Genoa, ennesimo fiasco: Delneri confermato ma i tifosi sono infurati

Se in questo momento c'è una squadra in crisi in Serie A quella di sicuro è il Genoa: non è bastato espugnare Bergamo solo una settimana fa, uno a zero di misura contro l'Atalanta, i numeri rimangono impietosi per il Grifone capace di vincere solo in un'occasione, quella all'Azzurri d'Italia per l'appunto, nelle ultime 11 partite, reduce da 7 sconfitte in 8 gare e, per ultimo, battuta a domicilio dal Chievo subendo addirittura 4 gol. La sconfitta contro gli scaligeri brucia, e molto, per una serie di motivi: Gigi Delneri si è visto battere dal suo allievo Eugenio Corini, la Gradinata Nord si è beccata sotto il muso una tripletta dell'ex Alberto Paloschi, di fatto i rossoblu hanno perso uno scontro salvezza che li relega al terz'ultimo posto in graduatoria, un punto soltanto sopra il Pescara e il penalizzato (di 6 punti) Siena.

Il ko di ieri contro il Chievo ha messo in mostra i soliti limiti dei liguri: poca incisività in attacco, amnesie difensive improponibili a certi livelli, poca cattiveria agonistica. Per certi versi è sembrato un replay della follia consumatasi a Marassi il 22 aprile scorso quando i rossoblu persero 1-4 contro il Siena e i tifosi bloccarono la partita esigendo che i giocatori gli consegnassero la maglia. Da allora sono cambiati due allenatori (c'era Malesani, poi la squadra si è salvata con De Canio, ora c'è Delneri) e pareva anche che gli ultras avessero proclamato la tregua consegnando, proprio la settimana scorsa, una maglia simbolica alla squadra (nonostante il derby perso malamente 15 giorni fa). Contro il Chievo ci si aspettava la rinascita definitiva, invece i rossoblu sono naufragati. Al fischio finale è montata di nuovo la tensione.

I giocatori del Genoa sono stati chiamati sotto la Nord e hanno ascoltato inermi improperi e offese dei tifosi che, tra una brutta parola e l'altra, intimavano loro di impegnarsi di più. Il solito, e mal capitato a questo punto, capitan Marco Rossi ha rivissuto per qualche istante l'umiliazione di 7 mesi fa, senza però arrivare all'eclatante epilogo della partita contro il Siena. A fine partita Bosko Jankovic, uno degli uomini simbolo della squadra, si è scusato con i supporters genoani:

"Voglio chiedere scusa a tutti i tifosi genoani per questa nuova sconfitta casalinga. Abbiamo lavorato bene in settimana nel ritiro, ma alla fine non ci sono scuse. Abbiamo giocato male e abbiamo perso una brutta partita. Chiedo nuovamente scusa ai tifosi, ma dobbiamo comunque cercare di restare positivi".

Uno dei bersagli principali della protesta dei tifosi del Genoa è, quasi da sempre, Enrico Preziosi; il presidente del Grifone non intende sbugiardarsi richiamando De Canio dando il benservito a Delneri (che ha raccolto la miseria di 3 punti in 7 partite), anzi proprio col tecnico di Aquileia intende risalire la china aspettando ansioso il mercato di riparazione, tra un mese. Proprio Delneri ieri ha ribadito di sentire la fiducia della società:

"Sicuramente dopo i bei passi avanti mostrati a Bergamo siamo tornati a mostrare una certa sofferenza, per quanto la reazione della squadra dopo il vantaggio del Chievo sia stata di grande rilievo. Io ancora sulla panchina del Genoa? Penso di sì, sento la fiducia della società dalla mia parte. È normale che si debbano guardare i risultati, ma penso che i risultati possano anche cambiare".

Per quanto concerne il mercato e la delusione dei tifosi, l'ex tecnico della Juve analizza in questo modo la situazione:

"Adesso dobbiamo recuperare giocatori, ce ne sono tanti che sono fuori. Fino a gennaio manca molto. Il malumore della tifoseria? La delusione è naturale, c'è affetto verso la maglia. La tifoseria ha manifestato la propria delusione al termine della gara".

In realtà il Genoa non ha poi chissà quanti assenti: contro il Chievo mancavano gli squalificati Borriello e Moretti, mentre occupano l'infermeria Antonelli, Jorquera, Anselmo, Piscitella e Ferronetti. Insomma, contro il Pescara domenica prossima l'undici che scenderà in campo all'Adriatico sarà se non al completo, quasi, e proprio contro gli abruzzesi (e poi contro il Torino in casa) si deciderà una buona fetta della stagione genoana: nuovi capitomboli potranno risultare fatali per il prosieguo del campionato.

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