Esordio brillante di Maradona, un poker nella prima partita ufficiale della sua Argentina


Bolgia d'altri tempi al Monumental di Buenos Aires, dove l'annunciatissimo esordio in Patria della Nazionale argentina guidata da Diego Armando Maradona è stata seguita da quasi 50mila spettatori in delirio (si parla di circa un milione di dollari di incassi), più altre decine di migliaia da ogni singola televisione dello Stato. Forte dei due successi in amichevole contro Scozia e Francia e della tradizione più che favorevole contro il Venezuela (15 vittorie su 15 incontri tra le due squadre), l'Albiceleste è scesa in campo desiderosa di divertirsi e far divertire e alla fine la missione è stata compiuta in pieno.

Un 4-0 rotondo alla povera nazionale vinotinto, con Carrizo che ha praticamente fatto da spettatore; eroe della serata Lionel Messi, la piccola pulce del Barcellona ha siglato il primo gol della serata al 26° minuto sfruttando al meglio il lavoro di Zanetti e soprattutto l'intesa con Tevez. Nel primo tempo sempre Messi ha spesso messo in apprensione il portiere avversario Vega, superato una seconda volta da Aguero ma salvato dall'intervento sulla linea del difensore Cichero. Nella prima frazione il Venezuela tira col solo Arango, e da distanza siderale; tuttavia la Seleccion non riesce a segnare di più.

Nella ripresa però i giochi vengono chiusi ben presto: dopo 2 minuti Tevez trova il raddoppio raccogliendo in acrobazia l'assist al bacio di Messi; cinque minuti dopo è addirittura 3-0 con Maxi Rodriguez. E la ciliegina sulla torta non poteva che essere il gol della terza punta, il genero del ct, Sergio Aguero autore del poker al 73°. Con questa vittoria l'Argentina si porta al secondo posto a 4 punti dalla capolista Paraguay, incapace di andare in fuga a Montevideo: Forlan e Lugano hanno infatti confezionato il 2-0 con cui l'Uruguay ha steso la squadra che ha sorpresa sta dominando il girone sudamericano.

Nella terza sfida di oggi vittoria che sa di speranza per la Colombia, già vittoriosa con l'Argentina un anno e mezzo fa, capace di battere con un secco 2-0 la Bolivia, penultimo in graduatoria ma che era dato in gran forma: in gol Torres e Renteria, ora la Colombia è sesta con 14 punti. E domani completano il quadro le altre due partite: Perù-Chile e soprattutto Ecuador-Brasile. A Quito Dunga dovrà fare a meno di Kakà, ancora alle prese con gli infortuni milanisti, ci sarà invece Ronaldinho a cui sarà dato il compito di scardinare la difesa avversaria insieme a Pato. In ogni modo lo spettacolo di Buenos Aires rimarrà la cartolina più suggestiva di questa due giorni di qualificazioni "sudamericane".

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