
Alessandro Del Piero e gli juventini tutti difficilmente dimenticheranno il 13 maggio 2012, una data che entra di diritto tra quelle cerchiate in rosso sul calendario bianconero. Dopo 19 anni si chiude, a meno di clamorose sorprese, la storia del giocatore più importante di tutti i tempi, si chiude nel modo migliore e cioè con una vittoria. Il numero 10 scenderà in campo ancora una volta con quella che è stata la sua maglia, lo farà a Roma per provare a regalare alla sua squadra il secondo trofeo di questa stagione, l’ennesimo della sua carriera. Del Piero è uscito dal campo all’inizio della ripresa e la partita si è interrotta per consentirgli un’uscita trionfale, poi, chiamato a gran voce dal pubblico, ha percorso l’intero perimetro del campo mentre i suoi compagni continuavano a giocare.
Sugli spalti in molti si sono lasciati andare ad un pianto carico di tristezza ed emozione, lo stesso Del Piero a stento ha trattenuto le lacrime come ha confessato poi ai microfoni di Sky a fine partita:
“Per due volte sono rientrate all’ultimo, però di sicuro è stato commovente oggi. Il legame che c’è con questa gente va al di là di qualsiasi cosa, io lo porterò sempre con me, con orgoglio e non smetterò mai di ringraziarli perché comunque ricevere applausi e complimenti, non è semplice, quindi ne sono felice. Oggi è un giorno incredibilmente bello per certi aspetti. È chiaro che c’è un filo di tristezza in me e in tante persone, però ho festeggiato davanti ai miei tifosi, insieme ai miei compagni, in campo,con la cosa che mi piace fare di più, cioè vincere. Non posso aggiungere altro, se non essere fiero e orgoglioso di averlo fatto davanti alla mia famiglia, a mia mamma, oggi è la festa della mamma, all’altra mamma dei miei bambini, a mio fratello, a tutti quelli che con me hanno attraversato questi 37 anni”.
Il capitano della Juventus ringrazia la sua gente che mai gli ha fatto mancare l’affetto e il sostegno, anche nei momenti più difficili, lui ha ripagato tanto amore con le vittorie, con un attaccamento alla maglia che lo ha portato ad accettare anche la Serie B. È normale quindi che la giornata di oggi è caratterizzata anche dalla tristezza, nonostante il trionfo:
“Posso dire che quello che è successo oggi è qualcosa di incredibilmente bello per me, mi sforzo di pensare questo perché è altrettanto chiaro che c’è un forte velo di tristezza in me, ma rientrerà per preparare la finale di domenica. Quello che ho visto negli occhi della gente rimane, al di là di vittorie, sconfitte, rapporti più o meno tesi o particolari, quindi ci tengo, e non lo faccio con ipocrisia, a ringraziare ancora la gente, ho visto dal vivo quello che le persone quotidianamente hanno fatto per me”.
Le foto di Juventus - Atalanta 3-1




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Highlights Juventus - Atalanta 3-1 | Video Gol Serie A
13 Maggio 2012 - La Juventus saluta il campionato con una vittoria in casa davanti al suo pubblico. I bianconeri sono Campioni d’Italia 2011/12 e finiscono la stagione imbattuti. 23 vittorie, 15 pareggi, 0 sconfitte, record nel campionato a 20 squadre con 68 reti segnate e 20 subite: altro record. Stagione perfetta conclusa nel modo migliore, con un gol del giovane Marrone e uno del Capitano, Alessandro Del Piero, che saluta il suo pubblico e la sua Torino durante la ripresa. La sostituzione è il momento clou del match: una standing ovation infinita con il numero 10 che è “costretto” dallo stadio ad un giro di campo con le lacrime che in pochi riescono a trattenere sugli spalti. Andrea Agnelli a fine partita viene “zittito” dal coro “c’è solo un capitano”, è sicuro di quello che sta facendo? Nel finale di partita la Juventus subisce anche un gol, dopo il palo di Bonaventura è Lichtsteiner a metterla nella propria porta prima che al 90′ Borriello si procuri in calcio di rigore che andrà a battere Barzagli, il 20° giocatore a segnare un gol in questa stagione bianconera. Scelta non casuale per premiare la stagione superlativa del centrale arrivato (fra molte perplessità) nel gennaio 2011.

Con lo scudetto vinto ieri sera Alessandro Del Piero ha aggiunto l’ennesimo trofeo alla sua già prestigiosa bacheca, nella sua carriera è l’ottavo titolo tricolore, sei se si escludono i due revocati, ma in fondo poco conta il numero nella storia di un giocatore che nella sua carriera i numeri, parliamo di record, li ha polverizzati uno a uno. Da capitano ha conosciuto le sofferenze della Serie B, finisce la stagione da capocannoniere del torneo, riporta la sua Juve in A e bissa la stagione precedente andandosi a guadagnare anche il titolo di re dei bomber nella massima serie. Questa stagione potrebbe essere la sua ultima in bianconero, di sicuro il tormentone sul suo futuro tornerà a far versare fiumi di inchiostro, o di bit che dir si voglia, ma per ora c’è solo la voglia di godersi questo momento.
Il capitano, il simbolo della storia bianconera e della juventinità stessa, ha voluto suggellare il trionfo di ieri sera con una lettera ai tifosi, ai compagni, nuovi e vecchi, per celebrare insieme questa vittoria inaspettata, forse, ma sicuramente meritatissima. Non ha dimenticato nessuno in quelle righe che sicuramente faranno commuovere i suoi sostenitori che hanno passato una vita con lui al suo fianco, ci sono tutti, compresi i singoli compagni, elencati a uno a uno, di quella stagione in cadetteria:
“Questa è la nostra festa, conquistata fino all’ultima goccia di sudore. È la festa di tutti quelli che ci hanno sempre creduto. È la festa di tutti voi tifosi juventini che al posto di abbandonarci avete fatto sentire ancora più forte la vostra voce. È la festa di quelli che hanno esultato per un gol in serie B come per quello che è valso lo scudetto. È la festa, perché no, degli avversari (non tutti) che ci hanno sempre rispettato. È la festa di Balzaretti, Belardi, Bianco, Birindelli, Bojinov, Boumsong, Buffon, Camoranesi, Chiellini, De Ceglie, Giannichedda, Giovinco, Guzman, Kovac, Lanzafame, Legrottaglie, Marchionni, Marchisio, Mirante, Nedved, Palladino, Paro, Piccolo, Trezeguet, Venitucci, Zalayeta, Zanetti, Zebina. All. Deschamps.”.
Lo abbiamo detto, ci sarà tempo per tornare a parlare del suo futuro, a discutere sulle scelte che saranno fatte a bocce ferme, ma ora è il momento di godersi i frutti di un lavoro iniziato l’estate scorso e che ancora non è finito. Questo è anche l’augurio di Alessandro Del Piero che adesso pensa solo a gioire, a divertirsi, insieme a tutti quelli che sono sempre stati con lui e con la sua Juve in questi anni, perché come dice il numero 10 bianconero la Vecchia Signora è finalmente tornata:
“E doveva finire così, non ho mai smesso di crederci. Grazie a tutti, ragazzi. Godiamocela, ce la siamo meritata. Io c’ero, voi c’eravate. Noi c’eravamo. E ci siamo, finalmente. Siamo tornati.”.
A margine la sua firma, semplicemente Alessandro. A prescindere da come andrà a finire, da quale maglia indosserà la prossima stagione, Del Piero ha scritto un’altra pagina meravigliosa della sua già scintillante carriera e della storia della Juventus, che poi le due cose da venti anni a questa parte coincidono e sono assolutamente inscindibili.
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Basta tatticismi verbali, dichiarazioni di rito e scaramanzie di sorta: la Juve è campione d’Italia e i protagonisti dell’esaltante cavalcata possono dare libero sfogo a parole e pensieri. Tutti ebbri di gioia, riportiamo di seguito i virgolettati degli eroi juventini presi dalle loro esternazioni a Sky Sport.
Antonio Conte: “Che scudetto è? Per me il numero uno, il primo che vinco da allenatore. Sono sensazioni fantastiche siamo veramente contenti, merito dei ragazzi ma onore anche ai vinti: il Milan e’ stato un avversario fortissimo. A -1 ho capito che la mia squadra aveva ancora birra, mentre loro erano un po’ stanchi. Finire il campionato imbattuti sarebbe qualcosa di storico“.
Alessandro Del Piero: “Oggi festeggiamo uno scudetto che tutti abbiamo meritato e io sono felice di aver dato il mio contributo. Io comincio ogni anno per vincere, a volte non capita, ma quello che è successo oggi mi ripaga di tanti anni, a cominciare dal 2006. Fra 15 giorni abbiamo un’altra partita che vogliamo vincere (la finale di Coppa Italia ndr). La mia storia l’ho vissuta benissimo con grande entusiasmo e felicità ed e’ un epilogo strano. Da parte mia c’è la volontà di sorridere e basta. Per il resto ci sarà modo e tempo di parlarne. E’ anche per l’anno vissuto in B che questo scudetto ha ancora più valore. Esulterò in maniera totale perché ogni vittoria ha un sapore speciale“.
Gianluigi Buffon: “Dopo il Mondiale vinto nel 2006, questa è la gioia più bella. Per tre giorni ho convissuto con il senso di colpa per l’errore col Lecce. Non posso nascondere che mi ha pesato, ho temuto che qualcuno nella squadra si lasciasse intimidire. Dediche? Alla mia famiglia, ma anche a Del Piero, a Camoranesi, a Trezeguet, a Nedved. E un grazie ai ragazzi dell’Inter. Conosco Javier Zanetti, ogni tanto gli mando dei messaggi e stavolta gli avevo chiesto aiuto dicendogli di non fare scherzi“.
Andrea Pirlo: “E’ uno scudetto meritato e voluto fin dall’inizio. Nessuna rivincita. Credo che sia un risultato che tutto il gruppo ha guadagnato sul campo. Ho sempre fatto il mio, sono sempre stato bene e avevo voglia di vincere e ci sono riuscito. Io sono andato via dal Milan perché avevo bisogno di altre motivazioni e ho scelto la Juve e il suo progetto per poter vincere e ci sono riuscito subito. Ero convinto di essere il numero uno e credo di averlo dimostrato. Eredi? Spero di poter giocare ancora tanti anni, perché mi diverto e ho ancora tanta voglia“.
Mirko Vucinic: “Ci sono andato vicino con la Roma, ma arrivare qui e vincere lo scudetto è una sensazione indescrivibile. È un sogno, una cosa unica, manco mi sono reso conto di aver segnato oggi. È il primo anno che sono qui e abbiamo vinto subito lo scudetto è questa è una cosa bellissima. Siamo stati bravi a mascherare di crederci fin dall’inizio e anche nei momenti difficili. Il mister mi ha dato grande fiducia e io ho provato sempre a dare il massimo per ripagarlo, anche se a volte non ci sono riuscito. Quando la Juve mi ha contattato è stato fondamentale il mister assieme a Paratici che mi hanno convinto a venire qui. A Roma ho fatto più gol rispetto alla Juve, ma l’importante è che abbiamo vinto lo scudetto“.
Giorgio Chiellini: “Tutta la squadra ha fatto bene. Se la difesa prende pochi gol è merito di tutti. Dopo tanti anni di sacrifici questa vittoria ci ripaga di tutti gli sforzi. Festeggeremo stasera, poi un paio di giorni liberi. Vogliamo finire imbattuti, poi vincere la Coppa Italia e gli Europei“.
Leonardo Bonucci: “Abbiamo conquistato lo scudetto nelle partite che contavano e abbiamo dimostrato che questo 30° titolo è meritato e che la Juventus è tornata. E’ bellissimo, sono sensazioni bellissime. E’ qualcosa di stupendo e meraviglioso. E’ uno scudetto da veri juventini. Quando tutti ci davano per sconfitti abbiamo lottato e vinto anche per i tifosi. La Juve sul campo ne ha conquistati 30, poi lasciamo stare tutto il resto perché a me interessa solo quello che succede sul campo e non altrove. Festeggiamenti? Stiamo festeggiando nello spogliatoio con lo champagne. Vincere a 25 anni uno scudetto con la Juve è bellissimo. Sono cresciuto tantissimo e devo ringraziare Conte per l’aiuto che mi ha dato nella crescita come giocatore“.
Giuseppe Marotta: “E’ lo scudetto numero 30, assolutamente. Lo abbiamo scritto anche sull’etichetta delle bottiglie, perché 30 sono quelli che abbiamo vinto“.
Juve campione d’Italia: le foto da Trieste




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17 anni fa, il 25 aprile del 1995, il mondo del calcio piangeva la scomparsa di Andrea Fortunato. Dopo un anno di cure, a neppure 24 anni di età, il giovane difensore salernitano perdeva la sua battaglia contro la leucemia. Marco Borriello, autore del bel gol a Cesena che ha permesso alla Juventus di mantenere inalterate le distanze con il Milan, ha voluto dedicare la segnatura al giocatore scomparso: “Un gol dedicato ad Andrea Fortunato. Questo è un gruppo straordinario. oggi mi sentivo che avrei segnato e l’avevo anche detto ai ragazzi in panchina. E’ stato un gol importante, ma mancano ancora quattro partite e proprio oggi contro il Cesena abbiamo capito quanto possa essere difficile ogni gara“.
Dai microfoni di Sky Sport ecco invece le dichiarazioni di Antonio Conte a fine partita:
“Negli scorsi anni abbiamo assistito ai banchetti altrui, quest’anno abbiamo fame e vogliamo mangiare noi. Non è stata una vittoria semplice. Il rigore fallito da Pirlo ha inciso zero perchè era all’inizio e c’era tutta la partita da giocare. Ovvio che se avesse segnato, avremmo costretto il Cesena ad aprirsi prima. Borriello? E’ un calciatore che merita. E’ arrivato che non era in condizione e ha lavorato tanto fino a mettersi al passo con gli altri. Dispiace perchè è un calciatore che alcune volte è stato bistrattato. Ora sta bene e adesso è alla pari degli altri e può esprimere tutte le sue qualità. Merita questa soddisfazione. Allegri ha detto che se terminiamo a 86 punti vorrà dire che avremo meritato lo scudetto? Bene, sono felice, anche perchè lui cambia opinione tutte le settimane. Noi siamo molto concentrati su di noi e non vogliamo avere rimpianti alla fine. Non sarà facile contro nessuna squadra. Oggi è stata una partita sofferta, una vittoria voluta contro una squadra che ha messo in campo tutto e più di tutto per fermarci. Quest’anno abbiamo creato basi importanti su cui lavorare per i prossimi anni. Si sta facendo qualcosa di straordinario e speriamo che alla fine si trasformerà in qualcosa di super-straordinario. Il prossimo rigore? Se ce lo danno lo batte Vidal. Colpa mia perchè i miei ragazzi sui rigori non l’ho fatti allenare tanto visto che non ce li davano mai…”
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Cesena-Juventus 0-1 (Borriello) | Le Foto




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Nonostante l’entusiasmo crescente per un finale di stagione sempre più entusiasmante, uno dei temi più caldi tra i tifosi bianconeri, e non solo, è l’eventuale rinnovo di Alessandro Del Piero. Il capitano della Juventus si è comportato in maniera impeccabile in questa stagione, anche quando nel mese di ottobre Andrea Agnelli lo ha scaricato davanti all’assemblea degli azionisti annunciando che non gli sarebbe stato rinnovato il contratto. Da allora Del Piero ha parlato poco, ed ha sempre evitato di rispondere a domande sul proprio futuro e sul rapporto con il proprio presidente. Mai una smorfia o una polemica, neanche quando l’attacco bianconero ha attraversato un periodo di crisi e lui non è mai stato chiamato in causa neanche a partita in corso.
Adesso Antonio Conte è tornato a puntare molto su di lui, mandandolo in campo in momenti decisivi di partite fondamentali, come è successo contro il Milan in Coppa Italia e contro l’Inter e la Lazio in campionato. Del Piero ha risposto ‘presente’ ed anche dopo gol ed ottime prestazioni, non c’è mai stato spazio per le polemiche. Avrebbe senz’altro voluto avere qualche possibilità in più, prima di quest’ultimo periodo, per poter dimostrare di essere ancora un giocatore capace di fare la differenza. Per lui è stata decisamente la stagione più difficile della carriera, con la consapevolezza che quasi certamente sarà l’ultima con la Juve. Ecco uno stralcio dell’intervista a Del Piero che uscirà domani su Vanity Fair:
«La più complicata della mia vita, perché mi ha messo di fronte a una realtà che non avevo mai conosciuto: la realtà di chi gioca poco o niente. Nessuno pensa di meritare l’esclusione, e per quanto io abbia sempre pensato che se gioca un altro vuol dire che se lo merita, questo non significa rinunciare a lottare per conquistare quel posto… Era quello che sognavo (Chiudere la carriera alla Juve ndr.). Questi vent’anni sono stati ricchi di emozioni, con momenti straordinari e a volte duri: ho provato il brivido di scrivere quasi tutti i record bianconeri. Ormai però le cose sono cambiate».
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Dopo il successo dalla sua autobiografia intitolata “10+: il mio mondo in un numero“, Alessandro Del Piero ha deciso di raccontarsi ancora e dal 24 aprile tutti gli appassionati di calcio, e più in particolare del capitano della Juventus, potranno acquistare la sua seconda “fatica letteraria“, un libro edito da Mondadori dal titolo “Giochiamo ancora“. Ci sarebbe poco altro da aggiungere, se non fosse che la sinossi dell’opera, pubblicata su Amazon.it, aveva suscitato molto clamore; il motivo è semplice, a leggere la presentazione di “Giochiamo ancora” veniva dato per scontato che Pinturicchio lasciasse il calcio italiano a fine stagione:
“Dopo vent’anni di straordinaria carriera Alessandro Del Piero lascia il calcio italiano. Ma lo lascia a modo suo. Con un agile, fresco e intenso libro in cui racconta ciò che ha imparato del gioco più bello del mondo. Il sacrificio, la lealtà, il lavoro di squadra, il talento sono alcuni dei valori che Del Piero ha incontrato e vissuto nella sua esperienza in bianconero e che, attraverso questo libro, diventano il suo lascito etico alle nuove generazioni”.
Pronta smentita del diretto interessato tramite il www.alessandrodelpiero.com; a scrivere è lo staff che cura il sito ufficiale del numero 10 bianconero: “Su alcuni siti di vendita di libri on line è stata pubblicata una sinossi del libro di Alessandro Del Piero, “Giochiamo ancora”, che sarà disponibile dal 24 aprile. Tale riassunto non è fedele ai contenuti del libro e non è riconducibile in alcun modo ad Alessandro. Pubblichiamo di seguito la vera sinossi, che è stata inviata alle librerie“. Questa dunque la vera presentazione:
“A vent’anni dal debutto nel calcio professionistico, dopo avere vinto (e vissuto) tutto con la maglia della Juventus e della nazionale italiana, Alessandro Del Piero vive un momento di svolta della sua carriera. Ha ancora voglia di vivere alla grande gli ultimi anni da calciatore, ma anche l’esperienza per affidare un primo bilancio alle pagine di un libro fresco, agile e intenso. Così Del Piero ha deciso di condividere quello che ha imparato del gioco più bello del mondo, compreso ciò che lo ha guidato in tutti questi anni: i valori che intende trasmettere, magari a chi oggi sogna di vestire quella maglia numero dieci”.
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Highlights Juventus - Lazio 2-1 | Video Gol Serie A
11 Aprile 2012 - La Juventus si riprende il primo posto in classifica vincendo in casa con la Lazio in una partita ancora una volta decisa da Alessandro Del Piero, inserito al ‘70 da Antonio Conte al posto di Mirko Vucinic decisamente deludente. I bianconeri in realtà dominano il primo tempo in maniera impressionante creando un numero di occasioni tutte neutralizzate da un grande Marchetti e fallite dalla coppia Quagliarella - Vucinic. Nei primi 45 minuti i bianconeri segnano “soltanto” con Pepe che rovescia in porta un assist del solito Pirlo, ma allo scadere la difesa di casa si perde Mauri che pareggia. Nella ripresa la partita rallenta di ritmo, i biancocelesti provano a portare a casa 1 punto, ma entra il solito Del Piero che piazza la punizione beffando Marchetti nell’unico errore della sua gara.
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La Juve doveva vincere, alla fine la Juve ha vinto: a sei giornate dalle fine i bianconeri mantengono il preziosissimo punto di vantaggio sul Milan e spulciando il calendario a venire, per questo rush finale ora viene naturale dire Juve quando si parla di favorita per lo scudetto. Tre punti che valgono oro, tanto importanti quanto sudati se è vero che alla fine ha deciso l’immortale Alessandro Del Piero, al gol numero 288 con la maglia della Juve nella sua 700esima presenza; e pensare che lo storico capitano è entrato come al solito dalla panchina, poco male per un fuoriclasse che una punizione delle sue non ha dato scampo a Marchetti regalando alla Vecchia Signora gli ennesimi tre punti stagionali, di quelli che valgono doppio visto come si era messa la partita. Dopo un primo tempo spumeggiante in cui i padroni di casa avevano trovato il vantaggio con una perla di Simone Pepe, la Lazio aveva gelato i quasi 40mila dello Juventus Stadium con Stefano Mauri prima di riportare la partita sui binari a tinte bianco e nere a dieci minuti dalla fine; proprio Del Piero a fine gara ammette che non vincere contro la banda di Reja sarebbe stato, tra virgolette, terribile:
“Pareggiare o perdere questa partita sarebbe stato un suicidio. Siamo alle battute finali, non molleremo nè noi nè il Milan: sarà una guerra di nervi, noi stiamo bene, abbiamo vinto e pensiamo alla prossima. Futuro? Sto bene e penso solo alla gara successiva…”.
Ma è Antonio Conte il più felice, almeno a quanto traspare dalla faccia del tecnico bianconero di fronte ai microfoni di Sky a fine gara:
“C’è un po’ di rammarico perché abbiamo pareggiato tante partite, come con Genoa, Cagliari e Chievo, dopo aver dominato. Stasera è accaduto di nuovo, non abbiamo dato il ko con la giusta cattiveria, ma siamo riusciti a vincere nonostante una sofferenza che non meritavamo per quanto abbiamo prodotto. Dobbiamo crescere in quest’aspetto, ma i ragazzi stanno facendo qualcosa di straordinario. E’ un altro passettino in avanti, ma mancano ancora tante partite. Del Piero? Per fortuna entra e fa gol. Per me è un valore aggiunto a questa squadra. Se gli chiedo un minuto o una partita intera lui entra per aiutarci. Complimenti a lui e a tutta la squadra. Ora pensiamo al Cesena. E’ l’impegno della vita per noi. Ci ritroviamo a lottare per qualcosa di impensabile, quindi dobbiamo essere concentrati su questa gara. Per altre cose poi ci sarà tempo. Recuperiamo energie e pensiamo a vincere”.
La Juve dei record, battuta in termini di gol dopo più di 500 minuti ma comunque ancora mai superata in un intero match (sono 32 partite di fila, 36 considerando anche la Coppa Italia - per buona pace di Galliani), ha avuto la meglio anche dell’ondivaga Lazio, formazione capace di prenderne 4 a Siena e 5 a Palermo ma anche di prendersi 4 punti contro il Milan e di vincere due derby capitolini; Edy Reja, espulso dal pignolissimo D’Amato, non riesce a prendersela coi suoi:
“La gara l’abbiamo fatta bene, ma la Juventus era in grande condizione. Nell’arco dei novanta minuti abbiamo sofferto un po’, Marchetti ha fatto degli interventi strepitosi, ma abbiamo fatto la partita che dovevamo fare. Non volevo fare catenaccio, anche perché ho messo quattro giocatori offensivi. Però non hanno funzionato le ripartenze. A momenti, stringendo i denti, ci scappava il risultato. Se fossimo stati un po’ più tranquilli sarebbe potuto venire fuori il risultato. La prestazione è stata eccezionale, devo fare i complimenti ai ragazzi per come hanno lottato. Sono soddisfatto, i ragazzi avrebbero meritato il punto. La mia espulsione? Ormai sono come Kozak, quando parlo mi mandano sempre fuori (sorride, ndr). Ho visto Conte che si sbracciava ma nessuno gli ha detto niente. Io non ho fatto nulla, non so. Dicono che c’è stato un applauso”.
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Ancora decisivo, anche a 37 anni. Alessandro Del Piero ha segnato il suo secondo gol in appena cinque giorni; martedì contro il Milan in Coppa Italia, e questa sera con l’Inter in compionato. Nonostante Antonio Conte gli abbia spesso preferito altri compagni di reparto durante tutta la stagione, oggi a sorpresa ha deciso affidarsi all’esperienza del capitano bianconero per risolvere la gara. Scelta decisamente azzeccata alla luce della partita giocata dal numero 10, che oltre al gol, ha anche favorito una manovra più fluida dalla trequarti in avanti. A fine gara Del Piero ha preferito glissare per l’ennesima volta sul suo futuro:
“Non c’è niente da aggiungere, se non che il mio futuro per oggi è Napoli, domenica sera. Sarò scontato, però è così. Non voglio perdermi nessun attimo di quest’avventura, stiamo facendo di tutto per stare attaccati al Milan. L’obiettivo è quello. Fortunatamente, grazie alla nostra bravura, siamo in finale di Coppa Italia, quello è un altro traguardo che potrebbe essere importante per la squadra.”
Grazie al gol di questa sera Del Piero ha raggiunto Baggio a quota 318 gol realizzati da professionista. I due numeri 10 sono al terzo posto nella speciale classifica degli attaccanti italiani più prolifici di sempre, dietro a Silvio Piola (364 gol) e Giuseppe Meazza (338 gol). Comportamento esemplare dentro e fuori dal campo, anche quando Conte l’ha fatto entrare solo per una manciata di minuti dal termine o quando ha preferito puntare su altri giocatori. Solo quando il giornalista di Sky gli ha chiesto se è ancora “concordato” l’addio a fine anno con Agnelli, Del Piero ha approfittato per togliersi un sassolino dalla scarpa:
Concordato non è la parola giusta. Io quello che dovevo fare l’anno scorso l’ho fatto, voglio concentrarmi e godermi la serata.