
Mancheranno le casacche di Gianluca Paparesta, Paolo Bertini e Tiziano Pieri nell’elenco degli arbitri di Serie A e B per il campionato 2008-2009. A deciderne l’estromissione dal gruppo dei fischietti titolari è stato il designatore arbitrale Pierluigi Collina. L’ex numero uno degli arbitri italiani ha motivato la scelta come frutto di un meccanismo di “puro avvicendamento“.
Ma le ombre di Calciopoli, vicenda nella quale erano coinvolti i tre rei di aver utilizzato i telefonini forniti dall’allora direttore generale della Juventus Luciano Moggi, sono troppo grandi per non pensare che abbiano influito su tale decisione. Inevitabile ora la fine della carriera: dopo più di 10 anni di arbitraggio e la perdita della qualifica di internazionali (occorsa ai tre in seguito allo scandalo), secondo una nuova norma federale bisogna interrompere l’attività.
Paparesta si dice molto amareggiato ed è il suo legale Pellegrino a battere il pugno e annunciare battaglia. La risposta pronta e risoluta proviene il presidente dell’Aia Cesare Gussoni:
“Le motivazioni che hanno portato alla dismissione di nove arbitri possono essere tecniche come comportamentali ma, nel caso di Paparesta, è stata semplicemente applicata una norma prevista dall’Aia”.
Di umore diverso rispetto agli arbitri sopracitati è invece il decano Stefano Farina invece, al quale viene concessa una deroga che gli consente di restare nell’organico della commissione arbitri italiani nonostante abbia superato il limite di età di 45 anni. Una specie di premio alla carriera che lo farà rimanere in campo per un altro anno.
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L’ultima domenica calcistica ha lasciato dietro di sé pesanti strascichi, sono molte le squadre che hanno lamentato errori arbitrali a loro svantaggio. Il caso della Juventus è sicuramente il più eclatante soprattutto alla luce della lettera aperta fatta recapitare dalla società di Corso Galileo Ferraris alla FIGC e all’AIA. Ma anche la Fiorentina recrimina per la posizione di Totti sul decisivo gol di Cicinho; Giannoccaro a Milano ieri sera è stato addirittura capace di scontentare tutti: i siciliani reclamano un rigore allo scadere per fallo di Gattuso su Amauri, mentre i rossoneri ancora non capiscono come abbia fatto il direttore di gara a non vedere il colpo di mano di Migliaccio.
A dimostrazione della poca serenità del nostro calcio arriva la contestazione diretta a Pierluigi Collina dalla tranquillissima Empoli, l’ex arbitro viareggino infatti ha avuto un battibecco con un tifoso in tribuna e ha lasciato l’impianto a fine partita visibilmente nervoso. La notizia di oggi è quella che a nemmeno un anno dalla sua nomina Collina stia meditando di lasciare il suo incarico constatata l’impossibilità nel poter lavorare con serenità.
In sua difesa sono subito intervenuti i massimi dirigenti del calcio italiano. Il segreto secondo gli organi federali è la pazienza, non bisogna avere fretta di cogliere i risultati immediatamente, invitando dunque a fare bilanci solo a fine stagione. Cesare Gussoni, presidente dell’AIA, ieri sera al TG1 ha ribadito più volte “giù le mani da Collina” e in riferimento alla protesta dei bianconeri ha detto: “Mi rifiuto di commentare la lettera della Juve ma consiglio a tutti di non prendere mai decisioni a caldo nei momenti di tensione”.
Dopo la clamorosa decisione, da parte di Stefano Farina, di boicottare il terzo tempo alla fine della partita da lui diretta tra Catania e Inter sono arrivate puntuali le dichiarazione da parte dei massimi dirigenti del calcio. Il giudizio più importante, almeno per quanto riguarda il diretto interessato, è quello del designatore Pierluigi Collina. L’ex arbitro viareggino in pratica boccia il gesto: “Gli arbitri devono partecipare al terzo tempo. Serve a stemperare la tensione”.
Lo stesso Collina ha poi raccontato un episodio per cercare di chiarire quello che è lo scopo di questo tanto contestato terzo tempo. E’ accaduto alla fine della partita tra Torino e Palermo ed ha avuto per protagonista il portiere rosanero Fontana: durante la partita era stato ammonito per proteste e ha usato il terzo tempo per chiedere scusa al direttore di gara ammettendo di aver commesso un errore di valutazione. Questo dovrebbe essere secondo Collina lo spirito giusto.
In qualche modo comunque il designatore ha anche cercato di difendere il suo arbitro, autore comunque di una buona prova, fatta eccezione per il gol convalidato ai nerazzurri (Sequenza Fotografica) dove tra l’altro la responsabilità è stata per lo più del suo assistente di linea. Il commento di Collina è giunto nel pomeriggio ma già in mattinata l’argomento non erano mancate le dichiarazioni in proposito. Cesare Gussoni, intervenendo a Radio Anch’Io, ha detto: “Questo terzo tempo crea perplessità a squadre ed arbitri. A Napoli dopo la fine del match i giocatori si sono avventati proprio contro l’arbitro. Però le disposizioni sono chiare, e voglio sapere perché ha lasciato il campo. Il mio pensiero è che le disposizioni di Aia ed organi tecnici vadano rispettate”.
Il presidente dell’Aia, Cesare Gussoni, replica alle numerose critiche arrivate durante l’ultimo weekend calcistico nei confronti della classe arbitrale, difendendo i rappresentanti della propria categoria ed escludendo categoricamente che ci sia malafede nei loro comportamenti.
Il massimo rappresentante degli arbitri nella Federazione sostiene infatti che:
Un po’ di errori da parte degli arbitri possono esserci stati, così come alcune scelte coraggiose da parte di Collina, ma non vedo perché debba esserci per forza la malafede. La sudditanza psicologica. Non esistono favoritismi, non mettiamola sul favoritismo perché vorrebbe dire recare offesa a della gente che sta conducendo il campionato come meglio può, e senza molta esperienza.
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