Edgar Davids e i suoi allenatori passati: bene Capello e Lippi, bocciato Mancini

Il prossimo 13 marzo compirà 40 anni, eppure di appendere gli scarpini al chiodo ancora non ci pensa Edgar Davids, icona del calcio mondiale che ha dato il meglio di sé con le maglie di Ajax, Juve e Nazionale Olandese. La sua dimensione attuale è nella Ligue Two inglese, la nostra Seconda Divisione, dove gioca e allena il Barnet, squadra londinese ultracentenaria: "La prima volta che sono sceso in campo con Barnet ho provato la stessa sensazione di una partita di Champions League: gioia, pura e semplice gioia. Adoro giocare a calcio e continuerò a farlo fino a quando avrò lo stesso entusiasmo di oggi e poi forse farò l’allenatore o avrò un club tutto mio o magari potrei anche lasciare tutto e dedicarmi alla moda" ha spiegato il Pitbull olandese, direttore creativo della Monta (casa d'abbigliamento sportivo).

Nella sua intervista rilasciata al Daily Mail ha rivelato come non prenda un soldo dal Barnet, ha accettato l'incarico perché vuole ancora giocare e, al contempo, cominciare a capire se potrà essere un allenatore. L'occasione, dunque, per ripercorrere la sua carriera e per tracciare un breve profilo degli allenatori avuti negli anni:

"Alcuni degli allenatori che ho avuto in carriera sono stati buoni, altri meno, ma non voglio dire chi sia stato il migliore, perché ho cercato di imparare da tutti, pur mantenendo la mia identità, per non diventare il clone di nessuno. Van Gaal è stato uno dei migliori ed era incredibile per come preparava le partite; Lippi è stato molto, molto valido perché conosceva bene la squadra, sapeva come fare gruppo e ricavarne il massimo e Capello è stato un maestro di tattica, mi ha insegnato il 4-4-2 e come mettere pressione alla squadra”.

Tra tanti promossi, anche un rimandato e addirittura un bocciato:

"Rijkaard non è stato un buon allenatore, ma un ottimo manager quello sì, qualità che invece manca alla grande a Mancini, che non sa come gestire le persone. Ma non voglio dire niente di negativo su nessuno e non voglio parlare di Mancini".

Stilettata niente male quella di Davids che ebbe Mancini come allenatore nella stagione all'Inter (2004/2005, 23 presenze e 0 gol per lui); la sua tendenza a parlar bene di tutti (parole al miele anche per Zidane, King e Zaha), mette ancora più in risalto l'unica bocciatura dell'olandese. Sempre che a Mancini, uno che tira dritto per la sua strada anche a costo di risultare impopolare, possa importare qualcosa.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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