Giovinco e Marchisio? No, i veri "giovani del Derby" sono Pogba e Darmian

Marchisio e Giovinco. Nulla da dire. Sono stati loro i risolutori, a tinte bianconere, di una stracittadina in parte annunciata a livello di esito. Juventini da sempre, all'apice forse delle loro carriere, ma erroneamente "giovani" secondo gran parte della stampa nazionale.

In realtà la vera nuova frontiera del derby è stata illuminata da altri due protagonisti, per motivi differenti passati colpevolmente sottotraccia: da una parte Paul Pogba, titolarissimo in un match sentitissimo, e Matteo Darmian, granata acquisito e terzino trasformato. Giusto quindi spendere un articolo di commento a loro dedicato, con tanto di perché e percome siano loro a rappresentare lo stato di buona salute di due squadre che hanno percorsi e obiettivi quasi diametralmente opposti.

Sopra tutti, e quindi per primo, il francese ex Manchester United. Ovvero colui che ha conquistato Conte e la sua difficilissima fiducia. Lo ha fatto in allenamento e adesso anche in una partita completa dopo il grande impatto avuto allo Stadium contro il Bologna. Non sono più sprazzi. Sono prestazioni.

E quella contro il Torino lo è stata a tutti gli effetti per continuità (unico in campo con pari rendimento tra primo e secondo tempo) e per personalità visto che ci si dimentica che Pogba ha letteralmente preso per mano la Juventus nei dieci minuti precedenti l'espulsione di Glick. Eppoi, come se non bastasse, la saccenza tattica (ovvero il contrario della sua presunta esuberanza) mostrata quando la partita andava gestita mantenendo un certo equilibrio in mezzo al campo: non c'era Vidal, in pochi se ne sono accorti, e la sentenza è quindi praticamente già scritta.

Quindi il torinista ex Milan, nativo di Legnano, pupillo da centrale difensivo di Franco Baresi quando scalava le categorie nel settore giovanile rossonero. Darmian, vittima forse solo della sua esile corporatura e di qualche infortunio di troppo, è il migliore tra i granata di Ventura, paradossalmente colpevole sul primo gol di Marchisio quando invece è il centrocampista davanti a lui a non seguire l'affondo del match-winner.

E anche fosse, resta la sua pulita solidità prima su Giovinco, poi su Giaccherini, poi ancora su Giovinco che deve andare a raccogliere applausi dall'altra parte, dove invece c'è D'Ambrosio. Anche e soprattutto lui, ragazzo umile e tecnicamente molto ben preparato (fu anche capitano della Primavera rossonera), fa parte dello spot futurista che voleva esser lanciato da questo derby che dalla sponda granata lascia in eredità poco altro oltre all'ormai scontata bravura di Angelo Ogbonna.

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