Mondiali, il punto sulle magnifiche otto.

Dopo 56 partite il Mondiale entra nella fase cruciale che da domani vedrà le otto squadre più forti del pianeta (per lo meno così dicono i risultati) disputarsi l’accesso alle semifinali e quindi al Gotha del calcio mondiale. Fin qui è stata una Coppa del Mondo caratterizzata dal gran caldo, dalla severità degli arbitri più che dal gioco duro e da un sostanziale livellamento tra i valori che ha dato vita in larga parte a match equilibrati e a pochissime goleade. Prova ne sia che è andato avanti chi ha dato prova di solidità difensiva più che di grandi capacità offensive: al di là del paradosso Svizzera, che è stata eliminata a reti inviolate a beneficio dell’Ucraina con quattro reti al passivo già alla prima gara (ma poi non ne ha più prese), le prime otto si caratterizzano proprio per la blindatura della propria difesa.

Un solo gol hanno preso Italia (che poi se l’è fatto da sola), Brasile (sorprendente la tenuta della retroguardia verde-oro), e Portogallo (in un girone facilino); due gol hanno preso Argentina, Germania (entrambi all’esordio prima che Klinsmann sistemasse meglio la sua difesa) e Inghilterra (entrambi con la Svezia in una partita allegrotta); mentre solo la Francia ha sofferto un po’ di più, incassando tre reti, ma mai più di una per match.


Insomma, il primo non prenderle sembra il tema dominante di questo Mondiale in cui ormai tutti conoscono tutti, le squadre materasso sono sparite e una buona disposizione tattica abbinata a tanto agonismo e tanta corsa può annullare qualunque gap tecnico. D’altra parte, quando è il momento dell’eliminazione diretta bastano un episodio o cinque minuti di follia per sovvertire i pronostici ed eliminare favoriti. Non a caso, due tra le squadre più tecniche viste all’opera (Olanda e Spagna) sono tornate a casa prematuramente, complice anche il piazzamento nel proprio girone. Battendo l’Argentina, la squadra di Van Basten avrebbe affrontato il Messico (ostico, ma mai quanto il Portogallo) lasciando i lusitani alla Selección con tanti auguri; mentre la Spagna, paradossalmente, se potesse tornare indietro perderebbe volentieri 4-0 con l’Ucraina pur di affrontare domani l’Italia nei Quarti.

Un Mondiale, dunque, dal pronostico più incerto che mai perché tutte le migliori otto hanno pregi e difetti e, salvo l’Ucraina e il Portogallo, un pedigree internazionale di tutto rispetto, se si pensa che delle sette Nazionali vincitrici di Coppe del Mondo manca solo l’Uruguay, da tempo lontano dai livelli del 1950. Cerchiamo di analizzarle una per una.


ARGENTINA

La squadra che ha più impressionato delle otto superstiti, soprattutto nel match con la Serbia – Montenegro. Con il Messico ha invece subito una preoccupante involuzione, accentuata dalla bella partita di Márquez e compagni. La durissima gara di domani con la Germania dirà molto sulle condizioni della squadra di Pekerman, per il quale l’abbondanza sta diventando un problema: tener fuori ancora Tévez (più che Messi, non ancora al 100 %) a beneficio di uno spento Saviola sarebbe la sua ghigliottina in caso di sconfitta. Ha un centrocampo da favola con in più la bella sorpresa di Maxi Rodríguez, ma la difesa davanti al test di Klose e Podolski potrebbe andare in affanno.

Voto: 8


BRASILE

Ci si aspettava che uccidesse il Mondiale e non l’ha fatto e questa è già una buona notizia, ma da qua a cantarne il de profundis come qualcuno ha fatto ce ne passa. Le cifre parlano chiaro: 4 vittorie su 4 partite, 10 gol fatti e uno subìto, il tutto senza l’apporto di alcuni fuoriclasse. Ronaldo ha iniziato a giocare dalla terza partita (bene ha fatto Parreira a puntare su di lui), Adriano non è all’altezza dei suoi livelli, mentre Ronaldinho è quasi un caso perché deve sacrificarsi per lasciare posto a un secondo attaccante senza il quale la squadra sarebbe più equilibrata e lui più libero. L’impressione è che così com’è la Seleção non sia ben bilanciata e che Adriano sia quello che rischia di più il posto a beneficio di un centrocampista. Per ora, la probabile assenza di Kakà con la Francia (unitamente a quella sicura di Robinho) potrebbe rilanciare Juninho in mezzo al campo (per me il centrocampista del Lione è irrinunciabile) e riportare Ronaldinho in posizione Barcellona con Adriano largo a destra. Se anche il fuoriclasse gaúcho trova la gamba e diventa decisivo saranno dolori per tutti.

Voto: 8,5


FRANCIA

E’ stata artefice della sorpresa più grande eliminando la Spagna dopo aver sofferto non poco per agguantare il secondo posto nel girone. Sulla carta non dovrebbe aver scampo contro il Brasile, ma la storia del Mondiale è piena di pronostici sovvertiti quando la parola passa al campo. I dubbi vengono dalla tenuta atletica di alcuni campioni un po’ avanti con gli anni (Thuram, Zidane, Makélélé, per non parlare di Barthez sempre meno all’altezza del ruolo) e, per contro, sulla tenuta mentale e nervosa dei giovani, come il talento Ribery o il terzino Abidal. Preoccupa la sterilità offensiva (non ingannino i tre gol alla Spagna) in cui Henry appare lontanissimo dai suoi standard mentre Trezeguet marcisce in panchina scavalcato anche da Govou.

Voto: 7


GERMANIA

Un accesso ai Quarti ai padroni di casa non si nega (quasi) mai. Eppure la Germania è arrivata fin qua senza grandi favori arbitrali (giusto l’espulsione di Lucic) e mostrando una squadra solida, compatta, ordinata nel suo 4-4-2 accademico ma efficace con tutte le sovrapposizioni e le diagonali d’ordinanza. Ciò che impressiona è che si può mandare la formazione a memoria, tanto Klinsmann si fida dei suoi primi undici; la coppia Klose – Podolski fa paura, le fasce sono ottimamente coperte con Friedrich e Schneider da una parte e la freschezza di Lahm e Schweinsteiger dall’altra. E deve ancora segnare Ballack… I dubbi possono venire da Lehmann, apparso più volte incerto, e dalla tenuta della coppia Metzelder – Mertesacker davanti ad attaccanti consistenti. Ma l’impressione è che se batte l’Argentina possa arrivare fino in fondo.

Voto: 8


INGHILTERRA

Probabilmente l’Inghilterra avrebbe vinto altri Mondiali oltre a quello del 1966 se i tabloid lasciassero lavorare squadra e Commissario Tecnico in santa pace. Invece Eriksson, mai amato dalla stampa inglese, deve fare i conti non solo con gli avversari ma anche (soprattutto) con i giornalisti. Sarebbe interessante vedere la reazione di Lippi al centesimo articolo del Sun… In realtà è vero che l’Inghilterra finora non ha convinto e certo l’infortunio di Owen non ha aiutato né sul piano tecnico né su quello delle polemiche, tuttavia Eriksson dispone del miglior centrocampo del mondo (per equilibrio, tecnica, disposizione tattica, compattezza), sta ritrovando il miglior Rooney e può vincere una partita in qualsiasi momento con un colpo dei suoi numerosi fuoriclasse (Beckham, Lampard, Gerrard, Joe Cole…). Se si aggiunge una certa solidità difensiva non si capisce perché i leoni non possano ambire ad andare lontano.

Voto: 8


ITALIA

Insieme ad Argentina e Ucraina è quella che più ha sofferto per passare gli Ottavi, ma rispetto ai sudamericani ha mostrato molto di meno nella fase a gironi, e rispetto a Shevchenko e soci è accreditata di un valore assoluto più alto. La più debole del lotto, allora? Probabilmente no. Intanto andrà in campo da favorita contro la squadra di Blokhin e poi, si sa, nelle difficoltà l’Italia (e gli italiani) si compatta e dà il meglio di sé. Certo, davanti ad altri centrocampi quello azzurro impallidisce e i bomber di casa nostra sembrano avere qualche problemino di mira oltre che di sfortuna, un po’ frastornati dal turnover e dai valzer tattici di Lippi. Ma dalla parte azzurra c’è una difesa fin qui super e quello che per ora è stato il miglior portiere del Mondiale, Buffon; se è vero che questo è l’anno del prima non prenderle potrebbe essere l’anno dell’Italia.

Voto: 7


PORTOGALLO

Si contende da sempre con i cugini spagnoli il titolo poco entusiasmante di eterna incompiuta e ha fatto decisi passi in avanti in questo senso due anni fa buttando via il proprio Europeo con la Grecia. Una semifinale (finale?) mondiale restituirebbe il trono agli spagnoli, già a godersi il sole in Costa Brava e alle Baleari. L’obiettivo non è impossibile: la squadra di Scolari gioca bene, ha equilibrio e fuoriclasse assoluti (Figo, Deco, Cristiano Ronaldo, Simão), si difende con ordine grazie a difensori di primordine e il solito, impeccabile filtro di centrocampo. L’ostacolo Inghilterra non è insormontabile, ma l’assenza di Deco e Costinha (squalificati) e quella probabile di Cristiano Ronaldo (infortunato) peseranno come macigni nonostante l’ingresso di Petit, dello stesso Simão e di Tiago (o Helder Postiga). Le altre incognite sono legate alla sterilità di Pauleta (valanghe di gol in Spagna e in Francia, grosse difficoltà in Nazionale) e all’elenco di cartellini gialli che rischia di decimare la squadra in un’eventuale semifinale.

Voto: 7,5


UCRAINA

La Cenerentola del gruppo, la protagonista meno nobile dei Quarti (anche perché la più giovane) ha già compiuto l’impresa di qualificarsi tra le prime otto alla prima partecipazione a una fase finale. Potrebbe accontentarsi e immolarsi come agnello sacrificale sull’altare delle ambizioni azzurre. Non sarà così: l’entusiasmo di chi, complice un tabellone improvvisamente favorevole, è arrivato più lontano di quanto pensasse, unito alla consapevolezza di non avere nulla da perdere fanno dell’Ucraina un’avversaria tosta e pericolosa, non priva di individualità di spicco che non si limitano all’arcinoto Shevchenko ma arrivano fino a Voronin (assente contro l’Italia), Milevskij, Rebrov, Tymoschuk, Kalinichenko. Sulla carta non dovrebbero bastare, ma andranno comunque presi con le pinze.

Voto: 6,5

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