Inter - Sneijder, fumata nera: giocatore insoddisfatto, Moratti minimizza

Che l'Inter non abbia saputo gestire gli ultimi spinosi casi contrattuali di alcuni giocatori è cosa nota, quanto meno ha cambiato politica finanziaria troppo repentinamente mettendo alle corde bandiere dall'ingaggio oneroso, non trovando per di più accordi che passassero sotto traccia a livello mediatico. Chi ha accettato di ridursi l'ingaggio come Zanetti e Chivu non ha fatto rumore e la società ne è rimasta come ovvio soddisfatta, chi invece ha sbattuto i piedi è stato messo alla porta senza troppi complimenti (vedi Lucio e Julio Cesar); con Wesley Sneijder, giocatore che solo due anni fa è andato vicino a vincere un Mondiale e il Pallone d'Oro (cercato, a cifre interessantissime, dal Manchester United), i nerazzurri hanno fatto un po' di confusione, complici gli infortuni dell'olandese con conseguente andamento altalenante.

Di fatto il contratto che lega ad oggi Sneijder al club milanese è stato firmato a fine 2010, epoca in cui il famoso fair-play finanziario era già cosa nota, così oggi il fantasista oranje non intende rivedere le cifre al ribasso e vuole giocare per non svalutarsi. In questa situazione di stallo l'Inter non può avvalersi delle prestazioni di un fuoriclasse che sta bene e che farebbe tanto, troppo comodo alla causa di Stramaccioni, il diretto interessato non gioca e si svaluta e ad oggi le sue pretendenti (quelle in grado di sganciare una cifra ritenuta accettabile per il suo cartellino e di garantirgli un lauto stipendio) rispondono al nome di Schalke 04 (soprattutto) e Anzhi, senza dimenticare le piste statunitensi. Oggi l'atteso incontro tra le parti: Ghelfi e Branca per l'Inter, il procuratore Lerby e lo stesso Sneijder da contraltare: il risultato è stato un nulla di fatto.

Alla fine del vertice il numero 10 nerazzurro era scuro in volto e ha lasciato dichiarazioni di circostanza: "Non voglio parlare. Ma qui sono stato sempre bene". Nel pomeriggio il comunicato ufficiale rilasciato dallo stesso giocatore:

"In queste condizioni, non ho nessun motivo di firmare. Come posso rinnovare quando nemmeno gioco? Branca inizialmente mi aveva detto che non avrei giocato fino a quando non avessi firmato il nuovo contratto. E ora la stessa persona mi dice che è una scelta esclusivamente dell'allenatore, a prescindere dalla situazione. Ero orgoglioso di aver firmato nel 2010, ho sempre dato tutto per questo club, ora chiedo solo di scendere in campo. Sono fisicamente e mentalmente pronto e mi piacerebbe giocare, vedremo nei prossimi giorni".

Al suo arrivo alla Saras, Massimo Moratti ha commentato la vicenda benché non fosse presente all'incontro:

"Sneijder è pronto a giocare se sta bene ed è in forma, non per il nome. Ho sentito chi era presente all'incontro, c'è stato buon senso da entrambe le parti. Ora sta a Sneijder rispondere. Mi sembra sia molto mediatica come cosa e molto normale invece come rapporto, naturalmente si cerca di capire se c'è la possibilità di mettersi d'accordo su altre basi, altrimenti rimane a giocare, l'importante è che sia in forma e che giochi bene, a me interessa questo. Se ci sarò io in un secondo incontro? No, sono cose che si possono risolvere tranquillamente, poi però se c'è bisogno sarò presente. Infastidito dal suo comportamento? Ma no, io ho letto che eravamo molto offesi, credo proprio di no. Almeno, io personalmente no. Mi sembra che uno abbia la libertà di scegliere. A me interessa che sia in forma: se è in forma gioca, se non è in forma non gioca, inutile trovare altre scuse".

Dopo aver ricevuto il sostegno dalla FIFPro, anche l'Associazione Italiana Calciatori è vicina a Sneijder. Così il presidente Damiano Tommasi in merito:

"Dà fastidio che si parli di crisi o fair-play finanziario anche in queste occasioni. Sneijder il rinnovo l'ha firmato a fine 2010, il fair-play è stato approvato a metà 2010. Le società hanno in mano la situazione per decidere compensi e durata dei contratti, qualche volta fanno errori di valutazione su ricavi e spese ma, ripeto, i calciatori hanno sempre sottoscritto contratti sottoposti dalle società. L'anno scorso, quando abbiamo fatto slittare l'inizio del campionato volevamo difendere il diritto dei giocatori ad allenarsi con la squadra. Qualcuno, però, utilizza il far allenare i calciatori a parte o da soli per forzare una cessione o la ridiscussione di un contratto, tutti sanno quanto ci teniamo a questo argomento perché riteniamo che sia logico valutare i giocatori per quanto possono dare in campo. Su Sneijder non è mobbing: il fatto che si alleni con la squadra e parli quotidianamente con l'allenatore fa sì che non rientri in questi casi".

Aggiornamento al prossimo capitolo della telenovela.

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