Non conosce sosta la marcia dello Zenit San Pietroburgo che sta letteralmente divorando la Premier League russa: ieri al Petrovsky Stadium la squadra di Spalletti ha vinto lo scontro diretto contro il Rubin Kazan, un 2-0 senza appello che ha lanciato definitivamente in vetta gli azzurri della Gazprom. I due gol decisivi per la vittoria sono stati siglati da Aleksandr Kerzhakov, l’ex Siviglia che con la doppietta di ieri ha raggiunto quota 4 gol in stagione; al primo posto nella speciale classifica marcatori interna della squadra il portoghese Danny, con 5 marcature.
Ora la squadra del tecnico di Certaldo è a quota 39 punti, praticamente in quindici partite ne ha vinte 12 e pareggiate tre, senza perdere mai; col successo di ieri sono 9 le vittorie consecutive, mentre 10 i punti di vantaggio sulla più diretta inseguitrice, proprio il Rubin ieri mandato al tappeto (ma una vittoria del CSKA contro lo Spartak manderebbe i primi a -9, comunque un margine rassicurante). Venticinque le marcature in 15 turni di campionato, appena 6 i gol subiti da Vyacheslav Malafeev, praticamente lo Zenit sta schiacciando i sassi.
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Dopo Carlo Ancelotti, ecco altri allenatori italiani che vincono all’estero nel week-end: stiamo parlando di Andrea Mandorlini e Luciano Spalletti, due vecchie (ma neanche tanto) conoscenze del nostro calcio che si sono messi alla prova in terre lontane, rispettivamente a Cluj (Transilvania) e San Pietroburgo (la Russia di Dostojevski). Partiamo col primo che sabato si è laureato campione di Romania dopo aver rilevato la squadra a metà del novembre scorso: successore del portoghese Antonio Oliveira, il tecnico ex Siena e Atalanta aveva comunque preso in mano una squadra prima in classifica (il suo predecessore aveva rescisso per divergenze con la società), ma è stato abile a non abbassare la guardia e a laurearsi campione con due giornate di anticipo.
Ieri la vittoria contro l’Internaţional Curtea de Argeş, un 2-1 comunque sofferto: in vantaggio con Bud, pareggio al 18° della ripresa degli ospiti con Apostu; gol vittoria di Ciprian Deac e Unirea Urziceni distaccata di sei punti. Ora per il Cluj la possibilità di vincere anche la Coppa di Romania, con la sfida del 26 maggio all’SC Vaslui, un double che bisserebbe quello del 2008 quando la società conquistò entrambi i titoli e partecipò poi alla Champions. Ottimo connubio per la società transilvana quello con gli italiani (ricordiamo Bergodi e Trombetta e la vittoria all’Olimpico di Roma contro i giallorossi in Coppa Campioni): oltre a Mandorlini e al suo staff, anche se non titolari giocano nei granata il difensore Felice Piccolo e i centrocampisti Roberto De Zerbi e Davide Bottone.

Dopo le indiscrezioni circolate negli scorsi mesi, ecco che a campionato russo concluso arriva la conferma ufficiale, Luciano Spalletti è il nuovo allenatore dello Zenit San Pietroburgo. Il tecnico di Certaldo firmerà un contratto triennale da 4 milioni di euro a stagione, prenderà il posto di Anatoly Davydov, già sostituto dell’olandese Dick Advocaat dallo scorso ottobre, al russo è stato comunque proposto di rimanere nello staff tecnico della società. La notizia arriva direttamente dal sito ufficiale della società che attraverso un comunicato informa che l’italiano è stato scelto all’unanimità dal consiglio di amministrazione.
Sarà di Spalletti il compito di riportare il titolo di campioni di Russia a San Pietrobrugo dopo che per due anni se lo sono aggiudicato quelli del Rubin Kazan, al toscano viene inoltre chiesto di riportare la squadra ai successi europei delle stagioni passate. Non solo risultati pratici comunque, la società infatti gli chiede di fare da collante tra la prima squadra e le giovanili con il preciso compito di scoprire e lanciare i giovani talenti locali.
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Lo scorso luglio erano circolate alcune voci che volevano Luciano Spalletti in trattativa con lo Zenit San Pietroburgo, il tecnico di Certaldo era ancora l’allenatore della Roma e aveva bollato come illazioni le notizie che circolavano soprattutto tra fonti di informazione russe. Sono passati tre mesi da allora, Spalletti, sostituito da Ranieri, non guida più i giallorossi e le voci a proposito dell’interessamento russo tornano alla ribalta. Questa volta però non sono solo pettegolezzi, l’italiano e lo Zenit sono vicinissimi e presto potrebbe arrivare la firma di un contratto.
Ieri l’allenatore toscano è volato a San Pietroburgo, in compagnia del suo avvocato e di Daniele Baldini, suo affezionato collaboratore, con un volo privato messo a disposizione dalla società russa. Poi c’è stato l’incontro con il ricco presidente dello Zenit e della Gazprom Aleksandr Dyukov per discutere i dettagli di un contratto milionario. Secondo alcune fonti a Spalletti sarebbe stato offerto un triennale da oltre tre milioni di euro all’anno, ma c’è chi parla anche di quattro, l’allenatore italiano avrà il compito di rilanciare le ambizioni del club già vincitore della Coppa Uefa e della Supercoppa Europea.
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Con le partite di ieri sera si è chiusa la fase degli spareggi di Europa League e non sono mancate le sorprese. La più clamorosa è l’eliminazione dello Zenit St.Pietroburgo, squadra nella quale milita l’ex granata Alessandro Rosina, che solo nel 2008 si era aggiudicato la competizione e aveva trionfato in supercoppa europea. La sfida contro il Nacional è terminata con un pareggio interno per 1-1 dopo la sconfitta per 4-3 subita in Portogallo. Altra squadra che lascia anzitempo la competizione contro i pronostici della vigilia è l’Aston Villa che non riesce a superare il Rapid Vienna, nonostante la vittoria casalinga per 2-1, a causa della sconfitta dell’andata per 1-0.
Non sono mancate le goleada in questo spareggio. La Roma ha vinto all’olimpico per 7-1 contro il Kosice (Foto), il Villareal ha battuto 6-1 gli olandese del Nac Breda dopo la vittoria per 3-1 dell’andata e il Basilea ha infierito sugli azeri del Baki con un 5-1. Passa il turno anche la Dinamo Bucarest che aveva perso a tavolino 3-0 la gara d’andata in casa a causa dei disordini dei suoi tifosi, ma è riuscita ad imporsi per 0-3 sul campo dello Slovan Liberec nei tempi regolamentari, pareggiando così il conto, e poi ha vinto ai rigori 9-8. Questa mattina alle 12:45 a Montecarlo si terra il sorteggio per comporre i gironi di Europa League.
Tutti i Risultati:
FC Shakhtar Donetsk - Sivasspor 2 - 0
FK Aktobe - Werder Bremen 0 - 2
FC Amkar Perm - Fulham FC 1 - 0
FK Qarabağ - FC Twente 0 - 0
Hapoel Tel-Aviv FC - FK Teplice 1 - 1

Arrivato sulle sponde della Neva appena una settimana fa, incassate le critiche del suo nuovo allenatore Dick Advocaat con tanto di chiarimento successivo, ieri Alessandro Rosina ha potuto già provare la sensazione di calcare il prato del Petrovskiy negli ottavi di finale di Coppa di Russia, avversario il Nizhniy Novgorod (squadra del massimo campionato russo ma che naviga nei bassifondi della classifica): ebbene, l’ex torinista non poteva immaginare esordio migliore con la maglia dello Zenit San Pietroburgo. Giocate di gran classe, tutto il suo repertorio condensato in 70 minuti, lo stadio che gli tributa la prima standing-ovation, soprattutto un gran bel gol (Video del gol di Rosina).
Dopo cinque minuti subito un cucchiaio da fuori area che per poco non è entrato, per il resto sponde puntuali e tanta personalità; come al 39° quando Rosina ha fatto centro: ha raccolto una sponda di Kornilenko, ha messo giù il pallone disorientando con un veloce gioco di gambe l’avversario e in contro tempo ha tirato di destro beffando il portiere avversario. Nella ripresa ancora buone trame per l’italiano sotto il cielo pulito di San Pietroburgo e i 18 gradi °C di temperatura: ha sfiorato la doppietta, alla fine è stato sostituito da Fayzulin meritandosi gli applausi dei suoi nuovi tifosi. Lo Zenit ha poi vinto 2-1, ma solo ai supplementari.

Alessandro Rosina è sbarcato a San Pietroburgo, ha apprezzato le placide rive della Neva e si è dato alla stampa russa per presentarsi ai suoi nuovi tifosi dello Zenit: “Le prime impressioni sono molto positive. La città è davvero bella come si dice, il club è organizzato ed ora spero di aver successo qui. Ho visto lo Zenit giocare in Coppa Uefa e nella Supercoppa Europea, e su Sky in qualche match del campionato russo: è una squadra che gioca un gran calcio, piacevole da vedere. Ho inoltre notato che lo stadio è sempre pieno“. Felice l’ex torinista, chissà che faccia avrà fatto quando invece ha appreso le parole del suo nuovo allenatore Dick Advocaat.
L’olandese se n’è uscito con dichiarazioni davvero poco carine: “Sono molto deluso. Avevo detto ai miei dirigenti che ci servono due o tre attaccanti di classe e loro invece mi prendono Rosina. Non so più cosa fare, è la prima volta nella mia vita che prendono un giocatore senza il mio consenso, e che anzi un calciatore viene preso contro la mia volontà” ha detto inopportunamente il prossimo ct del Belgio che, infatti, fra pochi mesi dovrebbe lasciare il proprio incarico sulla panchina dei russi. La colpa di questa situazione, a suo dire, è del nuovo ds Igor Korneev: “È arrivato allo Zenit da una settimana e già fa le cose senza consultarmi“.
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La prossima stagione Alessandro Rosina non giocherà nel Torino: manca l’ufficialità ma può già annunciarsi il passaggio dell’ormai ex capitano granata ai russi dello Zenit San Pietroburgo. Sulle rive della Neva hanno fatto le cose per bene: il ds Korneev ha avviato i dialoghi col procuratore del giocatore Bozzo, poi la società ha pensato di contattare Cairo con un offerta da prendere o lasciare. Quasi otto milioni di euro (di cui 500mila devono andare al Parma per il regolamento Fifa che prevede un contributo di solidarietà alle società che hanno formato ed educato il giocatore dal 12° al 23° compleanno), il presidente del Toro ci ha pensato a lungo, anche perché è nota la predilezione di Cairo per il “suo” numero 10.
Pur tuttavia di questi tempi otto milioni sono una bella cifra, mentre a Rosina andranno quasi 2 milioni netti all’anno per quattro stagioni, più altri benefit a seconda dei risultati (così come lo Zenit in caso di vittorie o qualificazioni prestigiose dovrà donare ulteriori soldi al Torino). Lo stesso giocatore s’è detto entusiasta della nuova meta: “Sì, giocare le coppe europee è importante per me e poi vado in una città bellissima” ha dichiarato in giornata. Nei giorni scorsi s’era parlato di Lokomotiv Mosca e Stoccarda su di lui, con accostamenti anche al Napoli: lui però voleva solo lo Zenit e il club russo ci ha creduto più degli altri. Già domani potrebbe arrivare l’ufficialità.
Durante la seduta di allenamento di ieri, si sono veriticati degli screzi tra il capitano del Torino, Alessandro Rosina, e alcuni tra i tifosi radunati sugli spalti, ai quali il giocatore ha reagito, isultandoli pesantemente, dopo che lo avevano preso di mira imputandogli scarso impegno nel corso degli esercizi di preparazione. In seguito allo spiacevole episodio, il preparatore atletico Montesanto è stato costretto a spostare la squadra dall’altra parte del campo, prima che la situazione venisse risolta dal tecnico Colantuono, coinvolgendo i supporters dissidenti in un’animata conversazione protrattarsi per circa mezz’ora. Il fantasista ha poi dichiarato a questo proposito ai microfoni della stampa:
Io non dovevo chiarirmi proprio con nessuno. Come non aspettavo le loro scuse, così non ho chiesto scusa a loro. Posso anche capirli, è giusto prendersela con noi, siamo retrocessi, siamo in torto: ma così no. Un conto è la critica, un altro l’offesa o l’accanimento persecutorio. Ormai sono un bersaglio, pizzicano Rosina, non il capitano: a prescindere. A Torino sto bene, c’è tanta gente che mi rispetta e che mi giudica con equilibrio: per loro darò sempre tutto me stesso. Ma chi non dà rispetto, non lo merita: quindi lo rifarei e se succederà un’altra volta lo rifarò. Se a offendere sono in cento o in mille, per forza devi stare zitto. Ma quando è uno solo o sono in due, perché tacere? Io ho reagito per tutelare tutta la squadra, non solo me stesso. Certo che mi sento ancora il capitano: sinché i compagni e le persone che lavorano nel Toro mi danno fiducia, io continuerò a esserlo. Questa maglia me la sento addosso: come il presidente, sì.

Nelle partite di fine stagione spesso le motivazioni differenti delle squadre fanno scaturire risultati che qualche giornata prima non sarebbero successi: come è possibile che il Torino, mai vittorioso in trasferta quest’anno, espugni il San Paolo (teatro delle capitolazioni di Inter e Juve)? O che la Reggina metta sotto un Cagliari, di solito sempre battagliero? I complottisti avranno da ridire anche quest’anno, certo è che le tre sfide “calde” per non retrocedere quest’oggi sono state belle e spettacolari, non propriamente “pilotate“. Partiamo proprio dal Toro che se ha portato a casa i tre punti deve ringraziare san Sereni.
Sotto di un gol a fine primo tempo (rete di Pià al primo tiro in porta per i partenopei), nella ripresa i granata hanno tentato in tutti i modi di ribaltare il risultato: ok, è vero, la marcatura di Cannavaro sul gol del pari di Bianchi era alquanto leggerina, ma è pur vero che la punizione dell’1-2 di Rosina è stata davvero bella. Mannini, esterno dei partenopei, è stato l’ultimo ad arrendersi: suo il tiro che ha impegnato Sereni (con Datolo e Denis incapaci di metterla dentro sulla respinta), suo il cross che ha chiamato il portiere torinista a un altro grande intervento. E ancora Sereni ha compiuto alla scadere un miracolo sulla deviazione di Stellone nella propria porta.
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