L’Inter c’è e a Palermo s’è visto tutto: confeziona un secondo tempo niente male e infligge un impietoso 0-2 ai volenterosi rosanero di Ballardini, bravi nel palleggio ma mai veramente pericolosi dalle parti di Julio Cesar. Chi tiene a distanza di sicurezza la Juve è Zlatan Ibrahimovic, autore di una doppietta di pregevole fattura, soprattutto per quanto riguarda la prima marcatura. Al Barbera i padroni di casa non sono riusciti dunque a fare un “favore” al loro ex compagno Amauri, con gli ospiti allenati da Mourinho guardinghi al punto giusto nella prima frazione e implacabili nella ripresa (Fotogallery - Video).
Ballardini non ascolta il suo presidente e rimanda in campo il suo undici tipo: fuori dunque gli “sponsorizzati” Guana, Budan, Succi e Lanzafame, con le sole novità di Migliaccio al posto dello squalificato Nocerino e Carrozzieri col danesino Kjaer che si riaccomoda in panchina. Mourinho sceglie invece una formazione tutta straniera, col duo offensivo Cruz-Ibrahimovic, supportati dal robustissimo centrocampo a quattro con capitan Zanetti, Vieira, Muntari e Cambiasso; il pacchetto arretrato è lo stesso proposto domenica scorsa contro l’Udinese.
Il primo tempo non è bellissimo, anche se i presupposti sono quelli giusti: tanta intensità, pubblico caldo e giocatori rosanero intenzionati a non concedere neanche un centimetro ai più blasonati avversari. Il Palermo indubbiamente gioca meglio, anche se i corner li mettono spesso in difficoltà; sgrogliate le matasse in difesa grazie anche alla solidità di Bovo e Carrozzierri, i padroni di casa ragionano con lucidità dal centrocampo in su, per merito soprattutto della superba intelligenza calcistica di Liverani, capitano non a caso di una squadra che s’adegua ai tempi da lui dettati.
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Tutto bello al Barbera di Palermo: solo il gol di braccio di Gilardino non è piaciuto agli amanti del calcio e men che meno agli appassionati tifosi rosanero sugli spalti. Di fatto il gol dell’attaccante della Fiorentina è stato quello che ha sbloccato il risultato al 19° e pertanto è l’episodio principe di tutta la gara, inevitabilmente condizionata dalla furberia del Gila. Ma, come detto, s’è visto anche e soprattutto altro: la doppietta di Mutu, i miracoli di Frey, la generosità di un Palermo che forse meritava almeno un punticino ma che paga lo scotto di qualche errore di troppo, sia in difesa che in attacco (Fotogallery - Video).
I due tecnici non rinunciano al proprio credo tattico e così fin dall’inizio la gara viene giocata a viso aperto da entrambe le formazioni: Prandelli e il suo 4-3-3, non esente da critiche dopo la batosta di Monaco, contro il 4-3-1-2 di Ballardini, col solito Simplicio a servire lo strano duo formato da Miccoli e Cavani. Al fischio d’inizio di Morganti è la Fiorentina a partire subito forte, mettendo in difficoltà i padroni di casa: Kuzmanovic e Gilardino rischiano il vantaggio, che comunque arriva intorno al ventesimo minuto. Cross dalla sinistra e Gilardino, contrastato da un difensore avversario, cade a terra da dove spinge col braccio destro la palla in rete.

Quest’anno, forse più che altre volte, c’è una squadra che sta passando ingiustamente inosservata e di cui si parla davvero poco: è il Palermo del vulcanico presidente Maurizio Zamparini, una squadra che ha fatto acquisti importanti e che è pronta a riprendersi l’Europa. Venduti Amauri e il duo storico della difesa Zaccardo e Barzagli, ceduto al Rimini il portiere Agliardi e lasciato partire il ds Rino Foschi, i rosanero non hanno paura di ricominciare senza le vecchie certezze, con l’entusiasmo e la solita sagacia di Stefano Colantuono e la competenza di Zamparini. Ieri a Bad Kleinkirchheim un 1-1 contro l’Eintracht Francoforte che fa felici tutti e che da indicazioni positive a giocatori, tecnico e presidente.
Amelia tra i pali, Cassani e Balzaretti sulle corsie con Carrozzieri e Bovo al centro della difesa, Liverani a dettare geometrie a centrocampo insieme alla quantità di Simplicio e Giovanni Tedesco, trio offensivo con Cavani, Lanzafame e Miccoli: questo l’11 iniziale della partita di ieri, una formazione di tutto rispetto, senza contare gli assenti Nocerino (già in Cina). Raggi e Budan, il vero terminale offensivo di questo team. Anche se alla fine ha giocato meglio il Palermo del secondo tempo, a dimostrazione che anche i cosiddetti “ricambi” sono di prima qualità: Fontana, Dellafiore, Guana, Ciaramitaro, Caserta, De Melo, Jankovic e Bresciano, quest’ultimo davvero scatenato.
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Nella serata di ieri, il Palermo del vulcanico Maurizio Zamparini ha ufficializzato un altro colpo di mercato dopo quello di Fabio Liverani della Fiorentina: si tratta del portiere dell Nazionale Marco Amelia, numero 1 del retrocesso Livorno. Il 26enne estremo difensore romano, attualmente in Austria per Euro 2008, ha sottoscritto un contratto quadriennale da 1 milione a stagione. Nelle casse amaranto ne andranno invece 6.
Acquisto importante quello di Amelia, che toglie dalla piazza uno dei portieri più affidabili in Italia, spesso accostato a squadre più blasonate, tra cui, una su tutte, il Milan. C’è soddisfazione nell’ambiente rosanero che libererà Agliardi per affiancare al neoacquisto il sempreverde Alberto Fontana. Queste le dichiarazioni del Presidente del club:
«Ci interessava un portiere in grado di affiancare Fontana e lo abbiamo trovato. Il nostro primo obiettivo era Marco Amelia, uno dei portieri della nazionale, e ci siamo riusciti. Grazie al nostro direttore sportivo Rino Foschi abbiamo finalmente chiuso la trattativa. Adesso saremo tranquilli per un po’ di tempo visto che Amelia è giovane. A questo punto cederemo Agliardi che ha diritto di giocare da titolare in un’altra squadra. Con gli innesti in difesa stiamo cercando di costruire un reparto solido che possa evitare i problemi dello scorso anno».
Al Barbera s’è visto calcio vero: emozioni a non finire e giocate di gran classe, quasi 100 minuti di primissimo piano che alla fine premiano un volenteroso Palermo, capace di chiudere la prima frazione sul 2-0 (doppietta splendida di Amauri), salvo poi farsi recuperare nella ripresa da un altro grande giocatore, quell’Alex Del Piero che non finisce mai di stupire. Con la Juve alla ricerca del gol vittoria, Cassani a pochi minuti dalla fine trova una rete sensazionale: è festa Palermo, ma brave entrambe le squadre (Fotogallery - Video).
Formazione più o meno annunciata per i bianconeri, con Ranieri che schiera Buffon tra i pali, Grygera e Molinaro larghi in difesa con Legrottaglie e Chiellini al centro; al centro del campo Sissoko e Nocerino, Nedved e Camoranesi sulle fasce a servire il tandem d’attacco Del Piero-Trezeguet. Colantuono invece opta per un 4-2-3-1 con Fontana in porta, Cassani, Barzagli, Rinaudo e Balzaretti in difesa, i pelati Migliaccio e Guana in mediana, Jankovic, Simplicio e Caserta dietro l’unica punta Amauri.
Il match appare subito bello, coi ritmi alti e le squadre che si affrontano a viso aperto; la prima scossa la dà Amauri (prossimo juventino?) che si inventa un golazzo: controlla palla, si accentra e dal limite fa partire un tiro sul secondo palo imparabile per Buffon. Il pubblico palermitano si scalda, la Juve cerca di reagire; la partita è sospesa per qualche minuto per un brutto contatto testa a testa “volante” di Guana e Nedved, entrambi costretti poi ad uscire (Tedesco e Iaquinta al loro posto). Gli ospiti sono imprecisi, guadagnano corner (solo su uno di essi sfiorano il gol con Chiellini) e al quarto dei 5 minuti di recupero Amauri raddoppia: buon lavoro di Caserta sulla sinistra e cross per il brasiliano che incorna bene e insacca.
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Il primo Palermo - Napoli in Serie A dopo 35 anni di assenza si rivela una partita spettacolare, bellissima, emozionante da guardare anche per uno spettatore “neutrale”. Vincono in rimonta i rosanero grazie alla doppietta di Giovanni Tedesco, ma il Napoli non ha demeritato e sfodera una prestazione notevole che sarebbe potuta valergli facilmente un pareggio. (Clicca qui per la Gallery Fotografica, Clicca qui per il video della partita)
La squadra di Colantuono cerca una vittoria che manca in casa dal 26 settembre, la serata della punizione di Miccoli che stese il Milan al 90esimo. Da allora sono arrivati solo pareggi, a volte frutto della scarsa vena della squadra, spesso frutto della sfortuna. Per raggiungere l’obiettivo dei 3 punti, e riappacificarsi con il suo pubblico, il Palermo deve compensare le pesantissime assenze (Amauri, Miccoli, Bresciano e Guana) e decide di impostare la gara su ritmi altissimi, prendendo qualche rischio di troppo sin dall’inizio con la squadra allungata ed un centrocampo alto che non tiene mai la “linea” pressando pochissimo.
Il Napoli da parte sua non si sottrae allo scontro, parte molto bene e quando il Palermo si propone in avanti riesce a difendersi con ordine affidando le ripartenze ad Hamsik e Lavezzi. El Pocho appare molto ispirato, solo due grandi interventi di Fontana gli impediscono di portare in vantaggio gli azzurri. Nella seconda metà del primo tempo arriva la reazione dei rosanero, sfortunati nel cogliere 2 volte il palo nel giro di pochissimi minuti (conclusioni di Tedesco e Brienza) e successivamente bloccati da una bella parata di Iezzo. Nello stesso periodo arrivano due episodi “dubbi” nell’area di rigore del Napoli: una trattenuta su Biava di Cannavaro e uno sgambetto di Bogliacino che impedisce a Simplicio di calciare a rete. Rosetti lascia correre, scatenando le proteste del pubblico.
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Il Milan perde all’ultimo secondo una partita (qui le immagini) che avrebbe dovuto e potuto vincere. E che avrebbe meritato di vincere con almeno due o tre goal di scarto. I rossoneri in formazione pressochè tipo, fatta eccezione per Kalac al posto dell’infortunato dell’ultima ora Dida, inizia con il piglio giusto, determinato a interrompere la serie di tre pareggi consecutivi che hanno fatto di questo inizio di campionato il peggiore degli ultimi sette anni.
Il copione è il solito: grande primo tempo del Milan che al quinto si presenta già al tiro con Emerson: respinto. Ma è un buon auspicio per la squadra di Ancelotti che al decimo passa: goal delizioso di un sontuoso Clarence Seedorf che, servito da Kakà, supera Fontana con un tocco morbido.
Dopo il vantaggio c’è tempo per il canonico errore di Gilardino per alcuni interventi di Fontana con coefficiente di difficoltà variabile prima di vedere il primo “legno” dell’incontro: destro da fuori area del Principe Seedorf e palla che si stampa sulla traversa. E’ il 27esimo.

La quinta giornata di campionato, la prima in notturna, offre diversi spunti di sicuro interesse. Non c’è dubbio che che Fiorentina-Roma, nonostante le assenze di protagonisti certi come Francesco Totti e Simone Perrotta faccia da partita di cartello ma, il turno infrasettimanale propone altre fascinose sfide, tra cui un criptico Palermo-Milan. I rosanero precedono di un punto in classifica i Campioni d’Europa, 7 punti contro i 6 dei rossoneri ma, in compenso non hanno ancora vinto in casa: dopo la sconfitta all’esordio con la Roma, è stato il Torino a imporre il pari alla terza giornata agli uomini di Colantuono.
Equilibrato il commento a tal proposito del tecnico ex-Atalanta:
“Certamente non abbiamo scelto l’avversario più agevole per ottenere la prima vittoria in casa. Vincere, però, non deve essere un assillo. Dobbiamo rimanere tranquilli, è soltanto la terza gara in casa e affrontiamo un avversario di tutto rispetto”.
La consapevolezza di avere per le mani un ottimo collettivo traspare dall’analisi dell’incontro di stasera durante la quale Pirlo e Kakà, i migliori del Milan insieme a Seedorf, vengono descritti come due che “possono essere molto fastidiosi”. Un’espressione che denota una certa implicita sicurezza nei propri mezzi, com’è giusto che sia.
Dal canto suo, Carlo Ancelotti sprona i suoi per tornare a vincere, dopo il peggior avvio di stagione delle ultime sette stagioni e, il fatto di affrontare, in trasferta, una squadra temibile come il Palermo è vissuto come un’occasione anzichè come un rischio.

Le foto di Delio Rossi che si tuffa nella fontana del Gianicolo sono nelle prime pagine di tutti i giornali oggi e questa forse è l’ immagine simbolo del derby stravinto dalla Lazio domenica. I romanisti però potrebbero aver tirato davvero un brutto scherzo all’ allenatore dei biancocelesti.