Carrizo vuole giocare: addio anticipato alla Lazio?


Un anno intero per accaparrarselo e solo sei mesi per lasciarselo sfuggire? Strana la storia di Juan Pablo Carrizo, portiere della Lazio giunto a Roma dal River Plate lo scorso giugno: Lotito, su consiglio di Peruzzi, sbaragliò la nutrita concorrenza già nell'estate del 2007 ma problemi burocratici legati al suo passaporto lo tennero fermo in patria. Con l'acquisizione della nazionalità italiana da parte di Cristian Ledesma, s'è liberato uno "slot" da extracomunitario tra i biancocelesti e lo scorso 6 giugno Carrizo divenne ufficialmente un giocatore della Lazio, pagato la bellezza di 7,5 milioni di euro. Titolare inamovibile, all'inizio della stagione ben figurava insieme ai suoi compagni; poi la flessione di tutta la squadra, qualche "papera" e il declassamento a secondo di Fernando Muslera.

Nonostante ora sia il numero 12 della Lazio, il ct dell'Argentina Maradona ha parlato chiaro col portiere: è lui il titolare della Seleccion, che giochi o meno nella sua squadra di club. E perciò indosserà l'albiceleste contro Venezuela e Bolivia fra qualche giorno, quando ci saranno le partite di qualificazione per i mondiali sudafricani del 2010; per arrivare però a questa competizione ancora con la gloriosa maglia numero uno dell'Argentina, Carrizo non potrà scaldare per un anno e mezzo la panchina dell'Olimpico, così ha chiesto di cambiare aria. Ma cosa c'è dietro questo mezzo flop? Perché Rossi non l'ha visto più? E perché invece per Maradona rimane il miglior portiere argentino? Quesiti che hanno una risposta.

Partiamo, con due parole, da Delio Rossi: l'allenatore laziale, interrogato in merito, ha semplicemente detto che "il treno passa, serve prenderlo, Muslera l’ha preso", riferendosi alle prestazioni convincenti dell'uruguayano ai primi appannamenti del collega. Ma in una recente intervista Carrizo ha spiegato i veri motivi per cui ha perso la maglia da titolare:

"Ci sono diversi motivi che spiegano il fatto che sono riserva. Quello che mi sta succedendo in Italia non è una questione di capacità. Mi stanno facendo pagare il mio stile, alcune cose per loro sono strane; per esempio il mio modo di stare in campo e di colpire la palla. O di fare una giocata o la 'gambeta', sono cose che a loro non vanno bene. Ma non posso cambiare il mio stile, al massimo posso provare a trovare un equilibrio per andare bene a loro. Perché Carrizo è uno, non ci sono altri modi di essere. Come ho avuto un allenatore come Passarella che mi considerava come un grande portiere, ora ho un tecnico a cui non piace il mio modo di affrontare la partita. Ma io voglio continuare ad essere così, non cambio più. Secondo me basta una sola partita perché un tecnico si renda conto del valore che ha un giocatore, non è necessario valutarlo ogni domenica. Anzi, il giocatore acquisisce fiducia a partire da quella data".

E' rammaricato Juan Pablo, dall'altro lato è felice di essere tenuto in massima considerazione dal suo ct in Argentina che per il momento non ha intenzione di provare altre soluzioni in porta. Ma come detto non potrà continuare così per sempre, anche per tenersi in forma, se non soprattutto, Carrizo deve giocare: appena sbarcato a Buenos Aires, qualche giorno fa, il portiere s'è lasciato andare a dichiarazioni un po' forti:

"Il posto da titolare alla Lazio non l'ho perso sul campo. Se il problema fosse stato questo farei autocritica, ma non è così. Se questa situazione proseguirà dovrò scegliere la cosa più giusta per me. Me ne potrei andare; se ritornassi in patria, sarebbe solo per il River, ma volendo giocare con continuità cercherò di trovare un club che mi ponga degli obiettivi per cui combattere. Le squadre più importanti hanno già grandi portieri, quindi è difficile. Bisognerà trovare un club pronto ad affidarsi ad un giovane portiere, a un prodotto nuovo".

La risposta di Rossi, seppur vecchia di un paio di settimane quando già aleggiava a Formello il malumore di Carrizo? Eccola: "Se uno pensa di dover andar a giocare altrove vada. Uno che rimane alla Lazio deve fare una scelta e se questa preferenza non la senti dentro è giusto andarsene". Insomma, chi ha ragione? E' forte o no questo Carrizo? A voi.

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