Caso Sneijder, Moratti: "Non è mobbing, non gioca per ragioni tecniche"

Massimo Moratti interviene sul caso Sneijder. L'olandese ieri era stato difeso (insieme a Llorente dell’Athletic Bilbao) dal FIFPro, il sindacato internazionale dei calciatori, che con un comunicato aveva espressamente parlato di mobbing. La vicenda, lo saprete, riguarda la nuova proposta contrattuale avanzata dall'Inter all'olandese di una riduzione di ingaggio. Il calciatore non vuole accettare il ritocco al ribasso del suo contratto e così il club nerazzurro, in accordo con Stramaccioni, ha deciso di tenerlo ai margini della rosa, per permettergli di riflettere con maggiore “serenità” (cit. Branca). Oggi giungono le dichiarazioni del Presidente dell'Inter, Massimo Moratti, il quale esclude completamente che si tratti di mobbing e spiega invece che entrambe le parti godono di grande libertà:

Parlare di ricatto o di mobbing dell’Inter è voler vedere per forza male le cose. Sneijder non gioca anzitutto perché l’allenatore non lo vede integrato al massimo, soprattutto dal punto di vista psicologico, con la mentalità della squadra. Tutto il resto è questione di libertà reciproca: per noi è stato naturale cercare di trovare un modo per non essere costretti a venderlo, lui ha il diritto di non accettare la nostra proposta. E se la situazione rimarrà tale, la soluzione sarà inevitabile cercarla sul mercato.

A queste parole, rilasciate a La Gazzetta dello Sport, si aggiungono quelle (dello stesso tenore, ma con qualche sfumatura diversa) pronunciate a margine della presentazione di Inter Campus alle Nazioni Unite a New York:

Da parte della società c’è un atteggiamento di piena apertura con il calciatore, non c’è alcun tipo di ricatto. Se è valido un contratto, è certamente valido chiedere a una persona se si può in qualche modo migliorarlo. Questo non toglie che in questo momento il calciatore non giochi per ragioni tecniche. Certamente nessuno ha voglia di buttare via un valore come il suo. La posizione della società è di tranquillità, noi non abbiamo costretto nessuno a fare niente, il suo contratto è validissimo, nessuno di noi forza qualcuno, Sneijder è libero. Se tornerà in campo nelle prossime settimane questo dipenderà solo dall’allenatore, se lo vedrà fisicamente e psicologicamente all’altezza per giocare.

Quale che sia la verità nella vicenda, una cosa pare certa: il futuro dell'olandese non è all'Inter.

Foto | Getty Images

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