
Domenica pomeriggio, alle ore 17 e 55, il numeroso pubblico di fede interista accorso al Giuseppe Meazza canticchiava sereno l’inno della squadra nerazzurra pregustando la partita che sarebbe iniziata di lì a poco: tre punti per iniziare alla grande, una vittoria a portata di mano tanto più perché lo speaker dell’impianto meneghino aveva appena annunciato le formazioni. Vieira e Thiago Motta contro Gazzi e De Vezze? Roba da ridere. E cosa potrà mai fare Kutuzov solo soletto contro Lucio e Materazzi? Ma il confronto più stridente pareva quello tra l’attacco di casa e la giovanissima difesa ospite.
Quarantatre anni in due, Ranocchia umbro del 1988, Bonucci viterbese nato il primo maggio del 1987: a loro due il compito di fermare la coppia più chiacchierata dell’estate, il Principe Diego Milito e il camerunense Samuel Eto’o. Andrea Ranocchia, scuola Arezzo e pare già prenotato dalla Juve, e Leonardo Bonucci, cresciuto nell’Inter e passato al Genoa nell’operazione che ha portato proprio Motta e Milito in Lombardia, si sono rimboccati le maniche e hanno disputato la partita perfetta. Più elegante il primo, pratico il secondo, con la macchia del calcetto a Milito, da cui il rigore. Per Ranocchia, però, il penalty non c’era.
“Di fronte avevamo due campioni come Eto’o e Milito, eppure li abbiamo annullati. Sono riusciti a segnarci solo con un rigore che non c’era. Io Milito non l’ho proprio toccato e Bonucci mi ha assicurato che l’ha appena sfiorato. Ma è noto a tutti come va in casa delle grandi” ha detto con un pizzico di malizia il ragazzo, che col giovane collega dovrà pensare bene di riconfermarsi contro Osvaldo e Di Vaio nella partita contro il Bologna. Ha continuato a parlare dell’1-1 contro l’Inter, mostrando un pizzico di spavalderia, quella che non guasta.
“Alla fine li abbiamo anche messi sotto, loro erano stanchi e noi facevamo girare benissimo la palla. Potevamo vincere questa partita, soprattutto se Kutuzov nel primo tempo non si fosse divorato quel gol. Avevamo preparato la gara alla perfezione, sapevamo che dovevamo allargare il campo per farli correre a vuoto, visto che non sono al top” ha chiosato. Non c’è che dire, grande prestazione di questi due giovanotti. A montarsi la testa però ci vuole un attimo, Ranocchia e Bonucci dovranno rimanere umili. Solo così potranno fermare anche i vari Pellissier, Acquafresca e Matri.
Eddy91
25 ago 2009 - 11:07 - #1Sarà difficile che Ranocchia sia del 1998 :)
vieni_127
25 ago 2009 - 11:08 - #2Corretto… Danke.
Berno
25 ago 2009 - 11:20 - #3che la gente non li conoscesse già dall’anno scorso, visto che sono due giovani promettentissimi, indica quanto è incompetente il pubblico di calcio italiano.