Calcioscommesse, al Napoli -2 punti? Le indiscrezioni dei media

Il Napoli potrebbe subire una penalizzazione di due punti in classifica per la vicenda legata al tentato illecito di Sampdoria - Napoli del maggio 2010 da parte di un suo tesserato dell'epoca, Matteo Gianello. L'indiscrezione trapela da Sportmediaset che cita non meglio specificate "fonti" vicine ai membri della Disciplinare della FIGC. Proprio ieri sollevavamo la questione della "strana" decisione di Stefano Palazzi: chiedere una pena da "patteggiamento" pur in assenza di un patteggiamento.

Il procuratore federale ha chiesto un solo punto di penalizzazione, una richiesta non congrua se confrontata ad altri casi già trattati di fronte alla Disciplinare negli altri procedimenti per lo scandalo Calcioscommesse. Il Torino, ma anche la Sampdoria, hanno dovuto patteggiare loro malgrado una penalizzazione di un punto per casi analoghi a quello di Gianello che coinvolge il Napoli eppure l'accusa questa volta ha deciso di chiedere solo il -1.

Secondo i beninformati di turno i giudici si sarebbero trovati "spiazzati" di fronte all'inspiegabile decisione di Palazzi e riterrebbero non congrua una richiesta di pena così leggera. Questa indiscrezione finisce per anticipare anche l'altro verdetto atteso e che riguarda Paolo Cannavaro e Gianluca Grava.

Chiaro che se per la Corte il Napoli, in assenza di patteggiamento, merita il -2 in classifica sarebbe logico che i due calciatori coinvolti da Gianello, ed accusati di aver "omesso" la denuncia necessaria di fronte alla proposta diretta di truccare la gara anche dopo il netto rifiuto opposto, si vedessero comminata una squalifica. Per loro il procuratore ha chiesto 9 mesi e per il Napoli sarebbe una perdita importante quella del suo capitano, leader silenzioso del gruppo di Walter Mazzarri. Se questa indiscrezione venisse confermata si dovrebbe, ancora una volta, riflettere sul meccanismo di funzionamento della giustizia sportiva evidentemente inadeguata, anche se i vertici del nostro calcio continuano a nascondere la testa sotto la sabbia.

Da una parte un procuratore come mette in piedi procedimenti senza né capo né coda, con metodi da inquisizione spagnola che inducono nel dubbio a patteggiare, evidenti distonie temporali (sul caso di Stefano Mauri quando si farà chiarezza? Nel 2018?) e con accuse che raramente resistono ai tre gradi di giudizio (basti vedere il cumulo di assoluzioni che arrivano dal Tnas), dall'altra una Corte dalla quale "filtrano indiscrezioni" incontrollate prima di un verdetto tanto rilevante. Le comiche. Speriamo che almeno questa volta si tratti di una bufala.

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