
Sono giorni molto intensi quelli che stanno vivendo i tifosi del Milan, nemmeno il tempo di smaltire la delusione per lo scudetto non vinto e già è tempo di altre emozioni forti, intense, come quelle che si vivono quando finisce l’avventura di un simbolo della squadra dopo tanti anni di amore incondizionato. Il primo a salutare è stato Nesta, poi ieri è toccato a Inzaghi, mentre oggi è il giorno di Rino Gattuso. Sicuramente meno doloroso sarà separarsi da Mark Van Bommel, l’olandese ha indossato la casacca a strisce rosse e nere solo per un anno e mezzo, un arco di tempo però sufficiente per farsi apprezzare dai tifosi e soprattutto per portare per sempre nel cuore il Milan.
Era commosso oggi Van Bommel quando ha annunciato il suo ritorno in Olanda, vestirà la maglia del Psv Eindhoven con la quale finirà la sua carriera:
“Lascio anch’io, dopo un anno e mezzo. Anche se non è come Pippo o Sandro che lasciano dopo 10 anni, non è facile lasciare questo grande gruppo. Voglio fare i complimenti a Galliani per avermi portato qui, ho fatto tutto per questa squadra. Abbiamo vinto lo scudetto lo scorso anno, purtroppo questa stagione è andata male. Non potevo dire di no a questa grande squadra. Ora torno in Olanda con la mia famiglia: vado al PSV e poi voglio fare l’allenatore. Comunque questo è un arrivederci, magari tornerò qui come allenatore”.
Le lacrime sono scese davvero quando in sala stampa è stata proiettata una clip con i momenti migliori del giocatore in rossonero, un omaggio del club che sicuramente è stato apprezzato dall’olandese:
“È difficile dire qualcosa in questo momento. Ripeto che per me non è facile lasciare questi colori anche solo dopo un anno e mezzo. Fin dall’inizio mi avevano detto che era una famiglia questa squadra ed è davvero così. Qui sono stati tutti straordinari con me fin dal primo giorno, voglio ringraziare tutti. Forza Milan!!!”.
Van Bommel era sbarcato a Milano nel corso della finestra di mercato invernale della scorsa stagione, voluto dal Milan per puntellare il centrocampo rossonero nella seconda parte della stagione. Con la maglia rossonera ha collezionato 50 gettoni di presenza e nessuna rete, questo forse il suo unico rimpianto anche perché nella sua carriera ha sempre avuto un rapporto buono con il gol. In Italia ha vinto il campionato e la Supercoppa italiana conquistata a Pechino lo scorso agosto, due trofei che arricchiscono una bacheca assolutamente prestigiosa che può vantare anche la presenza di una Champions League, conquistata con la maglia del Barcellona, di due campionati in Spagna e altrettanti in Germania con il Bayern Monaco, sua ultima squadra prima dell’arrivo in Serie A.
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Gennaro Gattuso saluta il Milan, lo fa con una conferenza stampa ufficiale in cui il guerriero rossonero a stento ha trattenuto le lacrime: basta col Diavolo dopo 467 apparizioni in partite ufficiali (contro il Novara, domani, toccherà dunque quota 468) condite da 11 gol. Una lunga storia d’amore quella tra Ringhio e il club di via Turati, arrivata però al capolinea in maniera quasi fisiologica: “Anni fantastici; è stato un sogno, 13 anni non sono pochi. Quando indossi la maglia che sognavi da indossare da bambino. Ma la vita continua. Voglio battagliare ancora. Non sono morto calcisticamente. Qui invece mi sentivo vuoto. Non mi sentivo più il giocatore battagliero. Mi sentivo la mascotte, il gagliardetto. Se ritornerò? Era arrivato il momento di andare. Ho deciso di prendere un’altra strada. Dopo vedremo. Ora vedremo dove andare a giocare ma sicuramente non andrei mai alla Juventus e all’Inter: per l’amore che ho per questa società e per questi colori. Non mi vogliono loro e non ci andrei io“. Gattuso è un fiume in piena:
“Ringrazio la Società per quello che è stato fatto. Ho visto che alcuni miei compagni si son fatti da parte. Dentro di me sentivo il bisogno di lasciare, così come ha fatto lo zoccolo duro della squadra. Non mi voglio sentire un peso. Quando ho visto la conferenza stampa di Nesta ho capito che era arrivato anche il mio momento. Ora spero per il Milan che Ibra e Thiago restino. Spero che la squadra resti competitiva nonostante la crisi economica. Ma la società ce la metterà tutta. Che dire, si è chiuso un ciclo come quello degli olandesi e quello di Maldini e Costacurta. Spero che questa cosa continui: spero che continua l’educazione nello spogliatoio”.
Quale sarà il futuro di Rino?
“Ho una famiglia, ho 60 persone che lavorano per me. Devo parlare con mia moglie. E’ lei che comanda dentro la casa. Prenderemo insieme la decisione. Lo farò con tranquillità. Certamente è giusto che io stia anche un po’ con papà e mamma: il tempo passa anche per loro. Prima non avevo un pelo, ora ho i capelli bianchi. Amo la Calabria, anche se mi fermerò a vivere qua. Il punto di riferimento è Gallarate. Inizierò inoltre l’avventura a Coverciano, da lunedì: faremo un corso di terza e seconda categoria. Poi vedremo. Un sogno a dire il vero però ce l’ho: indossare la maglia dei Rangers. Sono andato via a 19 anni per la Salernitana. Mi son fatto conoscere grazie al Glasgow: peccato però che ci siano diversi casini là a livello economico. Penso sarebbe una scelta di cuore e bella. Voglio partire da dove sono partito”.
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Poco più di due settimane fa pareva che Andrea Pirlo stesse lavorando sui fianchi di Alessandro Nesta, suo ex compagno al Milan, per convincerlo a seguirlo alla Juve: missione difficilissima quella dell’attuale playmaker bianconero, se è vero che il difensore romano è un tipo molto particolare. Pochissimo si sa di lui, nessun rotocalco, la vita privata custodita gelosamente, molti infortuni in momenti decisivi della carriera (soprattutto in Nazionale, e ci vengono in mente i forfait durante Francia ‘98 e Germania ‘06) e la Nazionale abbandonata, senza ripensamento alcuno, ormai 5 anni fa. Si vociferava potesse appendere gli scarpini al chiodo al termine della stagione (e del suo contratto col Milan), poi l’indiscrezione che ha fatto il giro di tutte le testate giornalistiche: Nesta tentato dalla Juve, regista dell’affare Pirlo.
Come al solito il diretto interessato ha taciuto. Ha parlato Gattuso dopo il Chievo, reputando improbabile la cosa (si diceva che fosse corteggiato dalla Vecchia Signora anche Seedorf, d’altra parte sono 10 i giocatori milanisti in scadenza di contratto), hanno scritto i giornalisti e hanno affollato i forum i tifosi, di fatto mancava una dichiarazione ufficiale di Alessandro Nesta che oggi a Milan Channel ha fatto il punto della sua situazione, commentando ovviamente anche le voci di un passaggio alla Juve:
“Per il mio futuro vediamo, vediamo tutte le cose a fine anno. Sicuramente non vado alla Juve, questo è sicuro. Per il resto è tutto da vedere, a fine stagione valuterò tutto quanto, ma ci tengo a dire che non vado alla Juve, le cose scritte fino ad oggi non sono vere. Io non ho procuratori e se qualcuno mi vuole deve contattare me, nessuno mi ha contattato per cui io non ho bisogno di andare alla Juve e loro non hanno bisogno di me, questo è un capitolo chiuso”.
A luglio ne sapremo di più: la sensazione, a naso, è che davvero Nesta possa sorprendere tutti e ritirarsi dal calcio giocato all’età di 36 anni: pochi per un difensore capace di giocare alla grande contro un certo Lionel Messi, troppi per chi ha avuto tanti infortuni e l’allergia per i riflettori.
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Negli anni Milan Lab, il centro medico all’avanguardia col quale il Milan cura i propri giocatori, ha sempre fatto parlare di sé; grandi recuperi dagli infortuni ma anche flop inspiegabili, il decano dei dottori milanisti Jean Pierre Meersseman è di certo uno dei sanitari più famosi del nostro calcio. Si avvale di specialisti di tutto il globo e, come successo per Alessandro Nesta qualche anno fa che stazionò per un periodo in Florida per i suoi problemi alla schiena, anche con l’irrisolvibile problema muscolare cronico di Alexandre Pato, lo staff medico rossonero ha fatto ricorso a un consulto oltreoceano. Prima della partenza del Papero per Atlanta, Meersseman aveva avanzato tutti i dubbi e le perplessità sulla situazione fisica del brasiliano:
“Non siamo alla ricerca di un miracolo. Vogliamo solo vedere se c’è qualcosa che non abbiamo capito. Alcune risposte le abbiamo, altre assolutamente no. Non so fino a che punto ci possano dare delle risposte anche perché non è che lo staff medico del Milan non ci abbia mai pensato, per noi è un mistero. Sicuramente qualcosa è successo ma esattamente cosa non ne ho la più pallida idea”.
Solo pochissimi giorni fa c’era chi ventilava una stagione ormai compromessa, per non dire finita, per il genero di Silvio Berlusconi. E invece atterrato alla Malpensa dopo una settimana a stelle e strisce, pare abbia bevuto una pozione magica rigenerante. E così allo scetticismo prima di partire, Meersseman risponde con un inspiegabile entusiasmo al rientro del giocatore in Italia:
“Pato sta benissimo, sta molto bene e direi che abbiamo trovato le risposte che cercavamo. Se può giocare già martedì con il Barcellona? È pronto, prontissimo e sicuramente sarà a disposizione di Allegri. Dopo il consulto negli Stati Uniti diciamo che si torna a casa con le idee più chiare”.
La domanda a questo punto sorge spontanea: non ci aveva capito niente lo staff medico milanista o negli Usa sapevano di trovare delle risposte che qui in Italia non potevano trovare? Tant’è, la buona notizia per i tifosi milanisti è che Pato è tornato. Contro il Barcellona toccherà a lui martedì prossimo?
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Non è mai stata emergenza vera, di fatto in questa stagione il Milan si è trovato molto spesso a fare i conti con i più svariati infortuni, indisponibilità che hanno dato non pochi grattacapi a Massimiliano Allegri nel momento in cui ha dovuto scegliere le varie formazioni da schierare. L’ultimo ko in ordine di tempo è quello del terzino Ignazio Abate che quest’oggi si è sottoposto a specifici esami strumentali per problemi muscolari i quali hanno decretato “un risentimento muscolare alla coscia destra“. Il motorino dell’out di destra rossonero sarà costretto a saltare sicuramente la trasferta di Parma sabato alle 18, la partita di ritorno delle semifinali di Coppa Italia a Torino contro la Juve e la gara di campionato in casa contro la Roma. Non è esclusa un’assenza del laterale avellinese anche in Champions nel match di andata dei quarti di finale.
Ancora fuori Nesta e con Mexes squalificato, Allegri dovrà dunque ancora una volta ridisegnare la difesa che manderà in campo contro il Parma di Giovinco e Floccari: con molta probabilità Daniele Bonera scalerà a destra con Mario Yepes che affiancherà Thiago Silva al centro e Gianluca Zambrotta a sinistra; in alternativa lo stesso Zambrotta al posto di Abate, Bonera rimane al centro e a sinistra stazionerà Djamel Mesbah. Il Diavolo dunque prende atto di questa nuova indisponibilità anche se può rincuorarsi appurando che Clarence Seedorf e Alexander Merkel hanno ripreso ad allenarsi col gruppo, mentre pare totalmente recuperato Alberto Aquilani. Da valutare le condizioni di Robinho alle prese con una lieve distorsione alla caviglia destra, rimangono fuori i lungodegenti Alexandre Pato, Rodney Strasser, Kevin Prince Boateng, Gennaro Gattuso, Mathieu Flamini e Antonio Cassano, oltre al già citato Nesta.
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Milan e Inter pagano duramente l’impegno infrasettimanale di Champions League. Entrambe le squadre dovranno infatti fare a meno di una pedina fondamentale della difesa: Alessandro Nesta per i campioni d’Italia in carica e il brasiliano Lucio per i rivali cittadini. Il rossonero era stato costretto a lasciare il campo a metà della ripresa dell’incontro perso per 3-2 contro il Barcellona a causa di un forte dolore all’anca destra. La diagnosi ha evidenziato una distrazione del muscolo otturatore interno, a causa della quale sarà costretto ad almeno un mese di stop.
Leggermente meno grave invece l’infortunio del sudamericano, colpito da dolori muscolari al termine della trasferta sul terreno del Trabzonspor, che ha regalato agli uomini di Ranieri la qualificazione e il primo posto nel proprio girone della massima competizione continentale. Per lui si tratta di uno stiramento di secondo grado all’adduttore della gamba sinistra, che oltre al match in programma domenica pomeriggio a Siena, decisivo per le ambizioni dei nerazzurri di riavvicinarsi alle zone alte della classifica, dovrà saltare almeno altri due incontri di campionato.
Roma - Milan 2-3 | Video Gol e Highlights Serie A
29 Ottobre 2011 - Il Milan va, vince ancora, ed è in testa alla classifica a quota 17 in attesa della gara della Juventus e dei risultati delle partite di domani. I rossoneri sono nuovamente tornati a dettare legge su tutti i campi, anche vincendo usando quel pizzico di cinismo tipico delle grandi squadre che alla Roma di Luis Enrique manca ancora nonostante tanta buona volontà e l’impeto della squadra tanto giovane quanto immatura.
All’Olimpico torna decisivo Zlatan Ibrahimovic, anche come uomo gol, con una doppietta fondamentale per il successo dei ragazzi di Allegri. Lo svedese apre le marcature al 17′, ma la reazione giallorossa c’è e si concretizza con il pari di Burdisso sugli sviluppi di un calcio d’angolo. La Roma è distratta dietro e dopo appena due minuti concede il nuovo vantaggio a Nesta, lasciato solo al limite dell’area piccola. Nella ripresa i giallorossi si riversano in avanti, ma Abbiati è attento quando arrivano conclusioni dalle sue parti e la retroguardia della Roma si dimostra nuovamente fragile consentendo al Milan di allungare. Il finale è ravvivato dal gol di Bojan, lesto ad approfittare di una respinta corta di Abbiati su tiro di Lamela, ma il pari non arriva.
Roma - Milan 2-3: Le foto della partita




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Il suo rinnovo di contratto è stato in dubbio fino al 18 maggio scorso quando Alessandro Nesta ha deciso di continuare a giocare almeno ancora per un altro anno. In pochi avrebbero scommesso ancora su di lui dopo la stagione 2008/2009 nella quale a causa di una protrusione discale stette fermo ai box per tutta la stagione esordendo solo nell’ultima giornata di campionato contro la Fiorentina. Anche se il fisico non gli consente più di giocare ogni tre giorni senza staccare la spina, il suo contributo è stato determinante per i rossoneri che nel girone di ritorno hanno subito solo 7 reti in campionato. Uno scudetto meritato sul quale secondo Nesta c’è la firma di Massimiliano Allegri:
«La società ha speso tanto e ha comprato giocatori importanti. Avevamo un gap importante nei confronti dell’Inter. L’anno scorso non avremmo mai potuto competere con loro perché erano più forti di noi. Quest’anno il Milan ha investito molto, loro sono un po’ calati e alla fine credo sia stato uno Scudetto meritato perché siamo stati sempre in testa e abbiamo vinto gli scontri diretti con Inter e Napoli. Allegri è stata una novità. Questa squadra aveva bisogno di un cambiamento per ritrovare anche le motivazioni. Allegri è arrivato con molta umiltà, mettendo delle regole, facendosi rispettare. Poi, credo abbia fatto anche un grande lavoro tattico, inserendo i nuovi nel modo giusto. L’importanza di Allegri in questo Scudetto è notevole».
Adesso la società vuole tornare a vincere anche in Europa e questo è il sogno anche di Nesta che in carriera ha già vinto due Champions League. Per riuscire a farlo però alla squadra manca ancora qualcosa e la società sta già lavorando in tal senso.
«Bisogna comprare qualche campione importante, ci vuole qualcosa in più perché in questo momento dobbiamo confrontarci con Barcellona e Real Madrid che sono squadre piene di campioni. Penso che il Milan abbia le idee chiare e punterà a quello».
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Andrea Pirlo non vestirà la maglia del Milan la prossima stagione. Intervistato da Sky all’ingresso della sede rossonera in via Turati ha dichiarato: “Sono qui per i saluti. Sono stati 10 anni indimenticabili quelli vissuti al Milan. E’ stata una decisione consensuale. Non ho parlato con la Juve“. Arriva, un po’ a sorpresa, invece, il rinnovo per Alessandro Nesta, dopo le incomprensioni degli ultimi mesi tra il difensore e la società milanese. Nesta ha prolungato fino al 30 Giugno 2012 il suo rapporto con i rossoneri.
La giornata di rinnovi e addii non termina qui. Filippo Inzaghi resterà per un’altra stagione al Milan, fino al compimento del 39esimo anno di età. Le parole dell’attaccante subito dopo la firma del contratto: “La mia carriera finirà per fortuna al Milan. È la cosa migliore per tutti dopo quello che c’è stato in questi anni. La serata della partita contro il Cagliari è stata meravigliosa, mai avrei pensato di andare via da questa squadra. Io non ho mai avuto dubbi e la società si è comportata in maniera esemplare”.
Pippo parla anche dell’addio di Pirlo:
“Alla mia età contano di più l’affetto e la stima dei dirigenti e dello stadio, qualcosa che mi ripaga dei sacrifici fatti. Non è stato mai un problema economico, con Galliani sapevo che avremmo ottenuto un’intesa. Sono molto felice, la mia carriera si chiuderà qui e penso che sia giusto così. Pirlo? Ho dato la precedenza a lui non avevo grosse pretese. Mi spiace che se ne vada, lui era arrivato con me nel 2001, è un grande giocatore e un grande uomo, però la vita va avanti anche se ci mancherà molto. Ognuno fa le sue scelte. Pirlo non ha bisogno di consigli perché farà bene, speriamo che arrivi secondo. Ultimo anni da giocatore? Devo prima guarire dall’infortunio se starò bene non mi porrò limiti, perché gli unici limiti che mi pongo sono di stare bene ed essere importante per la squadra”.

A fine partita esplode la gioia di tifosi e giocatori del Milan. Thiago Silva, uno dei migliori calciatori della stagione milanista, dice: “E’ stato un campionato difficile, molto competitivo. La squadra, tutta la squadra ha fatto un lavoro grandissimo e abbiamo conquistato il nostro obiettivo. Adesso festeggiamo e poi sogniamo il prossimo anno di vincere la Champions League“.
Dello stesso tenore Alessandro Nesta: “Siamo stati in testa tutto l’anno perciò era normale che arrivassimo primi. Abbiamo 8 punti di vantaggio sulla seconda e quindi ce lo siamo proprio meritato. A chi lo dedichi? Lo dedico alla mia famiglia: genitori, moglie e figli. Gli uomini Scudetto? Thiago Silva e Ibra”. Pato, accompagnato a Roma dalla “sua” Barbara Berlusconi, afferma: “E’ una grande emozione. E’ la prima volta che vinco il campionato al Milan e adesso voglio solo festeggiare.”








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