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Qualcosa è cambiato. Rispetto al mercato incomprensibile di dodici mesi fa, quest’anno Moratti e Branca sembra abbiano un’idea, a partire dallo sfoltimento senza troppi rimpianti di una rosa che ha vissuto per due anni sugli allori di una stagione, quella 2009/2010, praticamente irripetibile. Stiamo parlando come chiaro che sia di Inter e del fatto che lasceranno la Pinetina, con tutta probabilità, campioni del calibro di Cordoba (sicuramente), Lucio, Stankovic e Chivu. E poi c’è Maicon che è praticamente ai titoli di coda della sua fortunatissima avventura in nerazzurro ed è pronto a volare in Inghilterra: nelle ultime ore si è inserito il Chelsea, con molta probabilità però raggiungerà Roberto Mancini al Manchester City.
L’Inter è d’accordo e ha proposto al tecnico jesino uno scambio alla pari con Nigel De Jong, centrocampista olandese un po’ rude ma di sicuro rendimento in mediana, tra l’altro amico fraterno di Wesley Sneijder (che dopo i mal di pancia della scorsa estate, pare abbia trovato un buon feeling con Stramaccioni e rimarrà ancora a Milano). Nella lista dei partenti anche Pazzini e Zarate, mentre in entrata oltre al già definito acquisto di Rodrigo Palacio, sull’agenda della dirigenza interista vi sono appuntati i nomi di Ezequiel Lavezzi e di Mauricio Isla. Il cileno dell’Udinese sostituirebbe proprio Maicon sulla fascia, ma se dovesse andare male (il giocatore vuole l’Inter ma trattare coi Pozzo è diventato sempre più difficile) ecco allora pronta l’alternativa che risponde al nome di Juan Camilo Zuniga, terzino colombiano del Napoli. Siamo solo all’inizio, ma quello dell’Inter si preannuncia un mercato frizzantissimo.
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Gianluigi Buffon non ha peli sulla lingua e spesso le sue dichiarazioni esternate in totale sincerità hanno scatenato polemiche: è il caso di quando ammise che sul gol-non gol di Muntari nel famigerato Milan - Juve di qualche mese fa seppure avesse visto la palla oltrepassare la linea non avrebbe avvertito l’arbitro, è il caso di ieri quando il portierone della Nazionale, interpellato a Coverciano sul caso calcioscommesse e sul presunto coinvolgimento di Antonio Conte, se n’è uscito con una frase di sicuro poco conformista:
“Chi conosce e vive il calcio, nella propria testa può avere già un’idea di cosa sia accaduto o di cosa accade in queste situazioni, nulla di negativo che possa far pensare alla malavita o a qualcosa del genere. Alcune volte si pensa… E in alcuni casi si dice che sono meglio due feriti che un morto. Le squadre le partite se la giocano e sarà sempre così, ma ogni tanto qualche conto bisogna anche farlo”.
Lecito immaginare che qualcuno abbia francobollato queste parole come irresponsabili e per niente in linea col pensiero comune degli addetti ai lavori. Oggi hanno commentato le parole del numero uno azzurro vari personaggi, tra cui il presidente dell’Aic Damiano Tommasi:
“Lo sappiamo, Gigi cerca di spiegare il suo pensiero senza peli sulla lingua. Soprattutto in questo periodo, dove non ci sono partite, le parole che non riguardano il campo, fanno rumore. Credo che le sue intenzioni fossero quelle di spiegare ciò che è sotto gli occhi di tutti. Una competizione di lunga durata vive anche sul pareggio di una singola partita. Detto questo, accomunare le parole di Gigi a quello che si sta evidenziando legato alle scommesse è forse una forzatura. Anche in occasione del ‘gol-non gol’ di Muntari, Buffon si è lasciato andare ad una considerazione personale. Che è diventata dichiarazione di Buffon, capitano della Nazionale e vicepresidente Aic, personaggio di riferimento per tanti calciatori”.
Si chiude oggi con la quarantaduesima giornata la stagione regolare del campionato di serie B. Già emessi i verdetti relativi alle due promozioni dirette (Torino e Pescara), alle quattro squadre che parteciperanno ai playoff (Sassuolo, Verona, Varese e Sampdoria) e a due delle tre squadre scese in Lega Pro (Albinoleffe e Gubbio), restano da decidere l’ultima retrocessione e le due partecipanti ai playout.
Per questi obiettivi, l’Empoli sfida in casa il Cittadella, il Livorno è impegnato nel derby con il Grosseto, Ascoli, Vicenza e Nocerina fanno visita rispettivamente a Padova, Pescara e Reggina. Necessarie per definire la griglia della post season Juve Stabia-Sassuolo, Modena-Verona e soprattutto Varese-Sampdoria. Gli altri incontri in programma sono Crotone-Brescia, Albinoleffe-Torino e Bari-Gubbio tutti ininfluenti ai fini della classifica.
Continua a leggere: Serie B Live 26 Maggio 2012 - In diretta risultati e marcatori

Tutti gli orari ed il programma calcistico di sabato 26 Maggio 2012: In campo la Serie B ed alcune nazionali in vista di Euro 2012. Oggi si giocherà l’ultima partita in programma della Serie B 2011/2012 prima di play-off e play-out. Il Torino ed il Pescara sono già matematicamente promosse in Serie A. Molto probabilmente saranno i granata a vincere il campionato, ai quali basterà battere l’Albinoleffe già retrocesso in Lega Pro da molto tempo per alzare il trofeo. Per riuscire nel sorpasso gli abruzzesi dovranno invece battere in casa la Nocerina che lotta per qualificarsi ai play-out e sperare almeno in un pareggio della squadra di Ventura.
Per quanto riguarda la zona play-off la situazione è quasi totalmente definita; il Sassuolo, il Verona, il Varese e La Sampdoria sono già qualificate, ma tutte le squadre giocheranno al massimo per piazzarsi nel migliore dei modi in classifica. Il Sassuolo giocherà in trasferta contro la Juve Stabia, mentre il Verona se la vedrà con il Modena. Per quanto riguarda la situazione di Varese e Sampdoria, le due squadre giocheranno uno scontro diretto per conquistare il quinto posta in classifica, ma sulla carta il vantaggio è dei lombardi che giocheranno in casa e potranno contare anche sul risultato di pareggio. Situazione in bilico in fondo alla classifica con Ascoli, Livorno, Empoli e Nocerina in lotta per non retrocedere.
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15:00 Crotone - Brescia
18:00 Juve Stabia - Sassuolo
18:00 Modena - Verona
18:00 Varese - Sampdoria
20:45 Albinoleffe - Torino
20:45 Bari - Gubbio
20:45 Empoli - Cittadella
20:45 Livorno - Grosseto
20:45 Padova - Ascoli
20:45 Pescara - Nocerina
20:45 Reggina - Vicenza
04:00 Costa Rica - Guatemala
13:30 Indonesia - Inter
15:30 Danimarca - Brasile
16:00 Irlanda - Bosnia-Erzegovina
17:00 Polonia - Slovacchia
18:00 Portogallo - Macedonia
18:00 Spagna - Serbia
18:00 Svizzera - Germania
19:00 Camerun - Guinea
20:00 Olanda - Bulgaria
20:00 Turchia - Finlandia
20:15 Repubblica Ceca - Israele
20:30 Grecia - Slovenia
20:45 Norvegia - Inghilterra
21:00 Salvador - Moldavia
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Highlights Athletic Bilbao - Barcellona 0-3 | Video Gol Finale Coppa del Re
25 Maggio 2012 - Il Barcellona ha vinto la Coppa del Re 2011/2012 contro l’Athletic Bilbao. Le due squadre di Spagna che hanno vinto più volte questo trofeo, si sono affrontate nella più classifica delle finali ed alla fine ha vinta la super-favorita. Seconda delusione stagionale per i baschi che hanno perso anche la finale di Europa League contro l’Atletico Madrid ad inizio mese. Davvero una grande delusione per la squadra di Bielsa che sognava di vincere il trofeo dopo 28 anni di attesa, ma si è dovuta arrendere di fronte alla manifesta superiorità degli uomini di Guardiola.
Grazie a questo successo il tecnico dimissionario ha regalato la 26esima Coppa del Re della storia alla sua squadra, ed ha conquistato il 14esimo trofeo in quattro anni. Questa è stata l’ultima partita del catalano sulla panchina del Barcellona, che il prossimo anno sarà sostituito dal suo vice Tito Vilanova. La partita si è messa subito bene per i campioni del mondo per club che sono passati in vantaggio al terzo minuto con Pedrito. Al 21esimo minuto Messi ha segnato il gol del 2-0, il suo 73esimo in 60 gare giocate, e poi ancora Pedro quattro minuti più tardi ha fissato il punteggio sul definitivo 3-0.
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La società giallorossa sta lavorando per convincere il Catania a liberare Vincenzo Montella, ma i tifosi sognano il ritorno di un altro ex, l’indimenticato Zdenek Zeman. Il boemo ha già allenato per due stagioni la Roma nel 1997/1998 e nel 1998/1999 conquistando un quarto ed un quinto posto, ma soprattutto il cuore dei tifosi. L’anno successivo sulla panchina della squadra allora gestita dalla famiglia Sensi, arrivò Fabio Capello che in due anni riuscì a vincere lo Scudetto. Nonostante le vittorie di Capello, Zeman in appena due anni riuscì perfettamente ad incarnare lo spirito giallorosso, venendo spesso rimpianto dalla tifoseria.
Adesso il boemo è tornato alla ribalta conquistando la promozione in Serie A con il Pescara, avendo a disposizione una squadra molto giovane e talentuosa. Il sogno dei tifosi della Roma è quello di rivederlo sulla panchina giallorossa nella prossima stagione e, già da prima che diventasse ufficiale il divorzio con Luis Enrique, i siti internet e le radio romane hanno iniziato a spingere per la sua candidatura. Domani un gruppo di tifosi andrà fuori i cancelli di Trigoria per chiedere alla società di puntare su Zeman per il futuro, complicando di fatto l’approdo alla Roma di Vincenzo Montella sul quale invece la società vorrebbe puntare dopo l’ottimo campionato disputato con il Catania.
A Roma spesse volte i tifosi sono riusciti ad imporre le proprie idee alla società, ed anche in questo caso potrebbero essere accontentati perché per Montella diventerebbe veramente difficile riapprodare in giallorosso con una tifoseria già scontenta in partenza. La soluzione di Zeman potrebbe togliere le castagne dal fuoco anche a Franco Baldini, duramente contestato per gli scarsi risultati ottenuti da Luis Enrique.
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Oggi il Ct della nazionale Ciro Ferrara ha fatto visita al carcere di minorile di Nisida, ed ha parlato di Lorenzo Insigne, uomo di punta della sua nazionale Under 21. Il giovane talento partenopeo è stato tra i protagonisti della promozione in Serie A del Pescara, ed ora il Napoli, che controlla l’intero cartellino, vorrebbe riportarlo a casa. Fino a qualche mese fa, il presidente De Laurentiis sembrava intenzionato a concedere un altro anno di apprendistato al suo gioiellino in prestito in Serie A, ma le prestazioni sempre più convincenti di Insigne in questo finale di stagione sembrano averlo convinto a farlo tornare subito a Napoli. Ferrara adesso teme che il suo pupillo possa non trovare lo spazio che merita con la maglia azzurra, come spesso accade ai giovani calciatori italiani quando approdano in un grande club:
“Sono convinto che Lorenzo può fare il salto di categoria, anzi lo ha conquistato sul campo con la promozione. Ha le qualità per giocare con i grandi: il livello della serie A è superiore ma lui ha esperienza anche con le Nazionali a livello europeo e anche quelle sono partite toste, quindi ormai ha una maturità tale per stare nel calcio che conta. Poi dipende dalle idee della società e del mister, sarebbe un peccato che Insigne tornasse senza però avere un ruolo da protagonista. Se il Napoli fa questa scelta è perchè ci crede e decide di dargli lo spazio che merita. Ci sono tanti stranieri giovani che giocano, non vedo perché Insigne non possa farlo”.
Ferrara ha parlato anche di un altro giovanissimo pescarese, Marco Verratti, che è nel mirino della Juventus e di altre grandi squadre. Il giovane regista è stato spesso paragonato da Andrea Pirlo negli ultimi mesi, ma per lui, al momento, Ferrara ha preferito ridimensionare paragoni importanti:
“È un paragone importante perchè Pirlo è uno dei più forti al mondo nel suo ruolo di sempre. Anche Verratti è partito trequartista e poi ha arretrato il suo gioco: certo, ha qualità tecniche, visione di gioco e personalità, ma solo il tempo dirà se può somigliare davvero ad Andrea.”
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Intrigo di mercato di quelli belli, di quelli che appassionano e fanno scrivere. La storia è semplice, almeno il suo antefatto: la Juve è a caccia di un giocatore di fama internazionale, un attaccante moderno che la butta dentro all’occorrenza facendo tutto da solo, un fuoriclasse a cui non sarebbe un’eresia affidare il numero 10 che è stato, e non sarà più, di Alessandro Del Piero per quasi venti anni. Nomi, indiscrezioni, rumors, soffiate, supposizioni, il ds bianconero Giuseppe Marotta è uscito allo scoperto ammettendo che la caccia all’ormai famigerato “top-player” è cominciata: Higuain, Suarez, Cavani, Drogba ma soprattutto Robin Van Persie. Soprattutto perché oggi sia la Gazzetta che il Corriere hanno rivelato di un vero e proprio blitz dell’attaccante dell’Arsenal in quel di Torino, come per altro annunciato già ieri sera su Sportitalia da Michele Criscitiello; i dettagli li ha forniti l’esperto di mercato Gianluca Di Marzio di Sky:
“Robin Van Persie, circa venti giorni fa (comunque prima dello scudetto), è volato a Torino con il suo aereo privato, un viaggio pagato di tasca propria. L’olandese, accompagnato dalla moglie, ha girato la città in una macchina messa a disposizione dalla Juventus. Vetri scuri, sguardi indiscreti, Van Persie non è mai sceso per evitare situazioni particolari. Eppure, l’olandese Torino l’ha studiata nei particolari. Ha visto lo Juventus Stadium (entrando dall’ingresso pullman), il centro sportivo di Vinovo da fuori, una panoramica della città con focus particolare sulle zone dove poter abitare, come la Mandria oppure il centro di Torino. Niente incontri in sede con la Juventus, però. Van Persie non ha voluto correre il rischio di essere sorpreso, dopo questo tour all’ombra della Mole è ripartito. L’obiettivo era chiaramente quello di vedere Torino, studiarla con un primo sguardo, captare anche le intenzioni della moglie per un discorso legato alla possibile città del futuro. Possibile, appunto. Perché la trattativa per portare Van Persie in bianconero resta ancora in salita. La Juventus offre al giocatore meno rispetto a quanto propongono Manchester City o Manchester United. Se l’offerta bianconera arriva a 5 milioni più bonus, il gioiello dell’Arsenal da Manchester ha ricevuto proposte da 7 milioni. La differenza è notevole, la Juve però resta in corsa”.
Prossimo ai 29 anni il centravanti della Nazionale olandese è davvero un giocatore completo. Ma i soldi sono soldi e in Premier League ne girano più che in Serie A da molti anni a questa parte (non a caso l’ultimo trasferimento dall’Inghilterra all’Italia è datato 2005 quando proprio via Gunners arrivò Patrick Vieira alla Juve); di fatto Van Persie è in rottura col suo club e il contratto con l’Arsenal gli scade nell’estate del 2013. Poco male per il presidente dei londinesi Peter Hill-Wood che, a sentire l’edizione britannica del portale goal.com, si sia non poco infastidito per i continui contatti del suo giocatore o del suo entourage (l’agente ha di recente incontrato i vertici del Manchester City) ha vietato loro di comunicare con altri club: non vogliono passare per “fessi” dalle parti dell’Emirates e piuttosto che “svendere” il loro gioiello sarebbero disposti a tenerlo un altro anno per poi lasciarlo andare a parametro zero il prossimo anno. Di certo la bandiera dello storico team di Londra non vuole rinnovare, e proprio su questo punto insiste l’indimenticato portiere dei Gunners David Seaman:
“L’Arsenal deve fare di più per trattenere Van Persie. Devono offrirgli un contratto fantastico. Siamo in Champions League, e questo deve essere un incentivo per il club oltre che un’attrattiva per i giocatori. Ripeto, l’Arsenal deve fare un’offerta irrinunciabile a Van Persie”.
Continua a leggere: Van Persie - Juve: il blitz a Torino dell'olandese irrita l'Arsenal

La Fiorentina ha finalmente scelto il nuovo Direttore Sportivo che avrà il compito di sostituire Pantaleo Corvino scaricato lo scorso marzo. La scelta è ricaduta su Daniele Pradè, ex dirigente della Roma che si è occupato attivamente del mercato dei giallorossi dal 2005 dopo le dimissione di Franco Baldini. Pradè fu costretto a lasciare i giallorossi la scorsa estate quando la proprietà americana decise di puntare su Walter Sabatini nel ruolo di Direttore Sportivo, preferendogli lo stesso Baldini nel ruolo di Direttore Generale, investito poi ufficialmente dell’incarico nell’ottobre scorso.
Dopo una stagione intera di inattività, Pradè ha trovato posto alla Fiorentina dovendo raccogliere l’eredità pesante di Corvino, penalizzato negli ultimi tempi dal budget ridotto messo a disposizione dalla proprietà. Questo il comunicato ufficiale della ACF Fiorentina:
Daniele Pradè ha raggiunto oggi un accordo con l’ACF Fiorentina per assumere l’incarico di Direttore Sportivo della società viola. Pradè, romano, 45 anni, ha collezionato esperienze dirigenziali nel Teramo, Frosinone e Ternana, prima di entrare a far parte, nel 2000, dell’organigramma dell’AS Roma conquistando 1 Scudetto, 6 secondi posti, 2 Supercoppe Italiane e 2 Coppe Italia. Il nuovo Direttore Sportivo sarà presentato dal Presidente Mario Cognigni sabato 26 maggio, alle ore 12.00, presso la Sala Stampa “Manuela Righini” dello Stadio Artemio Franchi.
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Sarà anche piccoletto fisicamente, ma il carattere dentro e fuori dal campo non gli manca di certo. Per un giocatore come Sebastin Giovinco, di appena 25 anni, tornare a vestire la maglia della Juventus fresca vincitrice della scudetto e senza l’ombra di Alessandro Del Piero, dovrebbe essere un’occasione da cogliere al volo, ma non per la ‘formica atomica’ che vuole prima essere sicuro che verrà considerato come parte integrante del progetto bianconero. Giovinco non sembra disposto a rimettersi in discussione alla Juve dopo aver conquistato in due anni a Parma la maglia della nazionale italiana:
“Se mi sento pronto per lottare per grandi traguardi? A dire il vero mi sentivo pronto anche 3-4 anni fa. Solo che non ebbi la possibilità di giocare. Se ci sono stati pregiudizi sul mio fisico? Sì che ci sono stati, c’erano, l’avete visto tutti. Ma è inutile stare a dire sempre le stesse cose, non c’è altro da aggiungere. Se mi sto godendo una rivincita? Ormai le parole non servono più a nulla. In questi due anni a Parma ho cercato di fare bene e continuerò su questa strada, dei piccoli sassolini me li sono tolti. Se tornerei alla Juve perchè adesso non c’è più Del Piero? Io non ho nulla contro di lui, anche se su questo è stato detto e scritto molto. Magari adesso la Juve mi riprende perchè ha visto i miei miglioramenti. In quel caso sarei pronto a giocarmi le mie chance”.
Anche se adesso Giovinco dribbla l’argomento, è stato proprio lui in passato a parlare del rapporto poco cordiale con Del Piero che lo “ignorava” quando giocavano insieme. Il fantasista del Parma vuole essere corteggiato dalla Juve, ma forse si sente fin troppo ‘arrivato’ ignorando che molto difficilmente anche le altre big potrebbero garantirgli a scatola chiusa un posto da titolare, perché prima dovrà dimostrare di riuscire a fare le differenza anche in una piazza differente da quella emiliana che gli ha portato tanta fortuna in questi ultimi due anni. L’unica cosa certa è che Giovinco non vuole tornare a Torino per ripartire subito quest’estate:
“Premesso che prima c’è da sbrigare una comproprietà che riguarda Juve e Parma, io andrò da chi mi vorrà. Se chiedo garanzie? Il mio ragionamento è lo stesso di 3-4 anni fa: io chiedo di partire tutti alla pari e chi merita, gioca. Se poi qualcuno ha cambiato le mie parole, non è un mio problema. Il ct non ha mai guardato a queste cose e il merito è suo, ha costruito una Nazionale senza troppi giocatori fisici e anche il Barcellona ha vinto senza giocatori fisici”.
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