Il Portogallo a punteggio pieno, pari tra orange e seleccion


Ancora verdetti dai campi tedeschi, sebbene quelli di ieri erano tutti scontati e si giocava solo per delineare gli accoppiamenti degli ottavi di finali. Per il gruppo D, nel pomeriggio, lo scontro al vertice tra Portogallo e Messico ha decretato vincitori i lusitani che con un 2-1 hanno liquidato i pur generosi centroamericani; per lo stesso girone poi gli angolani di Goncalves sono riusciti finalmente a segnare il loro primo gol mondiali, pur subendone a loro volta uno (imbattibilità di Joao Ricardo maggiore di 200 minuti) per un pareggio finale tra Iran e Angola. In serata poi l'attesissimo match tra Olanda e Argentina, una classica dei Mondiali, è finita con uno sciablo 0-0, spettacolo per tecnici e puristi della tattica; infine la Costa d'Avorio, pur senza Drogba squalificato, ha avuto la meglio della Serbia grazie a 2 rigori e una tattica kamikaze degli slavi.

A Lipsia, ore 16, l'Angola aveva ancora possibilità di qualificarsi a patto che il Messico perdesse e lei vincesse con un buon scarto. La tattica "made in Africa" del ct Goncalves però non faceva supporre una goleada di Akwa e soci e così il match è stato il solito film già visto: il portiere Joao Ricardo sugli scudi in più di una occasione e iraniani proiettati perennemente in avanti. L'assedio degli asiatici è stato però piuttosto sterile e a parte la clamorosa azione mancata da Daei nella prima frazione, gli angolani sono passati meritatamente in vantaggio nella ripresa con un contropiede ben finalizzato da Flavio. A questo punto il Team Melli ha iniziato a fare sul serio e ha raggiunto il meritato pareggio con una zuccata di Bakhtiarizadeh. La partita finisce 1-1 con l'Angola soddisfatta per i due punti conquistati e la Federcalcio iraniana licenziata in tronco dal ministro per lo sport iraniano (che si è anche scusato con la nazione per la pessima figura della nazionale in tutta la competizione).

A Gelsenkirchen invece Portogallo e Messico hanno dato fin da subito un piacevole spettacolo, condito da gol e da motivazioni reali: i lusitani volevano arrivare primi per evitare l'Argentina, i messicani dovevano di fatto ancora qualificarsi. Così l'avvio sprint produce subito gol ed emozioni: il Portogallo passa in vantaggio con Maniche, abile ad inserirsi dalle retrovie, quindi raddoppia con un rigore di Simao, intuito da Sanchez. Il Messico però non è rimasto a guardare e ha attaccato il Portogallo, pur privo di 5 titolari ovvero i diffidati, e ha bucato Ricardo con un colpo di testa di Fonseca (anche per Ricardo più di 200 minuti di imbattibilità). La ripresa si preannuncia rovente e di fatto Bravo, autore di una doppietta nella partita inaugurale contro l'Iran, ha sui piedi la palla giusta per pareggiare: fallisce però miseramente un rigore mandando il pallone alle stelle e dopo l'espulsione di Perez per doppio giallo 4 minuti dopo il team allenato da La Volpe tira i remi in barca, più attento a sapere le notizie che arrivano da Lipsia che a giocare. Così il Messico perde ma lo fa col sorriso, per il Portogallo, vice campione d'Europa, 9 punti su 9 in un girone obiettivamente facile.

Alle 21 le due partite forse più attese della giornata. A Monaco si scontrano la Serbia e la Costa d'Avorio e lo fanno a viso aperto dando vita a una partita dal buon ritmo e con molte occasioni. L'avvio degli "elefanti" ivoriani e shockante e gli slavi non si fanno pregare andando prima in vantaggio con Zilic, al 10', abile a scartare il portiere e a depositare in rete a porta sguarnita, per poi raddoppiare con Ilic che al 20' sigla il 2-0. La partita non pare poter sorridere agli africani che si risvegliano grazie a una clamorosa topica di Dudic che prende vistosamente la palla con le mani in area e regala un rigore agli avversari: Dindane non si fa pregare ed è 2-1. Il morale è di nuovo alto e l'espulsione di uno sciagurato Nadj da ulteriore forza alla squadra di Michel che nella ripresa appare più tonica degli slavi: così ancora Dindane sigla il gol del pari e ancora Dudic, a 2 minuti dal termine, prende la palla con la mano (questa volta in modo più involontario): per il messicano Rodriguez è rigore che Kalou realizza con freddezza (grazie all'amico Dindane che ha rinunciato a una tripletta per dare la gioia del gol anche al compagno Kalou). Zero punti per la Serbia che torna a casa a testa china e 10 gol subiti sul groppone, gli ivoriani vincono la prima partita in un mondiale e dicono arrivederci a questa competizione.

Infine la partita più attesa di ieri cioè quella tra Argentina e Olanda, giocata sul manto erboso di Francoforte. La gara in sé non è stato eccezionale ma qalche spunto interessante l'ha regalato, se non altro magnifiche giocate di Tevez (con un Messi più appannato), le illuminanti geometrie di Riquelme e la solita quantità di Mascherano. Dall'altra parte però la difesa, sebbene qualche volta in affanno, s'è dimostrato solida e ben messa in campo e in attacco Kuijt e Van Der Vaart hanno fatto sicuramente meglio di due appannati Van Persie e Van Nistelrooy. Le emozioni sono comunque state poche, a parte un "autopalo" colpito da Boulahrouz su velenosa punizione di Riquelme, un tiro a dir poco eccezionale di Maxi Rodiguez di poco fuori e una conclusione ravvicinata ma defilata di Kuijt che è andata sull'esterno della rete. In ogni modo lo 0-0 finale soddisfa l'Argentina che conquista così il primo posto nel girone C per la miglior differenza reti e incontrerà così agli ottavi il Messico. Portogallo-Olanda sarà invece l'altro ottavo.

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