
Kevin Prince Boateng, intuizione folle di Adriano Galliani che lo ha voluto al Milan via Genoa dopo una stagione al Portsmouth in odore di fallimento, è diventato calciatore di fama internazionale, e non solo perché indossa la maglia a strisce rosse e nere del Diavolo: corre come un forsennato, tatticamente è una pedina fondamentale nello scacchiere tattico di Allegri, segna con puntualità inusuale per un centrocampista, ha dalla sua l’età e, insomma, è diventato in poco più di un anno un uomo calcisticamente da copertina. E non solo. Prima ci ha pensato Vanity Fair ha regalargli le luci della ribalta con un’intervista inerente la sua vita privata (la separazione dalla storica compagna, l’amore per il figlio Jermaine di tre anni, lontano come può esserlo la distanza Milano-Berlino, il rapporto ora ricucito col fratello in forza attualmente al City), poi lui stesso.
E sì, perché non potrebbe essere altrimenti se il tatuassimo centrocampista con licenza di offendere ha messo a segno uno dei gol più importanti della sua carriera (non ce ne voglia, quello col Barcellona rimane una perla): pare che si sia unito alla bellissima Melissa Satta, show-girl dal taglio internazionale che nel curriculum ha la storia ufficiale con Christian Vieri, oltre ai flirt con Matteo Ferrari e Kobe Bryant. Illazioni o verità? Non ci sono dubbi, i due stanno insieme tanto che la Satta ha confidato ad Alfonso Signorini tramite la rivista Chi: “Boateng mi piace molto e mi fa stare bene”. Parole inequivocabili, rilasciate tra l’altro al prossimo collega di lavoro dell’ex velina che con Signorini condurrà Kalìspera. Una notizia che alimenta il gossip milanista dopo le tresche Pato - Barbara Berlusconi e Allegri - Barbara D’Urso (smentita dal tecnico neo-papà).
La rete impazzisce per questo gol di Jeremain Lens, attaccante olandese di origini surinamesi classe 1987: approdato al PSV Eindhoven nell’estate del 2010 dall’AZ Alkmaar, il giocatore ha stupito tutti nella gara di ritorno dei play-off di Europa League giocata alla Philips Arena contro gli austriaci del Ried. Dopo lo 0-0 dell’andata e sull’1-0 per i padroni di casa, al 66° minuto di gioco Lens si è inventato il raddoppio: lungo lancio sulla destra, uscita disperata del capitano degli ospiti, nonché portiere, il tedesco 29enne Gebauer, Lens dalla linea di fondo spedisce di esterno destro verso la porta dove inutile è il tentativo di Gebauer che non riesce ad evitare il gol. Bravissimo l’attaccante del PSV, ma quante responsabilità possono ascriversi al portiere avversario? Il gol rimanda alla mente la perla di Christian Vieri, sempre in Europa (Coppa Uefa 97/98 contro il Paok Salonicco), quando con l’Atletico Madrid (quell’anno pichichi della Liga con 24 gol in 24 partite) fece una rete simile, anche se di sinistro a rientrare. Dopo il “continua” anche la gemma di Vieri.
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Una vita spesa tra Fiorentina e Bologna, l’anno scorso all’Ascoli in Serie B: stiamo parlando del centrocampista Christian Amoroso che durante questa sessione di mercato è corteggiato da molte squadre, soprattutto in cadetteria. Ha 33 anni ma non ha ancora nessuna voglia di appendere gli scarpini al chiodo, la squadra che pareva maggiormente interessata alle sue prestazioni era il Livorno, fresco di retrocessione in seconda serie e quindi una delle principali candidate a darsi battaglia nel prossimo campionato per accedere, nuovamente, in Serie A. Ma come, un pisano che veste la maglia amaranto del Livorno?
Vi immaginereste un Francesco Totti con i colori biancocelesti della Lazio? Si, va bene, Cristiano Doni passò dal Brescia all’Atalanta, ma lui è comunque di Roma. E non fanno testo i trasferimenti dei vari Davids, Vieira, Vieri e Baggio, capaci di vestire in carriera le maglie di Juve, Milan e Inter. Perché quella tra Pisa e Livorno è forse la rivalità più sentita dell’intera penisola, quasi uno status: le due città sono praticamente una la continuazione dell’altra, ma se sei di Pisa, no, proprio non puoi giocare all’Ardenza per difendere i colori degli “odiati” livornesi. Amoroso, vicinissimo ai labronici, alla fine non se l’è sentita: “Ho rifiutato il trasferimento al Livorno. Non me la sono sentita di andare a giocare lì. Io sono un pisano ad hoc e ho fatto una scelta di cuore“.
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Arriva una clamorosa richiesta da parte Christian Vieri alla Procura Federale della Figc: la revoca dello scudetto 2005-2006 assegnato a tavolino alla società nerazzurra e l’interdizione dalle cariche societarie per il presidente Massimo Moratti e del vicepresidente Rinaldo Ghelfi. Nel momento in cui stanno uscendo fuori delle nuove intercettazioni su Calciopoli, l’ex attaccante nerazzurro sulla scorta dell’inchiesta penale di spionaggio da lui subita dall’Inter.
L’avvocato Danilo Buongiorno ha formulato questa richiesta di revoca basata sulla presunta violazione dell’art.18 del Codice di giustizia sportiva che prevede, in caso di “violazione dello Statuto, delle norme federali e di ogni altra disposizione loro applicabili” sanzioni fino alla “non assegnazione o revoca del titolo di campione d’Italia”. Per quanto riguarda la richiesta di interdizione di Moratti e Ghelfi, è stata presentata in base all’articolo 19 del Codice sportivo.
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Testa a testa avvincente, Quaresma e Felipe Melo si sono dati battaglia ieri durante le elezioni del Bidone d’Oro 2009; sarcastico premio ideato nel 2003 dalla trasmissione di Radio Rai Due Catersport, l’edizione di quest’anno aveva la novità di consentire le votazioni nella sola giornata di ieri tramite SMS, internet e in onda. Ebbene, con 4289 voti ha vinto l’ex Almeria e Fiorentina Felipe Melo, ad oggi flop colossale da 25 milioni di euro della Juventus.
Aveva tentato il bis Ricardo Quaresma, che si è fermato a 3868 voti: più squadra riserve che Stamford Bridge nei sei mesi al Chelsea, il suo ritorno all’Inter è fino adesso passato inosservato. Terzo Tiago, secondo juventino, che ha racimolato il 10% dei consensi; ancora Brasile nella top 5 con Dida (Milan) e Mancini (Inter), dal sesto al decimo posto “gloria” per Huntelaar, Ronaldinho, Poulsen, Carrizo e Julio Baptista.




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Mohamed Kallon non ha nessuna intenzione di smettere col “calcio che conta“. Il suo ritorno in Sierra Leone è funzionale soltanto a tenersi in forma, dare una mano al suo club e tentare poi dalla prossima finestra di mercato di strappare un nuovo contratto a qualche società più o meno prestigiosa. Ora però se ne sta a Freetown dove controlla che il Kallon FC (sì, proprio così) se la passa bene: è forse il primo caso di presidente-giocatore, e a 30 anni rimane ancora un dignitoso atleta. Nel 2002 acquistò per 30mila dollari (una inezia per lui) il Sierra Fisheries, formazione della massima serie locale con un passato discreto (tre scudetti): ne cambiò nome e iniziò a finanziarlo massicciamente, fino a farlo diventare di nuovo campione della Sierra Leone, nel 2006, e vincitore di una Coppa di Lega l’anno dopo.
Intanto lui se ne stava nel Principato di Monaco, a cercare di metterla dentro come aveva sempre, più o meno, fatto. A 15 anni era già titolare nel Tadamon Sour, squadra del Libano, a 16 se ne volò addirittura fino a Stoccolma per giocare con una sconosciuta squadra della capitale svedese, lo Spanga. E lì che l’Inter lo notò e se lo portò ad Appiano Gentile: in più di un lustro però ha girato in lungo e in largo l’Italia (con la parentesi a Lugano), da Reggio Calabria a Vicenza, da Bologna a Genova passando per Cagliari. Poi il ritorno alla base: nell’anno dello scudetto sfiorato (correva l’anno 2002), Kallon fu il secondo marcatore della squadra dietro Vieri, con 9 centri. Fu al termine di quella stagione che comprò il Fisheries e lo rinominò.
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Con l’avvicinarsi del Natale e dell’assegnazione dell’ambito Pallone d’Oro di France Football torna puntuale come ogni anno il Bidone d’Oro, speciale e poco ambito premio istituito dalla trasmissione Catersport in onda su Radio 2. Il concorso, che l’anno scorso ha visto trionfare il nerazzurro Quaresma, quest’anno si presenta con due novità: i candidati, scelti da una giuria di esperti, sono solo 10 anziché 50 e i voti si concentreranno soltanto nell’arco di 24 ore nella giornata di domenica 13 dicembre. Il premio sarà assegnato al giocatore di qualsiasi nazionalità che peggio ha fatto nel campionato italiano nell’ultimo anno solare.
Tra i nominati ben la metà vengono dallo stesso paese, il Brasile, fatto che ha suscitato clamore anche al di là dell’Atlantico tanto da far parlare del concorso anche il quotidiano Globo Esporte che ha dedicato alle sue “cinque stelle cadenti” un servizio. Il club con più nominati è il Milan che ne può vantare ben tre, ai brasiliani Nelson Dida e Ronaldinho si aggiunge il nuovo acquisto olandese Klaas Jan Huntelaar. Segue la Juventus con due nomination e mezzo, il mezzo è dovuto a Felipe Melo che nel 2009 oltre al bianconero ha vestito anche il viola della Fiorentina, a fargli compagnia i due immancabili Christian Poulsen e Tiago. L’Inter si ferma a quota due con il campione in carica Quaresma e il verdeoro Mancini. Chiudono la lista le due romane rappresentate da Julio Baptista, attaccante giallorosso, e da Juan Pablo Carrizo, ex estremo difensore argentino della Lazio ora al Real Saragozza.
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Vieri continua a giocare? Vieri smette? Nelle ultime settimane pareva ormai definitivo l’addio al calcio del Bobone nazionale, ma oggi tutto è cambiato. Tornano a suonare sirene brasiliane, non quelle del grande calcio carioca, piuttosto i richiami provengono da una piccola squadra che disputa il campionato “estudal” di Rio de Janeiro, il Boavista. Vieri ieri è atterrato nella megalopoli brasiliana insieme alla fidanzata, già nella giornata di oggi potrebbe firmare il contratto che lo legherà alla piccola squadra brasiliana per almeno sei mesi: percepirà 33mila euro al mese (50mila dollari) e gli è stata garantita una casa sul mare e un autista personale (Le Foto di Vieri).
Previste gite ed escursioni a Rio e dintorni nei prossimi giorni, conoscerà le spiagge che iniziano ad affollarsi seriamente e visiterà lo stadio Maracana. In realtà il Boavista gioca le sue partite a Saquarema nello stadio Eucy de Resende Mendonca, in una cittadina a un’ora e mezzo da Rio de Janeiro e nota nel mondo come capitale dei surfisti. Pronto anche il trasferimento ad Andra dos Reis, nota località turistica della zona dove Ayrton Senna trascorreva le sue vacanze (e con lui altri ricchissimi brasiliani), dove effettivamente risiederà. L’esordio nello sconosciuto campionato locale a gennaio, il Boavista nel secondo semestre del 2010 dovrebbe poi giocare nella terza serie nazionale.
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“Non ho più voglia di giocare e non sono tentato nemmeno dall’estero“. Con questa coincisa frase, pronunciata davanti al Palazzo di Giustizia di Milano, dove è in corso la causa intentata contro Telecom e Inter per una presunta attività di spionaggio avvenuta ai suoi danni, il 36enne Christian Vieri appende definitivamente gli scarpini al chiodo. Una carriera intensissima quella del Bobo nazionale, iniziata nelle giovanili del Marconi Stallions e terminata a Bergamo, con la maglia nerazzurra dell’Atalanta. L’italo-australiano ha indossato, complessivamente (contando anche le esperienze nei settori giovanili), sedici maglie di società diverse. Mercenario? Opportunista? Può darsi. (Fotogallery) (Scheda Biografica)
Di sicuro Vieri ha rappresentato e incarnato molti vizi e aspetti, considerati negativi, del calciatore moderno. Dallo scarsissimo attaccamento ai colori sociali di ogni club in cui è transitato, alla predisposizione per la “velina facile“, Vieri non ha mai riscosso grosse simpatie dai tifosi che vedono e vivono il calcio in maniera (tanto per utilizzare un termine abusatissimo) romantica. Ma Bobo era anche uno di quelli, a detta di moltissimi suoi compagni, che si presentava per primo all’allenamento e usciva per ultimo dal campo di gioco, che in partita dava sempre il massimo, anche con la testa fasciata o in condizioni fisiche precarie.

Christian Vieri ha rivelato al Chiambretti Night alcuni particolari della sua vita milanese quando giocava nell’Inter. L’attaccante ha rotto qualsiasi rapporto formale con la squadra nerazzurra quando si scoprì che Massimo Moratti, nel periodo in cui era un suo giocatore, lo faceva pedinare per controllare il suo comportamento fuori dal campo: “Con Moratti non ho più rapporti da quando sono andato via dall’Inter. Non mi accorsi di essere pedinato anche perché in discoteca c’è gente strana. Per quanto riguarda le intercettazioni sono tuttora in causa sia con l’Inter che con Telecom. Non è una questione di soldi vorrei precisare, ma ritengo non sia possibile essere sotto controllo nella vita privata. Tra l’altro so che la relazione di chi mi pedinava contro di me diceva solo che correvo in auto“. (La Fotogallery di Bobo Vieri)
Nonostante quello che racconta la relazione di chi pedinava Vieri, forse tutti i torti ad essere preoccupato per il suo calciatore Moratti non li aveva. Bobo ha confessato che insieme a Ronaldo si dava alla pazza gioia nelle notti milanesi: “Quando giocavo all’Inter, Ronaldo era il giocatore che si allenava di meno perché era il più forte del mondo ed è vero che tornavamo di notte alle 5/6 del mattino, perché andavamo per locali, poi però io dormivo due ore ed andavo sul campo a correre, mentre lui si metteva sul lettino a mangiare brioche e cappuccino. Il problema è che la sera dopo, a mezzanotte, si presentava sotto casa mia e suonava il clacson dell’auto fino a quando non scendevo ed uscivamo nuovamente“.
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