Angelo Palombo: "Il Milan? E' Genova casa mia"


Alzi la mano chi era a conoscenza che Palombo in carriera ha giocato solo nella Samp (a parte 10 presenze da ventenne nella Fiorentina in via di fallimento): zitto zitto il centrocampista di Frosinone ha scalato le gerarchie del calcio azzurro tenendosi appiccicata addosso la maglia blucerchiata, crescendo con essa. Domani in Montenegro reggerà il centrocampo dell'Italia insieme a De Rossi e Pirlo, ormai il mediano dei liguri è diventato un giocatore completo. Normale quindi che radio mercato sintonizzi spesso le frequenze sul suo nome, anche se Palombo non ha intenzione di lasciare Marassi; si parla di Milan, ma anche di Fiorentina e, un po' meno, di Inter: cosa ne pensa il diretto interessato?

"Io uomo mercato? Questa cosa mi carica di più, vuol dire che in questi anni sono cresciuto e ho lavorato bene. A Genova sto da Dio, in questo periodo stiamo parlando del rinnovo ma è chiaro che se non dovesse arrivare, sia la società che io stesso ci dobbiamo guardare intorno. Si parla di questo rinnovo da un anno e mezzo, ma non abbiamo mai avuto fretta" ha spiegato da Coverciano, dove la truppa azzurra s'è allenata in questi giorni prima di volare in Montenegro. Partito come incontrista, forte anche di presenze più che soddisfacenti con la maglia dell'Under 21, Palombo s'è affermato pian pianino partendo dalla B: primo anno a Genova e subito promozione.

Con Novellino ha fatto passi da gigante, sotto voce ma con esponenziali miglioramenti, condividendo il centro del campo blucerchiato insieme al suo amico Sergio Volpi. Con l'arrivo di Mazzarri, che accantonò capitan Volpi, anche la fascia da capitano e qualche compito in più: sempre centrocampista basso, ma con la licenza di impostare. E lui ha imparato bene, risultando oggi uno dei mediani più forti d'Italia; 28 anni, Palombo è anche Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana, grazie al bronzo olimpico ad Atene (nel 2004 anche l'Europeo Under 21 in Germania).

Ma non dimentica l'opportunità datagli dalla Fiorentina, che lo scovò quando era un teenager dall'Urbania Calcio; le trafile nelle giovanili, l'esordio nel calcio che conta nella sciagurata stagione 2001/2002: "Firenze è la mia terza città insieme a Frosinone, dove sono nato, e Genova. Quindi non posso che essere lusingato del fatto che mi cerchi ma al momento non aspiro a cambiare". Saranno contenti i tifosi della Samp che stravedono, e ci mancherebbe altro, per Palombo; così come per Cassano: "È un grande giocatore e un ottimo ragazzo, penso che il ct non abbia chiuso le porte a nessuno, e Antonio sa bene che deve continuare a fare grandi cose. In questi anni è migliorato tanto, a Genova ha trovato tranquillità e un ambiente ideale, e secondo me adesso sta esprimendo al 100% il suo talento, sia in campo che dal punto di vista comportamentale" ha detto Palombo su Fantantonio.

Ma sulla possibilità che vada via, le sue frasi sono significative: "Cassano via? Leggo come tutti i giornali, se tanti galli cantano, evidentemente qualche rumore vero lo fanno" ha sentenziato. Faticatore come pochi, Palombo è anche un ragazzo intelligente; tra le tante critiche che sono state rivolte a Lippi in questi giorni per alcune esclusioni e per talune convocazioni, di sicuro nessuno avrà avuto da ridire sulla chiamata in azzurro di questo centrocampista sampdoriano nato a Ferentino: Angelo Palombo.

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