Il Treviso scende in Prima Divisione


Nel posticipo della 39esima giornata di Serie B, giocato ieri sera, il Vicenza ha espugnato il Tenni di Treviso grazie a un gol da fuori del 23enne centrocampista Stefano Botta: gol importante, per di più segnato in un derby, perché per i biancorossi ha significato salvezza mentre per i padroni di casa è stato di fatto un gol che ha ufficializzato la retrocessione della squadra in Prima Divisione. Ma riassumere la stagione nel gol di Botta sarebbe riduttivo, dacché la società della Marca ha passato 10 mesi molto simili a una Odissea, in cui elencare tutto ciò che è successo diventa quasi difficile.

Il tutto inizia a luglio, quando il giovane centrocampista Gionata Mingozzi muore per un incidente stradale; dopo la tragedia umana, tanti piccoli terremoti sportivi: Pillon viene esonerato ancor prima di iniziare il ritiro (al suo posto Ettore Setten chiama l'allenatore scuola Milan Ivan Gotti), intanto la Covisoc infligge 3 punti di penalizzazione al club per problemi burocratici (poi revocati). Sul campo la squadra non va molto meglio, per di più ai giocatori non vengono pagati con puntualità gli stipendi (un punto di penalità) per cui il rendimento dei giocatori risente anche della poca serenità; nonostante questo il gruppo è legato a Gotti e quando Setten lo esonera a gennaio succede il finimondo.

Il gruppo si ammutina, vuole continuare col suo tecnico, la società acconsente ma dopo un mese torna sui suoi passi e chiama Abel Balbo: un mese per capire che non c'è niente da fare e l'ex idolo di Udinese e Roma rassegna le dimissioni, dichiarando di non voler lavorare con una società di dilettanti. Torna Gotti, non cambiano le prestazioni: zero vittorie in trasferta, ben 18 ko in 39 uscite, poco smalto con la sola sorpresa di Zigoni, 18 anni ma un futuro assicurato. Dalla Serie A alla Prima Divisione: il lento declino di una squadra che dovrà lavorare molto per rialzare la testa.

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