Ventura pronto per il derby: "Juventus fortissima, ma il Torino proverà a dire la sua"

Cresce l'attesa per il ritorno del Derby della Mole, ormai mancano poco più di 24 ore e poi lo Juventus Stadium si vestirà a festa per ospitare la prima stracittadina della sua storia. La partita è importante per i bianconeri reduci dalla sconfitta con il Milan, ma è ancora più importante per il Torino, non fosse altro per le motivazioni che spingono la squadra di Ventura, che da tanto, troppo tempo, non si confronta con sfide di questo tipo. L'ultima vittoria granata in un derby risale alla stagione 1994/1995, l'anno in cui i bianconeri vincevano il primo scudetto sotto la guida di Marcello Lippi, il Toro riuscì ad aggiudicarsi addirittura entrambe le sfide, da allora però sono passati 18 anni.

Domani la città torna protagonista del calcio italiano per una notte, Ventura ha fiducia nei suoi ragazzi pur riconoscendo il valore dell'avversario, dalla consapevolezza però deve nascere la convinzione nei propri mezzi. In fondo il derby non risponde mai completamente ai valori in campo, di mezzo c'è l'orgoglio cittadino che può spostare gli equilibri:

Abbiamo la convinzione di poter fare una grande partita contro la formazione più forte del campionato. La Juve arriverà determinata e concentrata a questa partita. È chiaro che sarà difficile, è chiaro che c'è una diversità di valori, ma è altrettanto vero che il derby non è mai una gara come le altre. Sono arrivato qui lo scorso anno e noi abbiamo dominato il campionato di Serie B come la Juve ha fatto con quello di Serie A. Credo che questo derby sarà la festa di Torino. Andremo in casa loro con la consapevolezza di affrontare la squadra più forte, ma anche con la voglia di giocare e vedere cosa accade.



Ventura e Conte hanno molto in comune, l'allenatore granata ereditò da quello juventino il Bari in Serie A riuscendo poi a far disputare un campionato meraviglioso ai Galletti neopromossi. Anche da un punto di vista tattico i due hanno molto in comunque, normale quindi che ci sia anche stima e rispetto professionale. Ventura non nasconde di temere questa Juve, che ha visto dal vivo contro il Chelsea e che arriva a definire "deprimente", spera però che i suoi possano sfoderare una partita di grande spessore, agonisticamente impeccabile, come già successo in questa stagione in occasione di impegni importanti come quelli con il Napoli e la Fiorentina:

Ho visto la gara con il Chelsea e sono uscito dallo stadio depresso perché li hanno veramente asfaltati. Noi però abbiamo voglia di fare in una partita che se interpretata bene può regalarci delle soddisfazioni. I tifosi si aspettano una vittoria, o magari anche un gol visto che è tanto che non si segna alla Juve. Serve una partita da Torino, con applicazione e lucidità. Il risultato sarà figlio di queste situazioni ed è questo che si aspettano i nostri tifosi da noi. È una gara particolare anche se la nostra classifica non la costruiamo contro squadre come la Juve. Servirà una prestazione sopra le righe come contro la Fiorentina. In carriera ho vissuto tanti derby, magari più piccoli. Alcuni miei ragazzi però la sentono come partita. Deve anche essere un motivo d'orgoglio tornare a giocare il derby. Adesso giochiamocela come abbiamo fatto al San Paolo contro il Napoli, credo siamo gli unici riusciti a strappare punti in quello stadio.

Il tecnico granata non è d'accordo con chi dice che la mancanza di esperienza possa essere un vantaggio in partite come queste, secondo lui l'esperienza serve sempre e quest'anno il suo Toro ne sta accumulando molta, pur con qualche incidente di percorso necessario. L'importante domani sarà scende in campo tranquilli e lucidi, il resto verra da sé:

Io credo che l'esperienza nel calcio conti e l'esempio del San Paolo di prima è calzante. Lì abbiamo preso un gol su rimessa laterale... In questa stagione abbiamo fatto un po' d'esperienza e contro la squadra più forte dovremo fare grande attenzione. Se dovessimo regalare paura, timidezza o quant'altro tutto diventerebbe sicuramente più difficile. Ce la giocheremo con tranquillità perché oramai conosciamo i nostri pregi e i nostri difetti. Effetto Juventus Stadium? Dovremmo farci l'abitudine in vista del futuro. Oggi però è un'eccezione e domani mancheranno gli sfottò e le coreografie a confronto. Questo non ci sarà più, ma gli stadi di proprietà sono il futuro.

La conferenza stampa si chiude con Ventura che, dopo aver ricordato il suo recente ruolino positivo contro i bianconeri (vittorie contro Ferrara e Del Neri), finge di rispondere ad una telefonata di Antonio Conte che non esita a definire un amico e ad elogiare ("Sta dimostrando in Italia di aver costruito una delle squadre più organizzate che ci sono in circolazione.") nonostante sia la vigilia di una partita così importante, sicuramente molto apprezzabile il suo approccio. Ora però sotto con gli ultimi ritocchi, domani parlerà il campo.

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