Logo Blogo

La Serie A vuole rialzare la testa: dal 2010 nuova spartizione dei diritti TV

Pubblicato: 04 lug 2009 da vieni_127

Commenti dei lettori


L’ormai famosa crisi ha colpito, come noto, anche il mondo del calcio italiano che nella prossima stagione si presenterà ai nastri di partenza più povero e con meno appeal; come fare per risollevare le sorti dell’italico pallone? Stadi di proprietà, abbattimento del doping finanziario, settori giovanili floridi e… una nuova legge sulla ripartizione dei diritti televisivi. Dalla stagione 2010/11 infatti si ritorna all’antico, a undici anni fa, quando i diritti per trasmettere le partite del campionato non venivano trattati dalle singole squadre, ma venduti collettivamente: questo grazie alla legge Melandri - Gentiloni, 900 milioni di euro circa divisi per 20 squadre con le ovvie e particolari differenze da club a club.

Un 40% di tutti questi soldi saranno divisi equamente tra le 20 formazioni di massima serie, l’altro 60% invece verrà spartito in modo proporzionale a diversi parametri: un 30% per il bacino di utenza e un altro 30% per i risultati sportivi. Più in particolare le esatte percentuali saranno queste: 25% in base al numero di tifosi (la Lega assolderà tre diversi istituti di statistica a questo scopo), 5% a seconda degli abitanti della città della squadra, 5% tenendo conto del piazzamento in classifica nell’anno precedente (con punteggi da 1 a 20 dall’ultima alla prima), un 15% per i risultati degli ultimi 5 anni e un ultimo 10% in base alla storia del club (dal ‘46 in poi).

Insomma, tanti calcoli che però sono in fin dei conti chiari: l’obiettivo è evitare la solita forbice tra club blasonati e squadre di provincia, creare un sistema più sbrigativo e oggettivo di cessione dei diritti televisivi (qualche anno fa ogni stagione pareva iniziare in ritardo a causa dei piccoli club che non accettavano le offerte delle pay tv che trattavano, come detto, coi club singolarmente) e proporre poi un prodotto unitario stile Premier League (ricordiamo che fra due anni ci sarà anche la partita a ora di pranzo). Per alzare la testa, la Serie A deve prendere esempio da chi è riuscito a farlo: l’Inghilterra è l’esempio.

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (3 Voti | Media: 5 su 5)
condividi condividi
0 commenti

Commenti dei lettori

Inserisci per primo un commento a questo articolo.