
Enrico Preziosi non si nasconde, a domanda risponde senza peli sulla lingua: così il presidente del Genoa, intervistato oggi da Sky Sport, ha fatto un punto sul mercato del club ligure, indubbiamente ancora avvolto da decine di punti interrogativi a partire dal prossimo allenatore e dal direttore sportivo. Dopo un’annata con molte più ombre che luci, i rossoblu hanno bisogno di una sterzata netta e decisa, cosa che per altro è sempre riuscita bene a Preziosi, patron tra i più arcigni e volenterosi del nostro calcio. Peccato però che l’imprenditore campano con gli anni stia perdendo il suo caratteristico entusiasmo e a bocce ferme, con la salvezza raggiunta dopo mille patemi, tira il fiato mostrando il fianco alla stanchezza della sua decennale presidenza a Genova:
“Dopo un anno così, riconfermare tutti sarebbe un suicidio, compreso il sottoscritto. Io farò un passo indietro, non ho grande entusiasmo e per questo ricostruiremo la struttura dirigenziale. Non sono più il presidente appassionato che ero prima, poi entro fine mese ci saranno altre decisioni. Non sono e non sarò un presidente ingombrante, al di là del giochino del mercato che in molti mi rimproverano, mi fido delle persone con cui lavoro. Se dovesse venire una persona seria, di passi indietro ne faccio due, non è un momento in cui parlo per rabbia. Il calcio rimane ancora una mia passione, ma devo essere più realista del re e ben venga qualcuno più capace di me”.
Come detto sciorina nomi, come quelli dei suoi calciatori più appetibili (comprese le comproprietà): sono 103 i tesserati del Grifone e il lavoro da fare sarà lungo e per niente semplice (”Tanti hanno chiesto di partire, io non terrei nessuno. Accontenterò tutti… Purtroppo o per fortuna il Genoa ha 103 giocatori, quindi dovremo fare tante operazioni“). Al momento si sa che per Rodrigo Palacio all’Inter si attende solo l’ufficialità:
“Molti hanno chiesto di essere ceduti, lui ha anche avuto una situazione difficile coi tifosi a Novara dove ha preso degli sputi ed ha chiesto di partire. Non lo giustifico, dico la verità. Tanti hanno chiesto di partire, è già stato ceduto all’Inter che lo seguiva da due anni. E’ stata un’occasione per entrambe le società e credo che anche il ragazzo sia felice. Le strette di mano e l’accordo ci sono, il problema non esiste più. Solo per soldi? L’Inter ha giocatori importanti, abbiamo fatto il primo accordo e poi ci siederemo per il successivo e potremo anche scambiarci delle pedine”.
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Tutto merito di Massimiliano Grilli, l’assistente di linea della sezione di Gubbio che ieri sera ha visto il fallo di mani di Amauri: durante Fiorentina - Palermo il centravanti italo-brasiliano aveva portato in vantaggio i gigliati in modo irregolare, infrazione vistosa tuttavia non notata dall’arbitro dell’incontro Daniele Doveri, di Roma. L’intervento provvidenziale di Grilli ha evitato che si ripetesse un ingiustizia del genere ai danni del Palermo, che proprio contro la Fiorentina al Barbera nel 2008 portò a casa la partita grazie a un gol di Alberto Gilardino con il braccio (dopo il salto il video del gol del Gila di tre anni e mezzo fa). Amauri, subito dopo il gol leggermente imbarazzato (qui le immagini della partita), alla fine aveva rotto gli indugi e aveva esultato, atteggiamento che gli ha fatto guadagnare un sacrosanto cartellino giallo e che ha deluso molto il suo ex presidente Maurizio Zamparini:
“Questo episodio l’ho visto nei replay trasmessi dalle televisioni e mi ha un po’ stupito. Dico che Amauri con questo gesto si è fatto male da solo, distruggendo in due secondi e in questo modo il grande affetto di tutti i palermitani nei suoi confronti. Ha fatto un qualcosa che non mi aspettavo davvero da lui. Ci sono rimasto male”.
Il Palermo ha racimolato un punticino che fa classifica ma che comunque non salva definitivamente i rosanero, anche se Zamparini è comunque soddisfatto della prestazione offerta dai ragazzi allenati da Bortolo Mutti al Franchi:
“In realtà non ho visto la partita di ieri però lo definisco comunque uno 0-0 positivo, anche perché i miei collaboratori mi hanno riferito della buona prestazione che ha fatto la squadra in trasferta in un campo difficile come quello di Firenze. Quindi va bene così”.
Foto | © TMNews

Con una conferenza all’ora di pranzo Alberto Gilardino è stato presentato ufficialmente alla stampa e ai tifosi. Il neo acquisto del Genoa è stato accolto con grande entusiasmo in Liguria, in questi giorni il centro sportivo del Grifone a Pegli è stato letteralmente preso d’assalto dai tifosi di fede rossoblu. L’ex attaccante viola spera di ripagare tutto questo calore con i suoi gol e chissà con essi non torni pure la maglia della nazionale. Prima di parlare di questa sua nuova avventura il giocatore, che come numero di maglia ha scelto l’82, ha voluto fare chiarezza sulla fine della sua storia d’amore con la Fiorentina:
“Non dimenticherò mai Firenze e l’affetto che mi ha dato, lì ho lasciato un gruppo di amici, a loro va il mio in bocca al lupo. Mi sono sentito con il presidente Della Valle, e ci siamo lasciati in maniera cordiale e leale. Ci sta che cercassi altri stimoli, i matrimoni e i divorzi però si fanno in due. Le responsabilità della scelta, per la mia parte, me le prendo. Quando tornerò a Firenze, mi piacerebbe ricevere applausi, per ciò che si è costruito insieme. Alla Fiorentina ho dato tutto”.
Gilardino poi si toglie qualche sassolino dalla scarpa e risponde al suo ormai vecchio allenatore Delio Rossi e al ct della Nazionale Cesare Prandelli che, riflettendo sulle sue prestazioni recenti, lo avevano definito “con poche motivazioni” il primo e “poco sereno” il secondo. L’attaccante non accetta queste analisi e racconta di come è arrivato addirittura a forzare i tempi di recupero dell’ultimo infortunio pur di tornare utile alla squadra:
“Ho sempre dato tutto per la maglia viola tanto che lo scorso autunno ho forzato il rientro dall’infortunio. Sbaglia Rossi quando dice che mi si era spenta la luce. In realtà non era mai stata spenta, ma chiaramente appena arrivato qua qualcosa si è acceso. Ho letto le parole di Prandelli e rispetto le sue esternazioni, forse lui pensa che io potessi ambire a qualcosa di più, ad altre cose, ma bisognerebbe chiedere a lui”.

Grande entusiasmo tra i tifosi del Genoa per il primo allenamento di Alberto Gilardino in maglia rossoblu. Circa 2000 mila tifosi hanno accolto l’ex attaccante della Fiorentina nel centro sportivo di Pegli con applausi e cori. Il traffico si è a lungo paralizzato intorno all’impianto. Dainelli e Frey, suoi ex compagni alla Fiorentina, gli hanno subito dato il benvenuto con il “cinque”. Dopo un breve riscaldamento con il preparatore Pilati, Gilardino ha disputato la prima partitella con la maglia rossoblù. Pasquale Marino lo ha schierato nel tridente prima con Rossi e Jankovic e poi con Jorquera e Zè Eduardo.
Gilardino ha rilasciato le sue prime dichiarazioni rossoblù sul suo sito ufficiale, mentre il Genoa per l’occasione ha pubblicato su facebook il video con alcuni spezzoni dell’allenamento: “Sono molto felice di questa nuova esperienza che finalmente oggi è cominciata. Ho firmato per una squadra importante e darò il massimo per ripagare la fiducia del presidente Preziosi. Ringrazio la Fiorentina per le grandi stagioni vissute insieme”.
2000 tifosi al primo allenamento di Gilardino con il Genoa | Foto




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A vedere le ultime due partite di campionato in calendario, la 15esima e la 16esima, il Genoa sarebbe reduce da due vittorie di fila contro Siena e Bologna; in realtà Alberto Malesani è stato esonerato alla vigilia di Natale perché nelle ultime tre uscite del Grifone non è riuscito a racimolare 3 punti, quelli contro i felsinei arrivati tra la sconfitta interna contro l’Inter (recupero dell’11esima) e il roboante tonfo tennistico al San Paolo contro il gemellato Napoli (recupero della prima). Così Enrico Preziosi, insieme al figlio e al fido Capozucca, ha dato il benservito al buon Malesani optando per Pasquale Marino, tecnico navigato che ha vissuto stagioni di gloria a Catania, annate buone a Udine e un flop a Parma. Si riparte dunque dal uno dei più grandi ammiratori del 4-3-3, schema fin da questo pomeriggio provato in quel di Pegli dove il Genoa è tornato ad allenarsi dopo la settimana di vacanza natalizia, il tutto sotto gli occhi di alcuni appassionati tifosi:
“Credo che il Genoa abbia i giocatori per fare benissimo questo sistema di gioco, ossia il 4-3-3. L’importante è avere un’identità e una fisionomia ben precisa. Molto dipende dall’equilibrio che si riesce a dare per supportare questo atteggiamento tattico. Cerco di fare sempre un calcio propositivo, spero di riuscirci”.
Umile e di poche parole, Marino non fa proclami e dà l’impressione di avere un unico imprescindibile imperativo, quello del lavoro:
“Non mi va di fare proclami. Lavoreremo di settimana in settimana, cercando di migliorare le cose. Navighiamo a vista e pensiamo di partita in partita. Il primo obiettivo è cercare di recuperare i giocatori infortunati e la condizione di quelli che sono rimasti fuori a lungo come Zè Eduardo”.
Certo, in cuor suo la speranza è di far risalire il Genoa, attualmente a metà classifica con 21 punti, abbastanza per non fare cattivi pensieri ma di certo non troppi commisurati agli sforzi economici che ogni anno fa il presidente Preziosi. Così da un lato si augura di metter radici nel capoluogo ligure (a proposito, ha firmato un contratto di un anno e mezzo fino al giugno del 2013) e di farsi amare, o quanto meno apprezzare, come il professor Scoglio che dalle parti di Genova, sponda rossoblu, è ricordato con tanto affetto, dall’altro si affida alla finestra di mercato invernale per puntellare una rosa comunque già valida. E a proposito di Alberto Gilardino, dato ormai come sicura nuova punta genoana, Marino ammette: “Spero che arrivi, finché non lo vedo, non ci credo: un attaccante così ci serve“. Chiosa finale sulla deludente esperienza di Parma: “Ho commesso degli errori. È l’unico posto dove non mi sono fatto apprezzare. Se non è scoccata la scintilla, è colpa mia. Non sono riuscito a dare un’identità tattica alla squadra“. In bocca al lupo dunque al tecnico di Marsala.
Il presidente del Genoa, Enrico Preziosi, al momento in vacanza a Dubai, ha confermato poche ore fa le voci circolate già ieri su un accordo per il passaggio del bomber Alberto Gilardino in maglia rossoblu. L’attaccante avrebbe accettato la proposta di un contratto fino al 30 giugno 2016 (con opzione per un ulteriore anno) a 1,6 milioni di euro a stagione, battendo la concorrenza dello juventino Amauri, fino a pochi giorni fa dato per favorito, che avrebbe rifiutato gli 1,8 milioni offerti, chiedendone 2,4. Manca dunque solo l’assenso della Fiorentina, con la quale sarebbe però raggiunto un accordo di massima per 8 milioni di euro. Queste le parole del patron dei liguri sull’affare e sul prossimo mercato del club:
“Domani dovrebbe arrivare l’ufficialità. Forse Gilardino desiderava cambiare aria e probabilmente anche la Fiorentina. Amauri ci interessava, ma il giocatore ha impiegato più tempo a decidere e noi abbiamo dato la parola alla Fiorentina e a Gilardino. Siamo l’unico club che tira fuori dei soldi, vedremo d’incassare anche qualcosa”.
Il passaggio dell’ex milanista al Grifone rischia di complicare i piani della Juventus, che ora potrebbe incontrare serie difficoltà a piazzare Amauri, cosa che finirebbe per ripercuotersi anche sull’arrivo del romanista Borriello, vista la sovrabbondanza di attaccanti attualmente presenti nella rosa dei torinesi. Le eccessive pretese economiche dell’italo-brasiliano, gli precludono infatti un eventuale passaggio alla Fiorentina, costretta a causa dell’austerità imposta dalla dirigenza a ripiegare su obiettivi più economici. Per lui, ulteriori bizze permettendo, sembrano rimanere dunque soltanto Parma e Tottenham.
Dopo il siluramento del tecnico Alberto Malesani, sostituito ieri da Pasquale Marino, il Genoa si prepara al mercato di gennaio, puntando a rafforzare soprattutto il reparto offensivo. I due nomi in pole position per occupare il ruolo di centravanti del Grifone sono l’oriundo da tempo messo fuori rosa dalla Juventus, Amauri, e il bomber della Fiorentina, Alberto Gilardino, sempre più intenzionato a lasciare il club toscano. Per quanto riguarda l’italo-brasiliano, il problema principale resta l’elevatissimo ingaggio insostenibile per i liguri, nonostante secondo le ultime voci sembra che il giocatore sia disposto, al contrario di quanto affermato nella scorsa estate, di accontentarsi di una cifra inferiore.
Per l’ex giocatore di Parma e Milan ci sarebbe invece già stata un’offerta tra gli otto e i dieci milioni di euro, che i gigliati sarebbero disposti ad accettare sostituendo poi l’attaccante con lo stesso Amauri o con il sampdoriano Nicola Pozzi. Poco convinto sembra però il nuovo tecnico Marino, che avrebbe fatto capire di preferire il bianconero, già allenato da lui nella scorsa stagione quando era alla guida del Parma e il giocatore era in prestito agli stessi ducali. Resta per il momento aperta anche la pista che porta all’argentino del Catania, Maxi Lopez, ovviamente solo nel caso in cui il Milan decida di rinunciare a lui per orientare tutti gli sforzi economici su Tevez.

La Fiorentina del nuovo corso targato Delio Rossi non si è ancora sbloccata. Il 3-0 inflitto alla Roma, poco più di due settimane da, aveva illuso più di qualcuno sulla possibilità che la squadra allenata dall’ex tecnico di Lazio e Palermo avesse finalmente cominciato ad ingranare gioco e punti. Nulla di tutto ciò. I viola, dopo il pareggio odierno nel derby toscano contro il Siena, non si schiodano dalle zone medio basse della classifica e dovranno destarsi dal torpore per non rischiare di sprofondare ancora più giù.
Un gruppetto di tifosi viola ha contestato i giocatori all’uscita dallo stadio di Siena gridando “Fate ridere!“. Delio Rossi, a fine partita, spiega l’esclusione di Gilardino e le difficoltà che sta incontrando:
“Più che l’allenatore sto facendo l’inventore, ho cambiato molti sistemi di gioco. Devo trovare quello che coinvolge la maggior parte dei giocatori, non esiste un sistema in cui tutti sono coinvolti. È difficile stravolgere una squadra a gennaio. Qualcosa faremo, ma non arriveranno salvatori della patria. Io intanto penso a far migliorare quelli che ci sono. A Palermo dovevo cambiare solo un particolare, qui le cose da cambiare sono molte. Ogni volta che subentri è una storia differente. Gilardino? Sono pagato per fare delle scelte, da sempre le faccio a prescindere dal nome. Spesso in questo genere di partite ho tolto Gilardino, oggi ho fatto il contrario mettendolo nel secondo tempo”.
Siena - Fiorentina 0-0: le foto della partita




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La morte di Marco Simoncelli, pilota romagnolo brioso ed estroverso ma anche terribilmente bravo in sella alla moto, ha sconvolto migliaia di persone, sportivi e non; anche il calcio ha appreso la terribile notizia proveniente dalla Malesia con una tristezza infinita, così che il presidente del Coni Gianni Petrucci ha immediatamente dato disposizioni per far osservare sui campi della Serie A (e non solo) un minuto di rispettoso e doveroso silenzio per Super Sic:
“Oggi è uno dei giorni più tristi della mia presidenza. La tragica scomparsa di Marco Simoncelli mi ha profondamente turbato e sconvolto. La vita è sacra e non si può morire a 24 anni per una gara. Ho sperato fino all’ultimo che Marco potesse farcela. Ho visto il dolore e l’angoscia del padre che era lì al suo fianco. In quei momenti mi sono venute in mente le immagini di quando nel 2008 premiammo Marco al Coni con il Collare d’Oro e poi quando l’ho visto il mese scorso al Quirinale in occasione dell’apertura dell’anno scolastico: era un ragazzo solare, entusiasta, con una grande vitalità. Ci stringiamo attorno alla sua famiglia piangendo la morte di un campione. Una morte inconcepibile che ha lasciato attonito tutto lo sport italiano. E per questo ho deciso che fossero tutti gli sport oggi ad onorarlo con un minuto di raccoglimento”.
Il cordoglio ha unito decine di personaggi legati al mondo del calcio che hanno affidato ai social network e ai siti ufficiali parole di commiato. Il Milan, di cui Simoncelli era tifoso, ha dedicato la vittoria di Lecce al povero pilota; prima di scendere in campo Galliani si era così pronunciato: “Marco era un nostro tifoso e un grande campione, abbiamo appreso la notizia mentre eravamo in pullman e siamo rimasti scioccati. La cosa ci ha molto colpito“, affidando al sito ufficiale le condoglianze alla famiglia:
“Ogni sportivo rossonero e la Società AC Milan si stringono nell’abbraccio alla famiglia di Marco, grande tifoso rossonero, alla quale rivolgiamo dal Sito ufficiale le più sentite e sincere condoglianze in questo triste momento”.
Anche l’Inter ha voluto ricordare Sic tramite il proprio sito web:
“Il presidente Massimo Moratti e tutta l’ FC Internazionale, insieme con Claudio Ranieri e la squadra, partecipano al dolore del mondo dello sport italiano e mondiale per la scomparsa del pilota Marco Simoncelli. Nel ricordo di un giovane appassionato campione, l’Inter abbraccia la famiglia e gli amici di Marco Simoncelli”.
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Tira un sospiro di sollievo Sinisa Mihajlovic e con lui tutti i tifosi della Fiorentina, l’infortunio di Alberto Gilardino è meno grave del previsto, l’attaccante potrà tornare in campo già a novembre. La punta viola si è sottoposto oggi agli accertamenti diagnostici di rito e l’esito ha escluso la presenza di traumi distorsivi ai legamenti, eventualità che lo avrebbe costretto ad un lungo stop tenendolo ai box per la maggior parte della stagione appena iniziata.
Come si legge nel comunicato diramato dalla stessa Fiorentina attraverso il sito ufficiale: “L’ACF Fiorentina comunica che gli accertamenti diagnostici e la visita specialistica odierna all’atleta Alberto Gilardino hanno evidenziato una microfrattura al piatto tibiale associato ad una sollecitazione della capsula articolare e del legamento collaterale mediale del ginocchio. L’atleta dovrà evitare carichi di lavoro per tre settimane, pur svolgendo un programma di mantenimento del tono muscolare e del condizionamento aerobico”.
La prognosi è di cinque o sei settimane prima del ritorno all’attività agonistica. Nel frattempo Mihajlovic si affiderà con buona probabilità al nuovo acquisto Santiago Silva, attaccante giunto quest’estate dagli argentini del Velez Sarsfield. Sarà lui a guidare l’attacco gigliato in occasione dell’impegno contro il Parma, anche gli emiliani dovranno rinunciare al loro attaccante più pericoloso dal momento che Sebastian Giovinco sarà costretto a saltare l’incontro per la squalifica che gli sarà comminata dopo l’espulsione rimediata nel finale della sfida con il Chievo.