
L’Associazione Italiana Calciatori (Aic), con una nota diffusa oggi sul proprio sito ufficiale, ha ribadito la volontà di ricorrere allo sciopero, visto lo stallo in cui versa la trattativa con la Lega Calcio per il rinnovo del contratto collettivo. In particolare il sindacato presieduto da Sergio Campana non ha gradito il rifiuto da parte della Lega nei confronti della proposta di mediazione avanzata dal presidente federale Giancarlo Abete.
Dal comunicato si apprende quindi che entro la fine del mese sarà comunicata la data dello sciopero, rimandato a settembre ma ormai, secondo l’Aic, quasi inevitabile:
“I calciatori di Serie A hanno preso atto dell’atteggiamento della Lega che ha respinto la proposta del Presidente della FIGC Abete, condivisa dall’Aic, di limitare solo a 6 punti le trattative sull’Accordo Collettivo, con esclusione degli altri 2 (calciatori fuori rosa e trasferimenti coatti), fin dall’inizio non accettati dall’Aic.
Attraverso i loro rappresentanti hanno quindi confermato il mandato all’Associazione Calciatori di comunicare la loro decisione, in segno di protesta, di non scendere in campo in una delle prossime giornate del massimo campionato.
L’Aic, mantenendo l’impegno assunto nell’incontro con FIGC e Lega del 21 settembre u.s., attenderà fino al 30 novembre per annunciare la data dell’astensione dalle partite.”
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La diciottesima giornata del campionato di Serie A si disputerà regolarmente il prossimo 6 gennaio, è quanto fa sapere la Lega Serie A attraverso il suo presidente Maurizio Beretta. Nell’ambito della querelle relativa al rinnovo del contratto collettivo dei calciatori, l’AIC aveva chiesto di anticipala al 22 dicembre con partite da giocare di sera, per garantire agli atleti un periodo di vacanze più lungo. Questa soluzione aveva però incontrato subito lo scetticismo tanto delle società quanto della lega, in parte legate alle condizioni meteorologiche, in parte ai minori introiti ottenibili giocando il mercoledì.
Il Presidente di Lega ha manifestato apprezzamento per il ripensamento dell’associazione presieduta da Sergio Campana: “L’Assocalciatori ha preso una decisione molto positiva, noi abbiamo sempre sostenuto l’opportunità di giocare il 6 gennaio sia guardando al mercato televisivo, sia al fatto che è più facile riempire gli stadi, essendo il giorno che chiude il ciclo di vacanze ed anche perché quella data consente di giocare di pomeriggio”. Le società si impegnano a garantire un’intera settimana di ferie ai loro tesserati e a mostrare una certa elasticità per quanto riguarda i rientri di chi deve affrontare viaggi più lunghi.
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Aggredito barbaramente, lui e i genitori, mentre si recava verso la sua auto, nei pressi dello stadio di Alessandria: è la disavventura capitata a Eugenio Lamanna, portiere del Gubbio, Prima Divisione, che domenica aveva preso parte alla trasferta della sua squadra contro i piemontesi (2-0 per i padroni di casa). Sedicenti tifosi dell’Alessandria hanno attorniato il giovane portiere, comasco di 22 anni il quale cartellino è di proprietà del Genoa, e lo hanno colpito ripetutamente al volto causandogli tumefazioni evidenti sotto l’occhio destro (anche una frattura allo zigomo) tanto da dover ricorrere alle cure ospedaliere (si è sottoposto oltretutto a una Tac); non solo, durante l’agguato hanno rischiato l’incolumità anche i suoi giocatori.
Cresciuto nel Como dell’allora presidente Preziosi, tre anni fa Lamanna si è distinto proprio coi lariani nelle categorie inferiori, venendo quindi notato dal Genoa. Un anno nella Primavera del Grifone, quindi il prestito al Gubbio di Gigi Simoni e dell’ex bandiera genoana Vincenzo Torrente; l’anno passato 38 partite su 38 da titolare con gli umbri con tanto di promozione dalla Seconda alla Prima Divisione, la riconferma quest’anno. Domenica l’onore (per modo di dire) delle cronache per il vile atteggiamento di un gruppo di alessandrini: “Mi fa male tutta la testa, mi fa male tutto, anche mia mamma e mio papà non stanno per niente bene. Erano in tanti, mi hanno picchiato senza motivo. Non ho fatto niente, stavamo andando a riprendere l’auto. Mi sono saltati addosso, ho cercato di evitare i colpi e di difendermi, ma erano troppi, troppi” le parole del ragazzo dal nosocomio del capoluogo di provincia piemontese.
Così il team manager dell’Alessandria, Marcello Marcellini: “Quello che è avvenuto c’entra poco con il calcio, allo stadio il clima era stato molto sereno e i pochi tifosi del Gubbio, una dozzina, avevano tranquillamente assistito alla partita in mezzo ai sostenitori dell’Alessandria“. Mentre l’allenatore del Gubbio Vincenzo Torrente è stato ancora più duro: “Si parla della tessera del tifoso, si fanno tanti bei discorsi poi viene fuori un atto criminale come l’aggressione al nostro portiere Lamanna. E allora questa è la volta buona che qualcuno intervenga in maniera forte. Serve una lezione di quelle toste. Non possiamo lasciare impunito un atto gravissimo come questo che con il calcio non c’entra nulla“.
L’atteso incontro di oggi tra Lega Calcio e Associazione Calciatori ha dato esito positivo per quanto riguarda lo sciopero, proclamato qualche giorno fa dai giocatori, per le partite del prossimo week-end: le parti si sono venute in qualche modo incontro e così sabato e domenica si disputerà regolarmente la quinta giornata di campionato. Sembra però una fumata bianca ma con qualche spruzzo di nero, visto che la trattativa andrà avanti e che comunque i calciatori hanno ottenuto lo sciopero per giovedì 6 gennaio 2011 (ma anche questo potrà essere revocato).
I calciatori si sono ammorbiditi su sei degli otto punti della discordia, ma rimangono ancora distanze considerevoli tra le parti per quanto concerne altri due snodi campali della trattativa: il trasferimento obbligato per i giocatori da un club ad un altro (a patto che la nuova squadra garantisca stesso stipendio e giochi le stesse competizioni della venditrice) e la possibilità di mettere giocatori fuori rosa con tanto di allenamento differenziato rispetto al resto del gruppo. Intanto si sono assicurati il prolungamento delle vacanze natalizie…
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La Lega Serie A e l’Associazione Italiana Calciatori (AIC) si sono seduti oggi intorno al tavolo per cercare di scongiurare lo sciopero programmato per la quinta giornata che si disputerà tra il 25 e il 26 settembre. Per il momento si è registrata una fumata nera, l’accordo è ancora lontano e una nuova riunione è programmata per mercoledì, poi ancora un incontro due giorni dopo. Ciò nonostante un pizzico di ottimismo inizia a serpeggiare tra gli addetti ai lavori, a quanto pare l’intesa non è lontanissima e sarebbero soltanto due i punti sui quali per il momento permane la distanza tra società e calciatori.
Sergio Campana, presidente dell’AIC, ha parlato di incontro interlocutorio preannunciando le prossime due riunioni che si terranno nel corso della settimana e ha confermato la volontà di trovare una soluzione pur restando intransigente su alcuni aspetti di questo ormai famoso contratto collettivo:
“Quello di oggi è stato un incontro interlocutorio, la trattativa va avanti ma al momento lo sciopero resta. Ci rincontreremo mercoledì e venerdì prossimo ma restiamo in parte intransigenti su due degli otto punti del nuovo contratto proposti dalla Lega: l’obbligo per i giocatori di accettare i trasferimenti e la possibilità, sempre da parte delle società, di far allenare i giocatori fuori dalla prima squadra”.
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La notizia è di quelle forti, un caso che non ha molti precedenti: la quinta giornata di campionato in programma il 25 settembre (sabato) e il 26 settembre (col posticipo Juve - Cagliari) verrà rimandata a data da destinarsi, per uno sciopero indetto dall’Assocalciatori. Lo si è appreso questa mattina, quando Massimo Oddo ha letto un comunicato con le decisioni prese dall’Aic.
“La Aic protesta contro la richiesta di introduzione di un nuovo regime contrattuale da parte della Lega di serie A che comporta la carenza più assoluta di ogni forma di tutela dei calciatori. Lo sciopero ci sarà sicuramente, al di là delle decisioni che saranno prese dal prossimo consiglio federale, e si protrarrà se non saranno presi accordi consoni. Lo sciopero è contro il mancato rinnovo del contratto collettivo ma anche contro lo status di oggetto con cui noi calciatori siamo trattati”.
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Sono sessantasei gli iscritti al consueto raduno di Coverciano indetto dall’Associazione Italiana Calciatori, un servizio reso ai giocatori senza contratto al termine del quale è anche possibile ottenere il patentino per allenatore di base. Ogni anno sempre più partecipazioni, soprattutto per via dei fallimenti delle varie squadre di Lega Pro (e non solo), tanto che in futuro si pensa di organizzarne un secondo parallelo: “Di questo passo non escludiamo di organizzare l’anno prossimo un secondo raduno, ovviamente in un’altra sede diversa da Coverciano” fanno sapere dall’Aic.
Agli ordini dell’allenatore Biagio Savarese e di un nutrito staff tecnico, praticamente tre squadre: tra gli altri è presente anche Roberto Baggio, di nuovo su un campo di calcio a sei anni dal suo addio. Molto umile il campionissimo di Caldogno, non ha lesinato autografi e ha voluto alloggiare insieme a tutti gli altri: “È un onore averlo qui con noi, la sua presenza fa piacere a tutti i partecipanti al ritiro. Di qualcuno è stato avversario, con altri ha giocato assieme come il portiere Aldegani ai tempi del Milan. Ma per la maggioranza di chi è qui però Roberto è il campione che ha fatto sognare” il commento di Nicola Bosio, pr dell’Associazione.
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Mino Raiola, procuratore di gente del calibro di Mario Balotelli e Zlatan Ibrahimovic, si è presentato oggi a Milano presso la sede della Lega Calcio per solidarizzare con i presidenti di Serie A che stanno protestando per la discussa regola che limita i nuovi tesseramenti degli extracomunitari. La Federcalcio aveva approvato in fretta e furia questa misura dopo l’eliminazione dai mondiali dell’Italia, secondo i piani alti del calcio tricolore dovrebbe servire a rilanciare gli italiani in un campionato caratterizzato da un alto numero di stranieri. Ma le società non ci stanno, anche perché l’introduzione è avvenuta quando molte di loro stavano già muovendosi sul mercato per preparare la prossima stagione.
L’agente Raiola non è stato affatto tenero e ha attaccato senza nessuna esitazione i vertici della Figc e dell’Aic arrivando a chiedere dimissioni collettive:
“Se Abete si dimette forse Balotelli resta in Italia. Parlo solo se Abete si dimette. Con lui devono andarsene anche Campana e Grosso: i vertici di Federcalcio e Aic. Hanno preso una misura vergognosa, contro tutti i valori umani. Balotelli e gli altri giocatori che rappresento non si iscriveranno quest’anno all’Associazione Italiana Calciatori. Campana e Grosso sono una vergogna. Devono uscire dalla Fifpro. Vorrei vedere come guarderanno in faccia i rappresentanti del Brasile o dell’Africa dopo che hanno votato per togliere un extracomunitario in Italia. Io mi vergogno per queste persone”.
La tredicesima edizione degli Oscar del Calcio AIC, trasmessa da Sportitalia, ha registrato la vittoria di Zlatan Ibrahimovic nella categoria “Miglior calciatore assoluto” del 2009. (Video Sportitalia - Albo d’Oro) Il fuoriclasse del Barcellona è stato premiato insieme ad altri campioni del calcio italiano. Ecco i risultati nelle altre sette categorie previste:
Oscar del calcio AIC 2009:
Miglior giocatore assoluto: Zlatan Ibrahimovic.
Miglior Calciatore Italiano: Daniele De Rossi.
Miglior Calciatore Straniero: Zlatan Ibrahimovic.
Miglior Calciatore Giovane: Pato.
Miglior Portiere: Julio Cesar.
Miglior Difensore: Giorgio Chiellini.
Miglior Allenatore: José Mourinho.
Miglior Arbitro: Roberto Rosetti.
Gol più bello: Fabio Quagliarella
Fan Award (Calciatore più amato dal pubblico): Diego Milito
Squadra dell’anno: Inter
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Povera Port-Au-Prince, anzi poverissima: la capitale haitiana faceva i conti da tanto, troppo tempo, con la disorganizzazione e la corruzione, e poi fame e la morte lì, dietro l’angolo, ogni giorno. I vicini dominicani, stessa isola Hispaniola approdo di Cristoforo Colombo cinque secoli fa, un po’ se ne dispiacevano, a loro il turismo e una storia dignitosa, ai cugini di origini francesi povertà e disoccupazione. Haiti? E’ il paese più disastrato del mondo occidentale, queste le parole quando si nominava lo stato caraibico: circondato dalla Giamaica, da Cuba, dalla Repubblica Dominicana, eppure solo, solissimo. Quando si dice, piovere sul bagnato: un terremoto di proporzioni immani ha raso al suolo quel briciolo di speranza di un popolo già stanco. Perché proprio a loro?
Port-Au-Prince è per il 20% distrutta, le cifre di qualsiasi genere fanno rabbrividire: i morti, i senzatetto, la magnitudo del terremoto, la mole quasi inimmaginabile di lavoro che il mondo, tutto quanto, dovrà sobbarcarsi per dare una mano. Il calcio italiano è intervenuto: questo week-end su tutti i campi di tutti i campionati, compresi quelli giovanili, si osserverà un minuto di silenzio. Doveroso, sentito, commovente. Ma la FIGC ha anche annunciato che stanzierà 100mila euro a favore delle popolazioni terremotate, per le prime operazioni di soccorso e assistenza. Ma non è tutto perché anche l’AIC, l’associazione dei calciatori professionisti, ha fatto un passo solidale verso gli haitiani: aperta una sottoscrizione tra tutti i calciatori per raccogliere fondi, tramite bonifico bancario. Solidarietà: una parola. Servono i fatti.