpo. D'altra parte il fatto che le parole di Mourinho spesso suscitino reazioni e malumori non è certo una novità, questa volta però qualcosa di diverso c'è. Non siamo più di fronte al solito duello con Ancelotti, anche se il milanista è comunque coinvolto, e non stiamo nemmeno parlando di uno scambio di frecciatine con Ranieri. Ad andare contro il portoghese sono un buon numero di allenatori italiani, a gettare la discordia, manco a dirlo, le dichiarazioni rilasciate dall'allenatore nerazzurro dopo la vittoria con la Reggina.

"Uno dei modi per un allenatore per perdere la propria dignità professionale è farsi fare la formazione da altri. In tanti non fanno la propria squadra, invece se qualcuno me lo chiedesse, il giorno dopo troverebbe il mio ufficio vuoto e le mie valigie pronte per tornare a casa", con questa affermazione aveva risposto ai giornalisti che gli chiedevano cosa intendeva quando parlava di perdita della dignità per un allenatore. Le reazioni non sono mancate, si è sentito in dovere di dire la sua Ancelotti, ma anche Donadoni non si è tirato indietro. Un pensierino lo ha poi espresso anche Allegri, senza dimenticare la replica, anche abbastanza dura, di uno dei decani della panchina italiana, Renzo Ulivieri.

Partiamo dal milanista, Ancelotti ha scelto la strada dell'ironia, d'altra parte al Milan hanno deciso di non prestare più la spalla al portoghese: "Se il riferimento sono io posso dire che con Berlusconi ho vinto due coppe da giocatore e due da vice-allenatore". Alle parole di Carletto ha fatto eco il suo amico, avversario di ieri sera, Roberto Donadoni fresco di esordio casalingo con il Napoli: "Mi stupisce come abbia queste conoscenze e sappia le situazioni altrui. Mi sembra poco elegante e poco educato. Probabilmente ha voluto buttare giù una delle solite frasi a effetto che vanno a suo discapito. Non vedo la motivazione e la necessità, ognuno di noi cerca di ottenere il massimo dal proprio lavoro. Valutazioni così lasciano il tempo che trovano".

Massimiliano Allegri, forse per il fatto di essere sotto le dipendenze di uno dei presidenti più focosi della nostra Serie A, ha commentato abbastanza infastidito: "Le dichiarazioni di Mourinho sono state patetiche. Interessarsi degli altri allenatori è stato poco carino e una mancanza di rispetto. Io con il presidente Cellino ho avuto diversi confronti durante l'anno, ma non si intromette mai nella formazione. Capisce di calcio e lo scambio di vedute penso sia giusto". Queste ultime dichiarazioni hanno scosso non poco il mondo degli allenatori italiani.

L'ultimo pensiero su questa polemica lo ha aggiunto stamattina Renzo Ulivieri entrando all'Hilton di Fiumicino dove si sarebbe tenuta l'assemblea elettiva della Figc: "Mourinho è un nostro associato, sono contento che lo sia. Ma stavolta, se devo scegliere le parole, dico che l'ha fatta fuori dal vaso. Chiedete a Capello, Lippi, Spalletti, Prandelli, Allegri. Chiedete se si fanno fare la formazione. Mourinho non sembra apprezzare l'Italia? Probabilmente non gli piace che il Cagliari lo metta sotto a San Siro". Tutti stanno ad esaltare le doti da comunicatore dello Special One, ma se molti non si trovano d'accordo con lui qualche motivo dovrà pur esserci. Queste sono solo le prime reazioni registrate, non è escluso che ne prossimi giorni ne arriveranno delle altre.

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