
Alzi la mano chi, poco meno di anno fa, pensò che quella di Andrea Barzagli fosse la scelta giusta: andarsene nella città di Wolfsburg, centro anonimo sorto negli anni ‘30 per opera dei nazisti che volevano creare un luogo per tutti i dipendenti della Volkswagen, dopo numerose offerte ricevute da squadre quotate di Serie A. Campione del mondo e cuore rosanero, questo ragazzo nato a Fiesole esattamente 28 anni fa cedette alla corte di Felix Magath e se ne andò, insieme a Zaccardo, fino in bassa Sassonia per cercare di dare un senso al progetto dell’ambiziosa società del presidente Potsch. A distanza di qualche mese può dirsi azzeccata la sua scelta: il Wolfsburg è primo e domani si gioca gran parte delle sue chances di vincere il titolo.
Barzagli e soci infatti saranno impegnati a Stoccarda, squadra che è staccata di 5 punti in classifica, e una eventuale vittoria a 3 giornate dalla fine vorrebbe dire fare un ulteriore passo in avanti verso un clamoroso titolo (il Wolfsburg è in Bundesliga da poco più di 10 anni e nella sua storia non ha mai vinto neanche un Coppa del nonno). Sarebbe un importante successo per Barzagli stesso che fino ad ora ha vinto solo con la maglia azzurra: un Europeo Under 21 nel 2004 e, come detto, una Coppa del Mondo giocando anche da titolare (e bene) il quarto di finale contro l’Ucraina. Ragazzo silenzioso e umile, iniziò a dare calci al pallone nella Rondinella, squadra fiorentina.
Dopo l’esperienza agrodolce alla Pistoiese e il ritorno alla casa-madre, la grande opportunità arrivò dall’Ascoli: con i marchigiani due ottimi campionati, uno di C e uno di B, che gli consentirono di essere uomo mercato. Mise gli occhi su di lui Campedelli e così andò a Verona sponda Chievo dove giocò da titolare in Serie A a 22 anni, siglando anche 3 gol. Così nel 2004/05 accettò il trasferimento a Palermo dove in 4 anni ha giocato più di 150 partite condite pure da qualche gol, indossando la fascia da capitano dei rosanero e diventando pure cittadino onorario di Pollina, in provincia proprio di Palermo. Auguri di buon compleanno, dunque, a questo difensore forse sottovalutato dai più ma che nella stramba città di Wolfsburg sta scrivendo un piccolo pezzo di storia.
Auguri anche a Gennaro Sardo (30) e a Giuseppe Biava (32).
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