La vendetta di Tim Matavz, sedotto e abbandonato dal Napoli

La vendetta è un piatto che va servito freddo, e pazienza se la partita di questa sera tra Napoli e Psv Eindhoven valeva meno di un'amichevole d'estate (ma non andatelo a dire agli estimatori del ranking Uefa): nell'ultima giornata della fase a gironi di Europa League la squadra olandese a strisce bianche e rosse ha vinto al San Paolo per 3 reti a 1, mattatore della serata lo sloveno Tim Matavz, ariete di 188 centimetri nato al confine col Friuli (a San Pietro, come il torinista Birsa). Nulla di strano se non fosse che nel capoluogo campano il suo nome lo conoscevano tutti e tutti hanno dovuto ingoiare il boccone amaro di una sconfitta scoccata, per tre volte, dal suo piede.

Tim Matavz (già solo per il suo nome di battesimo dovrebbe giocare in Serie A) era un calciatore del Groningen quando nella finestra di mercato del gennaio 2011 fu adocchiato da Bigon: il Napoli aveva praticamente concluso per il suo acquisto, tutto saltò all'ultimo per quisquilie burocratiche. L'accordo era che se ne sarebbe riparlato in estate, ma qualcosa andò storto; a Napoli si è spesso vociferato di un inserimento nella trattativa della mamma, Doris, che cura anche gli interessi del figlio in qualità di agente. Alla vigilia della sfida tra Napoli e Psv, la signora Matavz ha spiegato a calciomercato.com:

"Era tutto fatto, avevamo i contratti pronti ma in inverno non fu possibile completare le carte. Poi in estate il Napoli non si è fatto sentire, aspettammo alcune settimane, ma quando capimmo che tutto era saltato ci siamo rivolti altrove. Ci siamo rimasti un po' male, Tim aspettava quel giorno da mesi, sognava l'Italia ma ora è felice in Olanda".

Secondo alcune versioni dopo le beghe burocratiche di gennaio, Mazzarri ci ripensò e rivedendo giocare il ragazzo decise che si poteva fare a meno di lui; da altre parti si dice addirittura che fu proprio la madre a sconsigliargli Napoli per via della pericolosità della città. Resta il fatto che Matavz non ha mai indossato l'azzurro e questa sera si è regalato una serata di gloria di fronte a quello che poteva essere il suo pubblico: tripletta, seppur con la complicità di Rosati sui primi due gol, pallone a casa e rimpianti a tinte azzurre. Perché forse un 23enne che ha segnato 7 gol in questa Europa League e già 34 in un anno e spiccioli col PSV, beh, non deve essere proprio uguale a Hoffer o Dimitru.

Per la cronaca: da qualche settimana è in pressing su di lui la Fiorentina, ma occhio anche al Wolverhampton: 7 reti in 12 presenze in Nazionale e già 93 in 206 da professionista con le maglie dei club, il suo curriculum comincia a diventare importante.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail