Barzagli - Chiellini - Bonucci: il trio delle meraviglie di Conte

Invece che parlare dei singoli, come amano fare gli inviati, o degli episodi, come da scelta di Di Matteo con il risultato di rendersi ancora più inviso alla critica inglese (e ad Abramovich che ha deciso di liberarsene), meglio parlare di calcio come un'idea di gioco contro un'altra dove la differenza la fa il concetto di reparto.

In questo senso la Juventus di Conte ha da sempre abituato i palati fini, anche quelli di simpatia opposta, a spendere parole e obbligati elogi al centrocampo: Vidal - Pirlo - Marchisio è la combinazione vincente, assoluta, complementare e angolare della forza bianconera. Ma il vero capolavoro resta altrove, a costo di ripetersi. Se il Chelsea infatti difende in maniera molto impostata e quasi scolastica (e becca 26 tiri in porta allo Stadium contro i "soli" 23 del tanto deriso Petkovic), la Juve ha da tempo calato anche qui il trio vincente. Assoluto. Complementare. Angolare.

Barzagli - Bonucci - Chiellini, tre che con Delneri c'erano e contribuirono al nefasto record di retroguardia più battuta in casa dell'intera Serie A. È la la loro nuova combinazione a far la differenza: il lavoro mentale di Conte certo funziona, ma non sempre la tattica va relegata alla voce pura filosofia. Un errore che nel calcio moderno corrisponde quasi al vetusto motto "l'allenatore un po' conta, ma tanto in campo ci vanno i giocatori...".

Ecco, a questo concetto pare ancora legato Roberto Di Matteo che si ritrova con un Chelsea che è l'esatta rispondenza della partita del suo interprete più giovane e più bravo. Oscar parte benino a soffre, poi ha due vampate, poi ancora scompare. Bravo lui, pessimo l'allenatore.

Di contro, appunto, le sinergie dei tre bianconeri di difesa, ormai talmente affiatati da azzerare i reciproci. La loro cerniera permette a Lichtsteiner e Asamoah di operare senza tanti patemi da attaccanti aggiunti e là davanti, come conseguenza, la giostra juventina inizia a girare vorticosamente. Tre gol di differenza stanno anche qui. Nel concetto.

Nella caccia alla rete di una squadra, quella di casa, che arriva alla conclusione con chiunque, come satanassi, anche imprecisi, ma certamente inarrivabili anche per gente come Ivanovic, Cole e David Luiz che chiudono mestamente facendo addirittura più brutta figura di un Cani e di un Biava qualunque.

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