Torino, scontro tra Cerci e Ventura: parole pesanti, poi il malore del tecnico

Lo rivela Tuttosport, che promette anche approfondimenti nel quotidiano in edicola domani: il noto sbalzo pressorio accusato dall'allenatore Giampiero Ventura tra il primo e il secondo tempo della sfida del "suo" Torino contro il Milan sarebbe arrivato dopo un violento diverbio verbale con Alessio Cerci. Tutto accade negli spogliatoi dello Stadio Olimpico di Torino quando le squadre vanno al riposo sul risultato di 1-1; sembra che Ventura abbia fatto una sfuriata per strigliare i suoi giocatori, non lesinando critiche a quello che dovrebbe essere un suo "pupillo" e cioè Cerci, reo di una prestazione sottotono (per la cronaca la Gazzetta dello Sport oggi gli ha affibbiato un eloquente 4,5).

L'esterno di Velletri ha risposto al suo allenatore che si è letteralmente infuriato con lui, salvo poi essere immediatamente sostituito per dar spazio a Valter Birsa (6 in pagella e assist per il gol di Bianchi); infine il malore di Ventura. Una storia che se confermata mette in luce, ancora una volta, il caratteraccio di Cerci, arrivato sotto la Mole (sponda granata) proprio per ritrovare la retta via col suo mentore Ventura avuto al Pisa. Così parlava in estate alla presentazione con la nuova maglia:

"Ventura per me è un maestro ed è anche grazie a lui se sono diventato il giocatore che sono ora. Per me lui è un punto di riferimento e sono contento di essere qui e poter lavorare nuovamente con lui. Sono un ragazzo giovane e qualche errore l'ho commesso a Firenze, ma conservo ricordi bellissimi di questa esperienza".

Niente da fare, dopo due anni a Firenze con molte più ombre che luci, Cerci anche a Torino non ha imboccato la strada giusta: 13 presenze e un solo gol, nella sua partita migliore contro gli ex compagni della Fiorentina (guarda caso l'unica volta che avesse qualche motivazione, in quel caso di rivalsa). Chissà che dopo quanto avvenuto domenica pomeriggio non si possa ritenere altamente compromesso anche il suo rapporto col Torino: una disfatta per il 25enne che potrebbe subire l'ennesima brusca frenata di una carriera mai realmente decollata.

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