Germania sul velluto, Argentina col fiatone


E' subito grande calcio e subito grandi emozioni nelle due sfide degli ottavi di finale giocate ieri in terra di Germania. I pronostici sono stati rispettati e alla fine sarà Germania - Argentina il primo quarto di finale di questi mondiali, un quarto da cui (incrociando le dita) potrebbe uscire la semifinalista che incontrerà l'Italia il prossimo 4 luglio. Due partite dall'andamento diverso perché se i padroni di casa hanno furoreggiato contro una Svezia che dire spuntata è forse poco, i più blasonati argentini hanno sofferto non poco contro il Messico di La Volpe, una squadra che evidentemente aveva risparmiato tutte le energie per preparare uno scherzetto a Pekerman e soci.

La sfida tra Germania e Svezia, ore 17 a Monaco di Baviera, era facilmente prevedibile che sancisse la vittoria dei tedeschi ma una supremazia così netta, come poi è stato, se l'aspettavano in pochi. Il primo tempo è un tiro al bersaglio contro Isaksson che si impegna e fa quel che può per evitare il tracollo dei svedesi benché nulla può su Podolski che prima lo batte dopo una sua ribattuta e poi raddoppia in seguito a uno scambio con Klose. I primi 45 minuti non sono finiti perché la squadra di Klinsmann vuole il tris e ci prova Klose, ci prova Ballack e ancora Frings ma l'alto portiere avversario evita il peggio. Così nella ripresa, dopo l'espulsione di Lucic avvenuta al 35' del primo tempo, espulsione forse un po' generosa, la Svezia ha l'occasione di accorciare le distanze con un rigore assegnato per un fallo di Metzelder su Larsson: proprio quest'ultimo non regge la tensione e spara altissimo spegnendo ogni speranza dei suoi. Che quindi arrancano nei minuti successivi che registrano i legni colpiti da Ballack e da Schneider, a sancire che la Germania è viva, vegeta e fa paura. E i quarti contro l'Argentina, visto anche come hanno giocato ieri i sudamericani, potrebbero essere un altro trionfo.

Sì, perché la partita di Lipsia delle 21, quella tra Argentina e Messico è stata sorprendentemente più equilibrata del previsto con un Messico guardingo in difesa e pungente in attacco, e con la Seleccion incapace di mostrare quel gioco fluido tipico delle prime due partite disputate nel mondiale. Così, con le squadre ancora in fase di studio, il Messico passa con l'anima e il trascinatore e cioè Rafa Marquez bravo sottoporta e trovare la coordinazione giusta per battere un sorpreso Abbondanzieri. Si mette dunque subito in salita la partita per i sudamericani che però dopo soli 4 minuti trovano un gol fondamentale, anche alla luce di come è andato poi il match, con Crespo che in mischia riesce a toccare quel poco che basta per ingannare Sanchez. Dopo 10 minuti è dunque 1-1 e la partita pare possa esplodere da un momento all'altro ma curiosamente si spegne: ci prova ancora Crespo con un pallonetto, Borgetti con un buona conclusione e poi Heinze tenta il suicidio perdendo un pallone sulla propria trequarti e falciando poi Fonseca lanciato a rete (solo ammonizione per il difensore). La ripresa offre ritmi ancora più bassi e non bastano gli innesti di Tevez, Messi e Aimar perché alla fine dei 90' minuti è ancora pareggio e allora si va ai supplementari: gli argentini iniziano a pensare che questa serata sia maledetta, i messicani invece sperano nel sogno. Ma fuga ogni sorpresa e velleità messicana il solito (in questi mondiali) Maxi Rodrigeuz che si inventa un gol da favola al 103': stop di petto spalle alla porta al limite dell'area e tiro al volo all'incrocio. Finirà 2-1, ma che paura per l'Argentina!

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