Lippi tradisce la promessa a Fantantonio e rifiuta le domande: "Parlo solo dei presenti"


Mancano pochi giorni alla partita casalinga dell'Italia contro l'Irlanda valida per le qualificazioni ai Mondiali in Sud Africa, ma del risultato della gara sembra interessare a pochi, il vero tema che tiene banco è il "Caso Cassano". La sua mancata convocazione, ancora di più attesa vista la coincidenza della gara interna giocata al San Nicola di Bari, sta agitando le acque e Marcello Lippi rischia di trovarsi più di qualche polemica da parte del pubblico pugliese.

Contro il tecnico si sta scatenando un vero e proprio movimento d'opinione che vorrebbe Cassano in Nazionale, ma soprattutto è "preoccupato" dal fatto che in questa situazione con i tanti attaccanti infortunati, la mancata chiamata per il giocatore della Samp rappresenti una bocciatura definitiva, un ostracismo che non trova fondamento in ragioni tecniche e che le prestazioni in campionato non possono intaccare.

La nostra spiegazione della decisione di Lippi la potete leggere qui, ed appare ancora più valida dopo aver ascoltato le parole del tecnico in conferenza stampa: un secco "no comment" che evidenzia la pochissima voglia di cercare scuse o di prendere tempo.


Cassano? E dov'è? Sapete che parlo solo dei presenti. Non devo motivare le mie scelte. Ho le mie convinzioni e non devo dare spiegazioni. E non perché sono arrogante, ma perché voglio lavorare su chi c'è.



Risulta così tradita la "promessa" di Lippi a Cassano datata gennaio 2006, quando il Pibe de Bari si stava trasferendo dalla Roma al Real Madrid. Una promessa che il giocatore ha inserito in "Dico tutto", la sua autobiografia recentemente pubblicata.


Tornando alla Nazionale, dopo quel buon Europeo con il Trap, mi perdo. Comincia un periodo orribile che mi porterà a saltare il Mondiale di Germania. Marcello Lippi mi fa un discorso molto onesto all’inizio dell’esperienza al Real Madrid, mancavano cinque mesi al Mondiale. "Mi auguro che tu possa giocare con continuità» mi dice, «in quel caso avrai molte possibilità di venire con noi. Altrimenti per me sarà molto difficile chiamarti. Mettiti nei miei panni, Antonio". Un discorso corretto. Assolutamente rispettabile. Del resto io non voglio favori, ma chiarezza. È giusto che abbia chiamato altri. La finale del Mondiale 2006 quindi me la vedo in televisione, da tifoso dell’Italia, come era giusto che fosse, visto che venivo da un anno orrendo, passato a non giocare, metà a Roma e metà a Madrid.

Stavolta Lippi non sembra intenzionato a mettere ulteriormente alla prova Cassano, per lui solo porte sbarrate.

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