Highlights Bayer Leverkusen - Bayern Monaco 2-0 | Video Gol Bundesliga
3 Marzo 2012 - Rovinosa caduta per il Bayern Monaco in Bundesliga. I bavaresi perdono in trasferta a Leverkusen e si ritrovano a -6 in classifica dalla capolista Borussia Dortmund che in contemporanea ha battuto il Mainz per 2 a 1. Un vero e proprio shock per Robben e compagni, partiti decisamente male dopo la lunga pausa invernale del campionato e in affanno anche in Champions League dove hanno perso con il Basilea l’andata degli ottavi.
Nessuno dubita che il Bayern possa superare gli svizzeri al ritorno, o meglio nessuno lo dubitava prima di aver visto ancora una volta la squadra più titolata di Germania stentare sul campo tutto sommato abbordabile del Leverkusen. La squadra “dell’aspirina” vince nel finale con le reti di Kiessling a 10 dalla fine e Bellarabi al 90′. Ora il Bayern rischia di essere sorpassato anche dal Gladbach che rimane a -1, ma è impegnato domani nel posticipo.
Highlights Bayer Leverkusen - Barcelona 1-3 | Video Gol Champions League
14 Febbraio 2012 - Il Barcellona ha già risolto, almeno sulla carta, la pratica Bayer Leverkusen. Basta la partita d’andata in trasferta per mostrare quella superiorità, soprattutto per quanto riguarda il reparto offensivo, fra i tedeschi e i catalani. Dopo un primo tempo un po’ sonnacchioso, ma comunque chiuso dai blaugrana in vantaggio grazie al primo gol della serata di Alexis Sanchez su assist di Messi, la ripresa si accende.
Il Leverkusen, una volta subito il gol, comincia ad avere poco da perdere e comincia a sbilanciarsi in avanti ed effettivamente qualche risultato arriva. Kadlec riesce a segnare il pareggio a casa in un’azione un po’ confusa, ma diventano tante le occasioni da gol per il Barca. Un paio di minuti dopo il pari Fabregas serve un assist geniale ancora per Sanchez che si sblocca in Champions facendone due in una sola partita. I tedeschi vengono fermati da un palo che sarebbe valso una nuova parità, ma è l’ultima chance che riescono a costruire. Il Barca con i suoi piccoli giocatori tecnici prende il sopravvento, Messi viene fermato dal palo esterno dopo un tunnel spettacolare ma ha la possibilità di rifarsi nel finale sull’assist di Dani Alves. Il ritorno sarà una formalità.

Il litigio di ieri pomeriggio a Trigoria tra Luis Enrique e David Pizarro (il cileno ha abbandonato anzitempo l’allenamento nonostante i richiami del tecnico asturiano) è un ulteriore indizio, e cioè che il centrocampista è ormai promesso sposo della Juve. Se poi nella rosa della Vecchia Signora c’è un connazionale di Arturo Vidal ed è appena arrivato un tuo ex compagno di squadra alla Roma come Marco Borriello, allora gli indizi diventano così tanti che fanno quasi una prova. C’è di più, perché il succitato Vidal sponsorizza il club bianconero e non può che far venire l’acquolina in bocca ad un Pizarro ad oggi utilizzato col contagocce di Luis Enrique, anche se a Torino avrà Andrea Pirlo avanti a sé:
“È un giocatore molto bravo, non ci siamo sentiti in questi giorni, ma se me lo chiedesse gli direi di venire nella Juve. Qui c’è grande allegria, è difficile trovare un clima più sereno in una squadra. Sono stato accolto benissimo e ormai a Torino mi sento a casa. In Italia mi trovo molto bene e con la mia famiglia ho visitato Milano, Genova e altre città. E Torino la conosco benissimo”.
Per niente turbato dalle vicissitudini che l’hanno interessato negli ultimi due mesi, Arturo Vidal è raggiante e felice dell’esperienza che sta vivendo in Piemonte e da Dubai non si nasconde:
“Non so se quello della Juve è un centrocampo al top in Europa, dovete dirmelo voi. Ma di sicuro è forte, e io nella linea a tre di Conte mi trovo perfettamente a mio agio. A me piace molto il centrocampo del Barcellona e del Real Madrid, ma non va sottovalutato nemmeno quello dell’Udinese. La Serie A? Rispetto alla Bundesliga le difese sono più forti ed è più facile che una piccola squadra batta una grande. Con il Bayer Leverkusen succedeva raramente di soffrire in provincia. Segno di meno, ma il gol non mi manca: certo mi piacerebbe farne di più, ma la cosa principale è che vinca la squadra”.
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Che succede in casa Chelsea? Lo squadrone di Abramovich, ambizioso come sempre e sempre alla caccia della prima storica Champions League, in Premier League sta andando piuttosto malino: lo dicono i numeri che recitano impietosi 22 punti in 12 partite, quinto posto e già -12 dalla capolista Manchester City a metà novembre, con 4 ko dall’inizio dell’anno; ma a far preoccupare è anche la tenuta difensiva dei Blues che hanno già subito la bellezza di 17 gol, quando al primo anno a Stamford Bridge José Mourinho incassò, in tutta la stagione, appena 15 reti. Ma sono gli ultimi 360 minuti a far scattare l’allarme rosso in casa Chelsea: 4 partite e 3 ko in campionato, di cui 2 interne nelle prestigiose sfide contro Arsenal (3-5) e Liverpool (1-2), senza contare quella nel derby contro il Queens Park Rangers per 1-0.
Proprio in quell’occasione André Villas Boas se la prese col direttore di gara e dopo qualche settimana è scattata la multa per il tecnico lusitano: la Football Association non ha fatto sconti, l’allenatore del Chelsea ha da pagare 12mila sterline. Piove sul bagnato per l’ex condottiero del Porto, giunto a Londra per la bellezza di 15 milioni di euro (cifra record per un allenatore) ma incapace ad oggi di far rendere al meglio una squadra comunque infarcita di campioni, partita ad agosto con l’obiettivo minimo di competere su tutti i fronti. Tre anni di contratto a otto milioni netti (sedici lordi) all’anno, una difesa composta da nomi altisonanti come Ivanovic, David Luiz, Terry e Ashley Cole, senza dimenticare i vari Bosingwa, Alex e Paulo Ferreira; eppure in seno al club in maglia blu sta iniziando a circolare un pensiero maligno ma insistente: e se Villas Boas, anche detto lo Special Two, non fosse l’uomo giusto?
Fra poche ore l’ex commissario tecnico delle Isole Vergini vivrà 90 minuti molto molto importanti: la difficilissima trasferta di Champions League alla Bayer Arena di Leverkusen. In Champions il Chelsea è primo con 8 punti, tallonato però da Bayer e Valencia che inseguono rispettivamente a 6 e 5; nella massima competizione continentale i Blues hanno ottenuto due vittorie casalinghe e due pari, uno al Mestalla e uno sul campo del Genk. Ovvio che per risollevare l’ambiente sarebbero un toccasana i 3 punti ma nella conferenza stampa della vigilia al portoghese sono state fatte domande più che sulla sfida in terra tedesca, sui continui ko della sua squadra:
“Stavamo giocando benissimo fino alla partita con il QPR (il 23 ottobre scorso, ndr). Da quel momento non si può dire che il Chelsea abbia giocato male, ma si può dire che il Chelsea ha perso; siamo felici per come stiamo giocando, la filosofia è l’ultima cosa da cambiare. Questi giocatori hanno grande talento ma abbiamo bisogno di fiducia, efficacia e continuità”.
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Questa sera il Chelsea debutterà in Champions League contro il Bayer Leverkusen allo Stamford Bridge, partita inserita nel Gruppo E in cui sono presenti anche Valencia e Genk; la vigilia del match è stata scossa da una piccola polemica a distanza tra Fernando Torres e André Villas Boas, dal momento che lo spagnolo, abulico come non mai fino ad ora coi Blues (22 presenze e 1 gol, quello nel video contro il West Ham in aprile), in un’intervista rilasciata in Spagna e riportata dal Daily Mail avrebbe accusato i compagni e la squadra in generale se sembra un lontano parente del El Niño ammirato con Atletico Madrid e Liverpool:
“Quando ho cambiato squadra, sapevo che il processo sarebbe stato lento, ma non mi aspettavo che lo fosse così tanto. Il Chelsea, tra le squadre inglesi, è il meno inglese. Questo per via del tipo di giocatori che ha: più vecchi, che giocano veramente lenti, con tanto possesso palla. Ma la società sta cercando di cambiare questa mentalità. Quando la squadra capirà le idee del nuovo allenatore, che vuole un calcio più verticale e dinamico, tutto andrà meglio”.
Chiaro che Fernando Torres si sia trincerato dietro un “hanno travisato le mie parole e sicuramente sbagliato la traduzione“, fatto sta che le parole riportate sui tabloid d’Oltremanica hanno fatto molto discutere, per cui inevitabile è stata la domanda sulla faccenda al tecnico lusitano del Chelsea nella conferenza stampa pre Bayer:
“Andremo a fondo per ottenere la registrazione dell’intervista. Vedremo se le cose sono come sembrano. Ogni giocatore la pensa a modo suo e nel caso specifico non penso sia un punto di vista condivisibile.Alle volte posso anche non condividere le idee dei miei giocatori”.
In ogni modo per Torres si prospetta una bella multa e, come accaduto sabato scorso a Sunderland, la panchina contro le aspirine.

Domani comincia la 49esima stagione di Bundesliga, un campionato che negli ultimi anni ha saputo crescere esponenzialmente: stadi funzionali e pieni all’inverosimile, squadre sempre più competitive, fair-play (sia quello in campo che quello finanziario) e più di un occhio di riguardo per i giovani. Non a caso l’anno scorso ha vinto il Borussia Dortmund che ha letteralmente dominato grazie alla sua banda di giovanotti terribili, tutti rimasti in Westfalia ad esclusione del fantasista Sahin che alla fine si è accasato al Real Madrid; anche per logica sono i gialloneri la squadra da battere (da riportare l’arrivo di Perisic dal Bruges, centrocampista offensivo col vizio del gol), ma occhio al Bayern Monaco che due campionati di fila raramente li stecca.
A Monaco di Baviera è stato fatto di tutto per allestire una squadra macina sassi: oltre ad aver mantenuto tutte le stelle, giovani e meno giovani, tedesche e straniere, i bavaresi hanno puntellato la rosa con Neuer in porta e Boateng in difesa, Petersen in attacco (capocannoniere l’anno scorso della Serie B tedesca col Cottbus) e soprattutto Jupp Heynckes, una vecchia volpe che benissimo ha fatto col Bayer Leverkusen ma che in passato ha vinto anche una Champions (col Real nel 1998) oltre a due titoli tedeschi proprio con il Bayern. Poi ci sono tutte le altre: dal Wolfsburg di Magath che ha ancora a che fare con la grana Diego, allo Stoccarda che cerca il riscatto dopo una sciagurata stagione; e ancora lo Schalke 04 di Raul e Huntelaar, l’Amburgo di Elia, Jansen e Guerrero, ma occhio alle outsider di sempre (l’anno scorso ottime Magonza e Hannover) oltre alle sempre temibili Werder Brema e Bayer Leverkusen.
Questo il quadro della prima giornata, ricordiamo che le neo-promosse sono due: l’Hertha Berlino e l’Augsburg.
VENERDI’
Borussia Dortmund - Amburgo ore 20.30
SABATO
Werder Brema - Kaiserslautern ore 15.30
Hannover 96 - Hoffenheim ore 15.30
Stoccarda - Schalke 04 ore 15.30
Colonia - Wolfsburg ore 15.30
Augsburg - Friburgo ore 15.30
Hertha Berlino - Norimberga ore 18.30
DOMENICA
Mainz - Bayer Leverkusen ore 15.30
Bayern Monaco - Moenchengladbach ore 17.30

Karl-Heinz Rummenigge, presidente del Consiglio di Vigilanza del Bayern Monaco, riprende la polemica iniziata qualche giorno fa dal presidente del club bavarese Uli Hoeness, l’argomento è sempre lo stesso: il trasferimento di Arturo Vidal alla Juventus. I tedeschi erano molto interessati a questo giocatore e a quanto pare avevano raggiunto un accordo di massima con il suo agente. Poi nella trattativa si sono inseriti i bianconeri e, come sappiamo, il cileno è sbarcato a Torino, firmando un contratto che lo legherà alla vecchia signora per cinque anni.
Hoeness alla Bild aveva attaccato duramente Fernando Felicevich, procuratore di Vidal, arrivando a dire che comunque non aveva ai avuto grossa fiducia in lui in quanto sudamericano. In un’intervista pubblicata oggi da Kicker, l’ex attaccante dell’Inter rincara la dose estendendo la sua offensiva anche alla società di Corso Galileo Ferraris:
“Aveva promesso ripetutamente al presidente che avrebbe firmato con noi, ora vediamo che valore hanno le sue promesse. Se il giocatore avesse mantenuto la sua parola e se avesse mostrato carattere, se fosse un uomo con una morale, allora sarebbe arrivato da noi. Ora Vidal gioca in un club che è come lui, basta guardare la storia giudiziaria della Juventus o, al massimo, i suoi ultimi risultati sportivi”.
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In questo momento Arturo Vidal sta sorvolando l’Oceano Atlantico: in serata è atteso a Torino, domani visite mediche, quindi il cileno apporrà la firma sul contratto quinquennale già pronto nelle stanze juventine di Corso Galileo Ferraris; presumibilmente, poi, gli verranno concesse un paio di settimane di assoluto relax. Il nuovo mediano della Juve è stato acquistato, come è noto, dal Bayer Leverkusen per circa 10,5 milioni di euro, a lui invece annualmente saranno accreditati 2,5 milioni sul suo conto in banca; e per festeggiare l’esito positivo della transazione, Vidal ha pronunciato le prime parole da giocatore bianconero:
“Sono felice, è una grande opportunità. È un passo importante nella mia carriera. L’esperienza maturata in Germania mi sarà molto utile anche in Italia, mi sento pronto per questa avventura: la Juventus per me è una grande opportunità. C’erano diversi club che mi volevano. Il Bayern c’è sempre stato, ma il Leverkusen non voleva vendermi in Germania. Con la Juve, invece, non c’è stato nessun problema”.
Fin qui tutto bene, peccato che dietro a questo affare di mercato ci sia una squadra, il Bayern Monaco, che non l’ha presa affatto bene; a quanto pare i bavaresi avevano un accordo verbale sia col giocatore che col suo agente Fernando Felicevich, ma come riferito alla Bild dal presidente del club Uli Hoeneß non è stato per niente rispettato:
“È stato rotto un patto. In realtà non ho mai fatto molto affidamento sulla parola. Era coinvolto nell’operazione un agente sudamericano, quindi non avevo grandi speranze che la parola contasse qualcosa. Sono passati soldi da una parte all’altra del tavolo e questo ha cambiato la situazione. Ho sempre pensato che ci fossero meno di 50 possibilitá su 100. Ho pensato: se va bene, è positivo. Altrimenti, va bene lo stesso”.
In effetti il buon Hoeneß non ha tutti i torti se neanche un mese fa Felicevich prometteva il suo assistito proprio al Bayern (”Naturalmente Arturo vuole andare al Bayern, lo vuole chiunque. Faremo di tutto affinché questo accada“) e il presidente del titolatissimo club tedesco si era pure sbilanciato (”Non andrà né alla Juventus o alla Lazio, né da altre parti. Arturo Vidal verrà al Bayern Monaco. Se non sarà questa, sarà la prossima estate“). Ma il calciomercato non dà mai nulla per scontato: è un gioco sottile e i soldi spostano gli equilibri, molte volte, più che ogni altra cosa.

Niente da fare, Michael Ballack proprio non riesce a venir su dopo il lungo periodo negativo che sta vivendo: carriera prestigiosa ma falcidiata da infortuni e brucianti sconfitte al fotofinish (leggasi anche, finali), il centrocampista teutonico s’era convinto che a 34 anni era ora di ritornare a casa, a Leverkusen, per riprendersi la Nazionale (con annessa fascia da capitano), le emozioni dei novanta minuti e togliersi qualche soddisfazione con le sue amate “aspirine“. Ma questo 2010 evidentemente non sarà da ricordare e a questo punto, per lui, è meglio che finisca in fretta.
Alla vigilia dei Mondiali, durante la sua ultima partita con la maglia del Chelsea (finale di FA Cup contro il Portsmouth), Boateng (il ghanese ora al Milan) gli piomba sulla caviglia, costringendolo a saltare la rassegna iridata in Sudafrica. Tegola pesante, boccone di difficile digestione, ma poi di nuovo Bayer, entusiasmo e il desiderio di guardare avanti: ebbene, sabato scorso contro l’Hannover ancora uno scontro di gioco “fatale“. Sergio Pinto in tackle, per Ballack microfrattura alla testa della tibia sinistra. Gli accertamente diagnostici hanno evidenziato la gravità dell’infortunio, con prognosi che parla, con un po’ di ottimismo, di sei settimane di stop.
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Con le ultime due partite giocate oggi si è chiusa la prima giornata del nuovo campionato di Bundesliga. In programma c’erano le partite Borussia Dortmund - Bayer Leverkusen e Magonza - Stoccarda, entrambe le sfide si sono concluse con il risultato di 2-0. Le Aspirine hanno espugnato il Westfalenstadion del Borussia Dortmund un po’ a sorpresa, con due gol nei primi 45 minuti. Stesso successo, questa volta casalingo, per il Magonza che con un gol per tempo batte lo Stoccarda di Cristian Molinaro.
Protagonisti di giornata in casa Leverkusen sono stati lo svizzero Tranquillo Barnetta e il giovane trequartista brasiliano Renato Augusto che ha raddoppiato tre minuti più tardi. Occasione sprecata per lo Stoccarda che poteva sbloccare la partita dopo appena 19 minuti, Cacau però sbaglia un calcio di rigore e il risultato resta fermo sullo 0-0. Cambia però dopo sette minuti e questa volta in gol ci va il Magonza con il tunisino, nato in Germania, Allagui. Raddoppia nella ripresa l’attaccante danese Rasmussen, arrivato in prestito dal Celtic.
Di seguito tutti i risultati della prima giornata e la classifica completa: