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Lutto per Maradona: muore la madre Dona Tota

pubblicato da vieni_127


Dalma Salvadora Franco aveva 82 anni e in Argentina era famosissima, chiamata affettuosamente Dona Tota: era una donna forte e ironica, amatissima dagli 8 figli che lei aveva amorevolmente tirato su, il quinto dei quali lo aveva chiamato Diego Armando. Dona Tota era la mamma di Maradona, la sua adorta madre (”Lei è il mio amore più grande” andava dichiarando quando gli si chiedeva di lei), Dona Tota si è spenta ieri a Buenos Aires quando, sottoposta a trattamento di dialisi per insufficienza renale, è stata colpita da infarto cardiaco e vani sono stati i 90 minuti di tentativi per rianimarla. Donna forte e sempre in forma, negli ultimi cinque mesi aveva iniziato a perdere colpi ed era già stata ricoverata due volte: a luglio per una infezione respiratoria, quindi poco tempo dopo per il lieve infarto.

Prego Dio affinché non me la porti via” aveva detto Maradona direttamente da Dubai, dove oggi allena la squadra locale dell’Al Wasl; il blocco renale di venerdì però le è stato fatale, complicato da un infarto improvviso che non ha consentito all’ex fuoriclasse argentino di porgere l’ultimo saluto alla madre (quando la signora Dalma si è spenta, lui era in volo). Cordoglio in Argentina con l’ex presidente del Boca Juniors, storica squadra del Pibe de Oro, Mauricio Macri che ha subito rivolto un pensiero all’ex idolo della Bombonera, in più è stato osservato un minuto di silenzio negli stadi, con Maradona che pare sia distrutto dal dolore. La redazione di calcioblog non può che porgere le più sentite condoglianze.

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Video - Emirates Cup 2011: Thierry Henry fa un dispetto ai suoi ex tifosi con i New York Red Bulls

pubblicato da Cesare Rinaldi


Con la seconda giornata di incontri disputatasi oggi all’Emirates Stadium di Londra, si è chiusa l’edizione 2011 del trofeo ospitato dall’Arsenal. Il programma prevedeva due incontri da novanta minuti ieri pomeriggio e altrettanti oggi, oltre ai Gunners padroni di casa quest’anno sono stati invitati Boca Juniors, Paris Saint Germain e New York Red Bulls. A gran sorpresa la vittoria finale è andata proprio ai nordamericani guidati dall’ex Thierry Henry a cui i tifosi di casa hanno dedicato un toccante tributo a fine gara, dimostrazione che dalle parti di Londra il francese ha lasciato un segno profondissimo.

Il torneo si è aperto ieri poco dopo ora di pranzo con la sfida tra New York e Paris Saint Germain. I francesi presentavano fra i pali il nuovo acquisto Sirigu, per il resto hanno optato per un undici abbastanza sperimentale. Ne hanno approfittato gli americani, che pur non avendo Henry in campo, sono riusciti a importi di misura grazie ad un gol di Lindpere nel primo tempo. Nella seconda gara di giornata Arsenal e Boca Juniors hanno pareggiato per 2-2: i Gunners, in vantaggio di due gol (Van Persie e Ramsey i marcatori), si è fatto rimontare nella ripresa dagli argentini che hanno trovato il pari in tre minuti con le reti di Viatri e Mouche.

Ad aprire le danze oggi ci hanno pensato Psg e Boca, con i francesi che a sorpresa hanno strapazzato l’avversario con un netto 3-0. In gol per i parigini Maurice e Hoarau nel corso della prima frazione di gioco, Ceara a dieci minuti dal fischio finale. La sorpresa è arrivata però dal secondo match in programma, quello tra Arsenal e New York Red Bulls. In campo c’era Thierry Henry e i tifosi dei Gunners non potevano non dedicargli un abbraccio calorosissimo. L’ex ha ricambiato propiziando il gol di Bartley che a cinque minuti dalla fine ha pareggiato il vantaggio di Van Persie, regalando la vittoria finale nel torneo proprio ai Red Bulls.

Nella domenica di sport e festa vissuta oggi all’Emirates Stadium c’era anche un pezzettino d’Italia. Prima delle partite l’italianissima Indesit ha presentato la nuova partnership intrapresa con l’Arsenal ma non solo, l’azienda infatti sponsorizzerà anche Paris Saint Germain, Shakhtar Donetsk e Milan. Presente a Londra anche un rappresentante del club rossonero che ha annunciato in anteprima la presenza di quattro calciatori milanisti nelle prossime campagne pubblicitarie del marchio tricolore produttore di elettrodomestici.

Di seguito tutti i gol delle quattro partite di questa Emirates Cup 2011.

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Rivoluzione nel campionato argentino: arriva il super torneo da 38 squadre, fa festa il River Plate

pubblicato da Cesare Rinaldi

river plate

I più maligni potranno pensare che tutti questi cambiamenti hanno un solo obbiettivo: aiutare il retrocesso River Plate a tornare con meno fatica nel calcio che conta. Julio Grondona, presidente dell’Afa, assicura che si tratti di una rivoluzione necessaria che permetterà ai club di raddoppiare le cifre del contratto per i diritti tv. I tifosi già fanno sentire la loro voce sui social network, ma la riforma di oggi è stata votata da 22 aventi diritti su 26. Ora dovrà essere approvata nella prossima riunione il programma il 18 ottobre, se passerà entrerà in vigore dalla stagione 2012/2013.

Ma cerchiamo di capire meglio di cosa si tratta. Attualmente le prime due categorie in Argentina sono composte entrambe da 20 squadre, con questa riforma, in pratica, il massimo campionato e la Primera Nacional si fonderanno per dare vita ad un torneo di 38 squadre. Il vantaggio che ottiene il River Plate è quello di essere sicuro di tornare in massima serie a meno di non piazzarsi in una delle ultime due posizioni della cadetteria (eventualità altamente improbabile), di sicuro obbiettivo più semplice da raggiungere rispetto al cercare di arrivare tra le prime in classifica e poi dover eventualmente spareggiare con le ultime della massima serie. Molti organi di stampa in Italia hanno parlato di ripescaggio dei Millonarios, questo non è vero, la squadra di Matias Almeyda dovrà comunque disputare una stagione in seconda divisione.

Dall’anno prossimo ci sarà la fusione, per ottenere una lega di 38 squadre, divise in due gironi da 19 che rispetteranno criteri geografici. Le grandi nobili del calcio argentino si affronteranno comunque in classiche che saranno interzona, stessa sorte toccherà alle meno importanti, per un totale di 20 partite a testa. Le prime cinque di ogni girone, più altre nove meglio piazzate in una classifica globale andranno poi a far parte della Zona Campeonato, le altre 19 faranno parte della Zona Competencia che invece gareggeranno per non retrocedere.

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Video e Foto Argentina: Velez campione, Palermo dice addio al calcio

pubblicato da Antonio D'Avanzo

A qualche giorno di distanza dall’ultima partita in nazionale brasiliana di Ronaldo, in Argentina, i tifosi del Boca Juniors celebrano Martin Palermo. L’attaccante, in una cerimonia che ha commosso un intero stadio, ha salutato i suoi tifosi nella penultima partita del campionato di Clausura tra Boca e Banfield. Palermo si congeda dal Boca con un curriculum di tutto rispetto: 241 gol tra campionato e coppe, 6 titoli nazionali, 2 Coppe Libertadores, una Coppa Intercontinentale, 2 Coppe Sudamericane e 2 Recope Sudamericane.

Il Velez Sarsfield, nel frattempo, è diventato campione d’Argentina per l’ottava volta. Grazie al successo nel penultimo turno di campionato contro l’Huracan col risultato di 2-0 e alla contemporanea sconfitta casalinga del Lanus contro l’Argentinos Junior, il Velez conquista il campionato di Clausura con una giornata di anticipo avendo quattro punti di vantaggio sugli avversari (36 a 32). Autori delle reti per il Velez l’uruguaiano Santiago Silva (6′ della ripresa) e David Ramirez su rigore.

Mauro German Camoranesi commenta con un pizzico di amarezza l’epilogo della sua squadra, il Lanus: “Abbiamo fatto un buon campionato, però abbiamo perso la nostra prima partita in casa della stagione. Questo è il calcio”.

Foto: l’addio al calcio di Martin Palermo

Foto: l'addio al calcio di Martin PalermoFoto: l'addio al calcio di Martin PalermoFoto: l'addio al calcio di Martin PalermoFoto: l'addio al calcio di Martin Palermo

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Video Boca-River 2-0 | Derby infuocato, Almeyda scatenato

pubblicato da Antonio D'Avanzo

Come ogni Superclasico che si rispetti tra Boca Juniors e River Plate anche stavolta i colpi di scena, le emozioni e il nervosismo non sono mancati. Il derby è stato vinto dal Boca che al 27′ del primo tempo è passato in vantaggio grazie ad una goffa autorete di Carrizo, portiere del River. I padroni di casa hanno raddoppiato dopo 3 minuti con Martin Palermo, alla sua ultima presenza in un derby perché a fine stagione lascerà il calcio (per lui oltre 230 gol in carriera con la maglia del Boca Juniors).

Nel finale espulsi Clemente Rodriguez per il Boca e Almeyda per il River Plate: quest’ultimo ha baciato la maglia della sua squadra sotto la curva ospite ed ha spintonato i poliziotti prima di uscire dallo stadio. Il River Plate adesso è cinque lunghezze dietro in classifica al Velez capolista mentre il Boca si toglie dalle zone pericolose e adesso è 13esimo a 18 punti in classifica. Alla partita ha assistito anche Roberto Baggio che non ha nascosto ai giornalisti argentini di essere un fan del Boca.

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Sfottò pre derby: Inter Channel rivisita il concetto caro al Milan di "club più titolato al mondo"

pubblicato da Cesare Rinaldi

milan - inter

Sabato sera finalmente Milan e Inter scenderanno in campo per affrontarsi in un derby che potrebbe essere decisivo per il campionato. Nel frattempo, complice anche la sosta per gli impegni della nazionale di Prandelli, la partitissima si sta giocando fuori dal rettangolo di gioco, sul mercato con il contesto Ganso, ma anche sui giornali e gli altri mezzi di comunicazioni, a colpi di dichiarazioni e frecciatine. Non c’è derby che si rispetti se le due parti in causa non si colpiscano anche con sfottò, battutine più o meno pepate che hanno lo scopo di surriscaldare l’ambiente e magari provocare anche l’avversario.

In questo filone si inserisce il servizio andato in onda su Inter Channel, una sorta di indagine alle radici dell’assunto per il quale il Milan sarebbe il “club più titolato al mondo”, definizione tanto amata da Silvio Berlusconi che ha trovato posto anche sulle casacche rossonere. Il canale tematico nerazzurro ha voluto provare a fare chiarezza sul dato, non mancando di ironizzare sulla presunta superiorità dei cugini. La prima domanda a cui rispondere è molto semplice: il Milan è davvero il club più titolato al mondo?

Secondo l’indagine nerazzurra effettivamente la società di Via Turati, con le vittorie del 2007, ha raggiunto quota 18 trofei internazionali, sopravanzando il Boca Juniors di un titolo e appropriandosi del primato. Nel frattempo però la squadra che va di scena alla Bombonera ha conquistato una Recopa Sudamericana, pareggiando di fatto il conto. La definizione più corretta diventerebbe quindi quella di “club più titolato al mondo insieme a pari merito con il Boca Juniors”. Agli interisti viene però il dubbio che nel computo rossonero sia inclusa anche la Mitropa Cup conquistata nel 1982. In tal caso il club di Berlusconi potrebbe ancora fregiarsi dell’appellativo, ovviamente in questa considerazione non manca l’ironia.

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Clamoroso dietrofront: niente Brasile per Muricy, il nuovo ct è Menezes

pubblicato da vieni_127


Nel giro di 24 ore cambia tutto: solo ieri davamo come per sicura l’assegnazione dell’ambita panchina del Brasile a Muricy Ramalho, oggi la Federazione brasiliana ha dovuto prendere atto dell’impossibilità del designato di abbandonare la Fluminense in corsa e così ha dovuto virare sul runner-up, l’allenatore del Corinthians Mano Menezes. Il pasticciaccio del numero uno del movimento calcistico carioca, Ricardo Teixeira, nasce dalla convinzione che, una volta convinto Muricy, non ci sarebbe voluto molto a strapparlo dal club di Rio che allena; ma il presidente della Fluminense ieri, punto nell’orgoglio, ha vietato l’operazione: intransigente Roberto Horcades, che ha confermato i dissapori che da tempo intercorrono tra la sua società e la Federazione. Tutt’altra storia con Andres Sanchez, numero uno del Corinthians, capo delegazione in Sudafrica della Seleçao: seppur a malincuore ha liberato “Mano”.

Ma se perdi domani non sei libero di andare in nazionale” ha scherzato Sanchez nella conferenza stampa di addio del tecnico, che ha così commentato il suo passaggio sulla panchina dei verdeoro: “Sono molto orgoglioso e felice della scelta, ero la seconda opzione ma non tocca a me commentare la prima. Ammiro molto Muricy Ramalho come persona” e via a subire i complimenti di Ronaldo e Roberto Carlos, i due big del club di San Paolo. “Ciò che ha determinato la scelta è l’intesa della necessità del rinnovamento immediata della nazionale brasiliana che Mano Menezes inizierà già nell’amichevole del 10 agosto con gli USA” le parole di Teixeira che, tra le righe, ha imposto le convocazioni di Neymar e Ganso, facendo sapere inoltre che per la partita contro gli americani i convocati dovranno provenire solo da club brasiliani.

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Stasera Uruguay - Olanda: il vecchio Tabarez sogna lo sgambetto al rampante Van Marwijk

pubblicato da vieni_127


Arrivati a questo punto, è normale che si voglia continuare a sognare: Uruguay e Olanda sanno benissimo che sono a 90 minuti dalla storia, a una sola partita dal riscriverla la storia, per far vivere giorni magici ai propri tifosi, per regalare anche ai più giovani emozioni che ormai sembrava non potessero essere più vissute. La Celeste fa parte di quell’elitario gruppo di sette che hanno vinto un titolo Mondiale: il primo in assoluto nel ‘30 e poi quello pazzesco venti anni dopo battendo il Brasile al Maracanà. Poi nulla più, neanche tanto strano per una Nazione che in fondo ha solo 3 milioni di abitanti: “Ci sono nazioni che hanno più gente che gioca a pallone di quante persone ci sono in assoluto da noi” ha fatto notare Tabarez.

Strana storia quella dell’allenatore uruguagio che in Italia abbiamo conosciuto per aver allenato Cagliari e Milan: coi rossoneri andò però male, con i titoli di coda già al primo di dicembre con la cartolina del gol di Luiso quando il Piacenza piegò il Diavolo per 3-2. Si parla di una vita fa. Ma non è che poi abbia allenato tanto da allora in poi, con l’ultima squadra di club il Boca Juniors all’inizio del Nuovo Millennio, salvo poi riprendersi la Nazionale dopo l’esperienza di quindici anni prima, quando guidò la Celeste anche nei Mondiali italiani del ‘90. Per strappare il ticket per il Sudafrica ha dovuto battere, non senza fatica, la Costarica negli spareggi, poi l’inserimento nel Gruppo A con Francia, Messico e i padroni di casa.

È stato un Mondiale pieno di sorprese, non vedo perché non dovrebbero essercene altre. Noi continuiamo a segnare. Quando è stato sorteggiato il nostro gruppo eliminatorio, tutti ci facevano le condoglianze. E invece… Pochi pensavano anche che l’Olanda potesse battere il Brasile, ma questo è il calcio. Il Mondiale non incorona la squadra più forte in assoluto, ma chi è più forte in questo determinato momento, e in questo torneo” ha asserito con saggezza il tecnico 63enne che ha messo su una bella squadra, formata da giovani e più anziani reduci, chi più chi meno, da ottime annate. E poi la fortuna ha fatto il resto, non tanto con la Corea quanto contro il Ghana e lo sciagurato rigore di Gyan.


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Gemelli Derrick e prodezza da centrocampo: golazi dall'Argentina

pubblicato da Antonio D'Avanzo


Sebastian Romero e Marco Pérez sono due nomi che probabilmente non vi diranno nulla. Difficile, invece, non conoscere Holly e Benji e la catapulta infernale eseguita dai gemelli Derrick in una delle puntate del famosissimo cartone animato giapponese. Il goal in questione non ricorda quel fantascientifico gesto atletico (sarebbe francamente troppo!), però l’apprezzabile e spettacolare rovesciata “in coppia” rievoca scene da cartone animato. L’altra rete è del centrocampista Leandro Gracian dell’Independiente che segna il vantaggio contro il Banfield, subito dopo aver subito il momentaneo pareggio dei padroni di casa. Gracian batte rapidamente la ripresa del gioco scagliando da centrocampo un pallone che sorprende nettamente il portiere avversario.

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Distrazione di Diego Maradona: nella lista dei convocati ci sono cinque indisponibili

pubblicato da Cesare Rinaldi

diego armando maradona

La carriera di Diego Armando Maradona come ct dell’Argentina non è stata facile fino ad oggi. Le continue incomprensioni con la stampa, gli scarsi risultati che a momenti portavano alla clamorosa esclusione della nazionale dai prossimi mondiali, questi sono solo alcuni degli elementi che hanno caratterizzato questa vicenda. Questa volta “el pibe de oro” è stato protagonista di una disattenzione che lo ha portato a dover modificare in fretta e furia la lista dei convocati per l’amichevole del 10 febbraio contro la Giamaica a Mar del Plata.

Maradona nella sua prima stesura della lista aveva incluso quattro tesserai dell’Estudiantes, si trattava di Enzo Pèrez, Boselli, Clemente Rodrìguez e Sosa. Il club argentino quando ha visto i nomi dei suoi uomini tra i convocati ha contattato la federazione per segnalare la loro indisponibilità visto l’impegno di due giorni dopo in Copa Libertadores. All’imbarazzo provocato alla svista è seguita quindi una lista aggiornata, nella sua stesura si è fatta quindi molta attenzione a non includere calciatori che militano in Europa o impegnati nella massima competizione per club sudamericana ecioè Banfield, Colon, Lanus, Velez Sarsfield e appunto Estudiantes.

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