Az Alkmaar campione d'Olanda 28 anni dopo


Dopo quattro anni consecutivi, il PSV Eindhoven deve scucirsi lo scudetto dal petto e consegnarlo all'AZ Alkmaar; strane storie succedono in Olanda, incroci e sorprese, corsi e ricorsi storici che anche quest'anno hanno dato da scrivere e parlare i raffinati calciofili olandesi. Forse nulla a che vedere col finale di stagione di due anni fa (in cui il PSV beffò sul filo di lana proprio l'AZ e l'Ajax), ma comunque una storia da raccontare. Andiamo dunque con ordine a spiegare, brevemente, ciò che è accaduto nel week-end prima di fare il giusto encomio alla squadra di Alkmaar. Quart'ultima partita di Eredivisie, l'AZ ha 11 punti di vantaggio sul Twente, squadra allenata da Steve McLaren.

Mentre il team di Van Gaal e il nostro Pellé, l'AZ appunto, ospita il modesto Vitesse, gli inseguitori vanno a far visita al Feyenoord; in tutto ciò c'è la terza incomoda, l'Ajax di Van Basten a 12 punti ma che giocherà il giorno dopo (cioè ieri). Insomma, per l'AZ il titolo è certo, ma manca la matematica. Ovvio quindi che il DSB Stadion si riempa e che a bordo campo ci siano i delegati della federazione con lo schaal, il piatto celebrativo; ma il calcio fa brutti scherzi (l'Inter ne sa qualcosa, vedere il 2-2 del Siena a San Siro l'anno scorso o la vittoria della Roma, sempre nell'impianto milanese, due anni fa). E così durante il match di Alkmaar succede di tutto.

Un consiglio di cuore: se volete leggere un bellissimo resoconto di ciò che è accaduto, una cronaca dettagliata, allora andate sul sito della gazzetta e godetevi il pezzo di Tancredi Palmeri. Perché in soldoni l'AZ Alkmaar perde 1-2 e anche il Twente e, insomma, la gente se ne torna a casa senza scudetto; una formalità, s'era detto, ma comunque una follia non sfruttare il match point casalingo. Ieri poi lo storico 6-2 del PSV ai danni dell'Ajax, così il secondo titolo per la compagine è diventato comunque realtà: ma non come lo aveva sognato Van Gaal.

L'ex allenatore di Barcellona e Ajax ancora doveva riprendere dalla delusione di 24 mesi fa (quella di cui si diceva sopra) e aveva pure deciso di lasciare la squadra. Poi ci ripensò ma l'anno scorso non andò benissimo: metà classifica e fuori dall'UEFA, perdendo pure la tanto sbandierata imbattibilità casalinga nelle coppe europee (per opera dell'Everton). Quest'anno avvio shock: due partite e due sconfitte, tanto che i giornali olandesi parlavano di un Van Gaal esonerato prima dell'inverno. Poi l'exploit.

Ben 28 partite di fila senza perdere (appunto fino alla sconfitta di sabato) con 24 vittorie e 4 pareggi, il portiere Romero imbattuto per 955 minuti dal novembre al febbraio e gol a raffica: capocannoniere dell'intero campionato è infatti Mounir El Hamdaoui, marocchino nato a Rotterdam finalmente esploso dopo diversi infortuni. Ma bravissimo anche la stellina belga Dembelé, giustiziere dell'Italia alle Olimpiadi e accostato a diverse squadre italiane nelle ultime settimane; e che dire di Sebastien Pocognoli, difensore belga protagonista dei soli 17 gol presi dal team?

Bravo capitan Schaars, ma un applauso va anche a Graziano Pellé, l'acquisto più caro della storia del club: due anni fa arrivò in questa città settentrionale dell'Olanda (quasi 100mila gli abitanti) grazie al pagamento dell'AZ di ben 5 milioni di euro, contanti versati nelle casse del Lecce. Non è titolare ma comunque ha fatto 3 gol (che sono valsi 6 punti) e anche sabato è entrato sull'1-1 per tentare di vincere la partita (ma poi, dopo appena un minuto dal suo ingresso in campo, il Vitesse ha fatto il gol vittoria).

Insomma, bravo l'AZ Alkmaar tutto, al suo secondo titolo: in 46 anni è la seconda volta, appunto, che vince una squadra diversa da PSV, Ajax o Feyenoord il titolo olandese. Per due volte s'è intromesso questo giovane club ma con le idee ben chiare e che l'anno prossimo finalmente vedremo in Champions League; e rivedremo anche Van Gaal, un personaggio favoloso che s'è riciclato alla grande.

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