
Andrea Stramaccioni è il nuovo allenatore dell’Inter, ma non sono pochi i tifosi nerazzurri (ed anche gli altri) a domandarsi “Chi è Stramaccioni?”. L’esonero di Claudio Ranieri è un fulmine a ciel sereno soltanto fino ad un certo punto, d’altra parte il tecnico romano aveva già maturato quasi il “record” di giorni da allenatore dell’Inter dopo la separazione con José Mourinho: meglio di lui (una decina di giorni in più) soltanto Rafa Benitez. Persino Leonardo (più per scelta sua che dell’Inter) era durato meno, senza citare la brevissima parentesi di Gasperini.
Stramaccioni e Ranieri hanno qualcosa in comune, provengono entrambi dalla Roma. A soli 35 anni Stramaccioni è considerato un allenatore vincente, almeno nel settore giovanile. Sulla panchina giallorossa ha conquistato (al primo colpo) uno scudetto giovanissimi nazionali (nel 2007), lui che arrivava dalla Romulea “pescato” da Bruno Conti che ha sempre creduto in lui, poi ha trionfato con gli Allievi nel 2010 aggiudicandosi lo scudetto e il Torneo di Arco riuscendo a non perdere mai una partita.
Il suo ultimo successo è arrivato nel torneo NextGen Series, avventurosamente definita la “Champions League” giovanile, proprio nella giornata di domenica. Poche ore dopo l’Inter “dei grandi” perdeva a Torino contro la Juventus decretando la fine dell’esperienza di Ranieri sulla panchina nerazzurra che regala a Stramaccioni la sua grande possibilità, lui che in tanti anni alla Roma questa possibilità se l’era vista sempre negata.
Continua a leggere: Andrea Stramaccioni: chi è il nuovo allenatore dell'Inter?

L’Inter ha esonerato Claudio Ranieri. Solo questa mattina Massimo Moratti aveva rassicurato il tecnico testaccino confermandolo fino al termine della stagione. Pochi minuti fa invece la società ha deciso di esonerare l’allenatore e di affidare la panchina al tecnico della primavera Andrea Stramaccioni. Fatale per l’ex allenatore di Roma e Juventus la sconfitta di ieri sera contro i bianconeri di Antonio Conte. Comunicato Ufficiale Inter.it:
MILANO - Il Presidente Massimo Moratti e tutta F.C. Internazionale ringraziano Claudio Ranieri e il suo staff per la professionalità e l’impegno profusi, con sincerità, in questi mesi alla guida della squadra. F.C. Internazionale comunica inoltre di aver affidato la squadra ad Andrea Stramaccioni, tecnico della Primavera che ha vinto la prima edizione della Next Generation Series. Il più grande e affettuoso in bocca al lupo ad Andrea Stramaccioni che da domani sarà al lavoro con la squadra al centro sportivo “Angelo Moratti”.
Ranieri era legato all’Inter con un contratto fino a giugno del 2013, ma l’accordo è stato risolto consensualmente con l’Inter che ha liquidato all’allenatore una parte dell’ingaggio che gli sarebbe spettato nel prossimo anno e mezzo. Per Stramaccioni è davvero la grande occasione della carriera. Il tecnico, appena 36enne, allena la primavera nerazzurra da settembre di questa stagione dopo essere stato strappato alla formazione Allievi della Roma. Proprio ieri la sua squadra ha vinto il Next Generation Series, il primo torneo continentale paragonabile in qualche modo alla Champions League, al quale hanno partecipato le migliori giovanili europee in base ai risultati ottenuti negli ultimi cinque anni.

Diego Forlan e l’Inter, una storia d’amore nata male e che potrebbe finire dopo appena un anno passato tra infortuni, prestazioni opache e, ad oggi, la miseria di due gol in 16 presenze (di cui 14 in campionato). Domenica scorsa, poi, l’uruguaiano si sarebbe rifiutato di entrare in campo durante la partita del Meazza dei nerazzurri contro l’Atalanta, un episodio che il pompiere Claudio Ranieri ha subito fatto rientrare gettando acqua sul fuoco ai microfoni di Mediaset Premium: “Era ancora stanco per la gara di Champions, non è vero che s’è rifiutato di entrare. Gli avevo chiesto un determinato lavoro una volta entrato in campo e non era in grado di svolgerlo“.
Nonostate il mister interista abbia dato questa spiegazione all’accaduto, in molti hanno storto il naso e così Forlan si è sentito in dovere di placare definitivamente le polemiche rilasciando una lunga dichiarazione a Inter Channel, in cui ribadisce il rispetto che nutre nei confronti della società e dei tifosi:
“Si possono dire tante cose, ma adesso per me è importante che la gente sappia una cosa e cioè che l’informazione che è stata data da parte della stampa è stata sbagliata. Ripeto, io ho rispetto per i tifosi per l’Inter, per la maglia e non sono venuto qui a fare qualcosa di sbagliato. È vero questo non è un buon momento, ma io voglio fare bene, voglio entrare in campo, segnare tanti gol e aiutare la squadra. Se devo scusarmi, perché qualcuno crede che abbia sbagliato, mi scuso, posso sbagliare anche io, ma oggi voglio dire la verità: ci sono persone cattive che sanno come approfittare di certe situazioni. Noi qui siamo tutti uniti e non c’è nessun problema. Sono consapevole del fatto che fino ad oggi non ho fatto quello che i tifosi si aspettano da me, ma ripeto ho troppo rispetto per tutti per non voler fare il meglio che c’è nelle mie possibilità. Non ho iniziato a giocare oggi, il mio curriculum parla per me e può dire che tipo di persona sono”.
L’estate scorsa Massimo Moratti sganciò 5 milioni di euro per accaparrarselo, inconsapevole di non poterlo ammirare in Champions League perché già impiegato nei turni preliminari dall’Atletico Madrid. Una leggerezza, se così si può definire, che non ha aiutato l’uruguaiano a far decollare la sua storia in nerazzurro, storia che come detto potrebbe essere giunta già al capolinea. D’altra parte le pretendenti non mancano nonostante le quasi 33 primavere dell’attaccante: dalla Turchia insistono nell’asserire che il Galatasaray farebbe carte false per portarlo ad Istanbul, del resto ci aveva già provato nello scorso calciomercato estivo. D’altra parte basta un’offerta che sia uguale o superiore ai 5 milioni pagati dall’Inter qualche mese fa: a quel punto chi potrebbe trattenere Forlan a Milano? Forse lui stesso o il futuro allenatore dell’Inter, ma al momento è più probabile che rimarrà una meteora del calcio italiano.
Foto | © TMNews

Dopo l’eliminazione dalla Champions League continua il calvario dell’Inter, i nerazzurri oggi non sono riusciti ad andare oltre il pareggio in casa contro l’Atalanta e vedono complicarsi sempre di più la corsa verso il terzo posto. Come al solito Claudio Ranieri non si nasconde e a fine partita si presenta puntualmente in sala stampa per rispondere alle domande dei giornalisti, anche se diventa sempre più difficile commentare i risultati di una squadra che sembra aver smarrito definitivamente sé stessa. L’allenatore ha provato a spiegare quello che è lo stato d’animo dello spogliatoio e della società, compreso l’abbandono di Massimo Moratti che a fine primo tempo ha lasciato il suo posto in tribuna:
“C’è la delusione, vogliamo fare bene e non ci riusciamo. Il Presidente al termine del primo tempo è venuto negli spogliatoi, ci ha caricati, ma non va bene nulla quest’anno. Sapevamo che avremmo sofferto nella ripresa le fatiche del match di martedì, e giusto che abbiano anche creato qualcosa nel finale, abbiamo sbagliato il rigore e non ci voleva, adesso prepareremo le partite di settimana in settimana. Non sarei credibile se dicessi che è un anno sì. Se tutti noi sappiamo che questa è l’Inter e non sta dando ciò che dovrebbe, io rispondo: si stanno allenando bene, al primo allenamento dopo la Champions, dove dopo tutto ciò che è successo qualcuno ha sempre qualcosa, i miei ragazzi erano tutti a spingere in campo. Io non ho mai trovato un gruppo così. Ci sono anni buoni e anni dove non ne va dritta una, ma quando tutto va bene diventa facile. I ragazzi sanno che è un anno difficile, e allora dico loro: ‘Reagiamo’. È un anno che non va, ma lottiamo fino in fondo”.
Ranieri ha provato anche a fare il pompiere per provare a spegnere le polemiche riguardo al presunto rifiuto di entrare in campo da parte di Diego Forlan, il tecnico ha spiegato così lo scambio di battute fra lui e l’uruguayano prontamente catturato dalle telecamere:
“Forlan non s’è rifiutato di entrare, stavamo discutendo di una cosa tattica. Gli ho chiesto se ce la faceva a fare quel gioco, mi ha detto no. È stato sincero nel dirmelo, e lo ringrazio. Volevo un uomo in grado di saltare l’avversario e di entrare dentro”.
Il condottiero nerazzurro non cerca alibi e non si nasconde dietro le lacune di una rosa forse non costruita al meglio, preferisce non commentare i movimenti di mercato, soprattutto quello in uscita con riferimento alla partenza di Thiago Motta, e continua a ripetere che la bravura di un allenatore sta nel riuscire a tirar fuori il meglio dal materiale che ha a disposizione:
“Tocca all’allenatore tirare fuori tutto dalla squadra, ed è quello che sto facendo. Non c’entra il mercato o altro. Punto, e a capo. Purtroppo se è un anno no, è un anno no. Se io metto in campo la formazione migliore, è perché non posso fare altrimenti. Se io dico che Thiago Motta doveva rimanere, eravamo tutti d’accordo, col Presidente, e il calciatore chiama sempre perché vuole essere ceduto, si mette a piangere, e noi abbiamo fatto di tutto per trattenerlo, di cosa stiamo a parlare? Abbiamo provato a tenerlo, ha giocato a Napoli e ha provocato un rigore, e allora qualche critica ha detto ‘Ah, l’ha fatto apposta’. E allora di che parliamo”.
L’Inter è fuori dalla Champions League nel modo più beffardo, subendo i due gol decisivi sia all’andata che al ritorno negli ultimi istanti di gara. I nerazzurri hanno giocato in modo troppo raffazzonato, vivendo soprattutto di nervi e di agonismo. I francesi, con il passare dei minuti, hanno preso le misure alla squadra di Ranieri, controllandone abbastanza agevolmente gli attacchi. Il gol di Milito è arrivato nel momento peggiore dell’Inter, proprio quando la partita sembrava incanalata verso lo 0-0. L’Inter ha ripreso fiducia nei minuti finali, ma il destino di questa stagione non sorride al club di Moratti, trafitto a tempo scaduto da Brandao. Ranieri è ovviamente affranto a fine partita. L’intervista ai microfoni di Sky:
“Per ora siamo questi. Se l’anno prossimo Moratti vorrà cambiare lo ringrazierò per l’opportunità che mi ha dato, Serenamente. Avevamo giocato meglio anche a Marsiglia, poi anche lì abbiamo preso gol nel recupero dopo aver avuto, come stasera, le occasioni più ghiotte. In 180 minuti, abbiamo preso tre tiri in porta ma vince chi segna, e allora complimenti ai francesi. Non potevamo fare di più in questo momento. Ho chiesto a Snejider di giocare a centrocampo per essere il punto di riferimento degli attaccanti, poi l’olandese si è fatto anche male ed è entrato Obi, con cui siamo stati più compatti ed incisivi sulla fascia sinistra. Ora si devono trovare gli stimoli, anche se siamo usciti la squadra ha dato tutto. Vediamo cosa possiamo fare in campionato. Il terzo posto? Deve cambiare il vento perché più di così non possiamo fare. Potevamo fare di più con un pizzico di fortuna che quest’anno proprio non vuole arrivare. In questa stagione abbiamo avuto disattenzioni, energie nervose che vanno e vengono: non è un super anno positivo per noi e questa doppia sfida col Marsiglia ha ben fotografato la nostra stagione. Rivoluzione? L’Inter deve ristrutturarsi, puntellare alcuni reparti. La società questo già lo sapeva, a prescindere da questa sera”.
Moratti non incolpa Ranieri. In pratica l’allenatore romano è confermato fino a fine stagione: “In una sera come questa non mi sento di prendere provvedimenti. Non vedo colpe del tecnico, ma più che altro la fortuna del suo collega francese Deschamps. Se avessimo perso 4-0 avrei potuto pensare in un’altra maniera, ma avendo preso due gol nel recupero non me la sento di dare un giudizio così negativo. Ranieri non se lo merita”.
Foto Inter-Olympique Marsiglia 2-1 | 13/03/2012




Foto | © TMNews
Continua a leggere: Ranieri: "Quest'anno non c'è fortuna" - Moratti: "Il tecnico non c'entra"

Si volta pagina dopo le inaspettate lacrime di Verona. L’Inter, senza cadere nel facile gioco delle frasi scontate, è sicuramente di fronte ad un bivio importante della stagione. Una qualificazione al turno successivo di Champions League, contro i non irresistibili francesi dell’Olympique Marsiglia, darebbe certamente un senso ad un’annata finora ben al di sotto delle aspettative, con una classifica di campionato che ancora piange, mossa dopo settimane di risultati deludenti grazie ai tre punti conquistati in casa del Chievo. La tensione in casa nerazzurra si taglia a fette, non può essere altrimenti perché un’eliminazione aprirebbe una ridiscussione totale delle scelte effettuate in questa stagione dalla società, ma il primo indiziato, come capita nel 99% dei casi, sarebbe Claudio Ranieri.
Intanto Fabio Capello, uno degli allenatori papabili sulla panchina interista, ha smentito la possibilità di un approdo alla corte di Moratti: “È improponibile - ha spiegato l’ex ct della nazionale inglese a Milano in occasione del premio che Gianni Rivera riceverà dal presidente della Uefa Michel Platini -, con Moratti non mi sono mai sentito, semplicemente abito a centocinquanta metri dal ristorante dove lui di solito va a mangiare a Londra“. Ranieri, in conferenza stampa, ha preferito dribblare la domanda sul suo futuro: “Il mio prestigio non c’entra niente. Faccio parte dell’Inter, quest’anno e anche l’anno prossimo, non vedo perché il mio prestigio possa contare qualcosa“.
Il tecnico romano non ha ancora sciolto i dubbi sull’attacco della sua squadra:
“Chi giocherà tra Pazzini e Forlan? Sono due giocatori diversi, ma due ottimi giocatori. Sceglierò tra stasera e domani mattina. Quando siamo andati a Marsiglia tante sconfitte sulle gambe le avevamo noi, mentre loro avevano collezionato tanti successi di fila. A noi adesso una vittoria ha dato morale, la squadra è forte, determinata e ha reagito dopo un momento difficile. Abbiamo l’opportunità di andare avanti in Champions League, ci sarà lo stadio pieno che ci soffierà dietro e questa squadra non tradirà”.
Continua a leggere: "Non mi sento in bilico" - Inter-Marsiglia, l'ora della verità per Ranieri?
Quella di ieri sera contro il Chievo è stata una partita dal grande valore simbolico per l’Inter e soprattutto per Claudio Ranieri. I nerazzurri, in crisi nera di risultati da molte settimane, sono riusciti a portare tre punti rivitalizzanti nel finale di partita, un’autentica liberazione sfociata addirittura nelle lacrime del tecnico romano subito dopo il gol di Diego Milito.
Lacrime che potrebbero apparire esagerate per una semplice partita di campionato contro il Chievo, ma evidentemente l’importanza del momento e la tensione accumulata in quest’ultimo periodo hanno influito sul piano dell’emotività. Ranieri, a fine partita, ha spiegato la reazione commossa a i microfoni di Sky, incappando però in una curiosa gaffe notata solo quest’oggi dal Corriere della Sera online (quel “da quando sono arrivato al Milan“):
“Mi sono commosso? Vuol dire che ci tengo, i ragazzi hanno fatto una grande prova. È un risultato che fa morale, è una grossa boccata d’ossigeno. La Champions? A San Siro non sarà una partita facile, ma siamo pronti a giocarci tutte le nostre chance. Il prossimo passo è cercare la qualificazione, ci concentreremo bene e faremo tutte le cose che abbiamo fatto sinora. Vincere ti dà quella gioiosità che serve. Stare un mese senza vincere non è facile , grazie ai ragazzi perché hanno fatto una gran bella partita. La vittoria è arrivata al momento giusto e ci deve dare l’entusiasmo necessario per poter ribaltare il risultato. Non ho mai avuto uno Sneijder così da quando sono arrivato al Milan. Sono cose che fanno la differenza”.
Continua a leggere: Le lacrime e la gaffe di Ranieri: "Da quando sono al Milan..." - Video
Highlights Chievo - Inter 0-2 | Video Gol Serie A
9 Marzo 2012 - Ce l’ha fatta l’Inter a tornare a vincere dopo ben sette sconfitte e due pareggi nelle ultime nove partite. L’ultima vittoria risaliva a più di due mesi fa, durante i quali Ranieri ha fatto di tutto per riuscire a cambiare le cose, puntando prima sulla vecchia guardia e poi sui giovani senza però raccogliere risultati soddisfacenti, talvolta anche per un pizzico di sfortuna in più che ha perseguitato i nerazzurri in questo inizio di 2012. Il primo tempo di questa partita è stato in linea con quanto successo negli ultimi tempi; Milito si è fatto parare un calcio di rigore da Sorrentino e Sneijder ha colpito la parte alta della traversa.
Nella ripresa i nerazzurri hanno collezionato delle buone occasioni, senza però riuscire a segnare. Verso il 75′ minuto il Chievo sembrava aver in mano il pallino del gioco mentre l’Inter si difendeva un po’ a fatica. A tre minuti dalla fine c’è stata la svolta con il gol di testa su azione di calcio d’angolo di Walter Samuel che ha esultato con tanta rabbia. Tre minuti più tardi Milito ha chiuso la partita con un colpo di testa sotto misura. Emblematici gli occhi lucidi di Ranieri a bordo campo dopo il gol del ‘Principe’; per l’Inter stava diventando una vera maledizione. Martedì sera si giocherà il ritorno degli ottavi di Champions League con il Marsiglia che questa sera ha perso in Ligue 1 contro l’Ajaccio, collezionando il quarto ko consecutivo.
Continua a leggere: Highlights Chievo - Inter 0-2 | Video Gol Serie A

A poco meno di due mesi dalla fine della stagione, l’unica cosa certa in casa Inter è che Claudio Ranieri il prossimo anno non siederà sulla panchina nerazzurra. Il tecnico romano ha sempre avuto poche chance di aprire un ciclo con l’Inter, fin dai primi giorni quando subentrò al posto di Gasperini. Probabilmente l’unico motivo per cui Moratti gli fece firmare un contratto fino al 2013 era per non farlo sentire fuori dal progetto. All’Inter c’è bisogno di un tecnico coraggioso, in grado di motivare l’ambiente e prendere decisioni importanti anche per il prossimo mercato nel quale ci saranno tante necessità da soddisfare avendo però pochi soldi a disposizioni.
Nonostante in Francia siano convinti che Laurent Blanc andrà all’Inter dopo l’Europeo con la Francia, dall’Inghilterra oggi è arrivata una clamorosa indiscrezione. Massimo Moratti avrebbe incontrato nei giorni di scorsi Villas Boas, fresco di esonero dal Chelsea, per sondare la disponibilità del tecnico portoghese ad allenare l’Inter nella prossima stagione. L’ex Porto è già stato alla Pinetina nel 2008/2009 come collaboratore di Mourinho prima di andare al Porto e vincere nella passata stagione Supercoppa di Portogallo, Coppa di Portogallo, Primeira Liga ed Europa League.
Moratti ha smentito seccamente di aver contattato alcun allenatore per questa o la prossima stagione, ma basta sforzare un po’ la memoria e ricordarsi che disse lo stesso ad aprile 2008 quando era ai ferri corti con Roberto Mancini ed incontrò José Mourinho che era stato esonerato proprio dal Chelsea. A quattro anni di distanza vedremo lo stesso copione?
Foto | © TMNews

Da Napoli a Napoli, dall’estromissione dalla Coppa Italia alla definitiva crisi, che coincide anche con l’addio a qualsivoglia velleità di Champions League per il prossimo anno: per l’Inter è stato un febbraio nero, sette sconfitte in otto gare, un solo pari in cui ha preso 4 reti in casa dal Palermo e una astinenza da gol che dura proprio dalla partita contro i rosanero. E il dramma è che Claudio Ranieri non sembra aver una idea di gioco per uscire da questo pasticcio in cui si è cacciato insieme ai suoi ragazzi: vedere la sostituzione, doppia a dire il vero, alla fine del primo tempo della partita contro il Napoli di ieri sera, con Sneijder e Forlan fuori per far posto a Cordoba e Pazzini. Eppure Don Claudio non si fascia la testa, è lucido e realista, ma anche orgoglioso del lavoro che svolge quotidianamente:
“Abbiamo perso, ma al contempo abbiamo la forza e l’energia per tornare alla vittoria. Oggi è stata una gara particolare, la squadra ha sofferto. Sapevamo che sull’entusiasmo della gara di Champions il Napoli ci avrebbe aggredito. Volevamo farlo anche noi, ma non ci siamo riusciti. Ora dobbiamo pensare a come tornare al successo. Il Napoli ha giocato bene, è stato molto bello nei sette minuti dopo il gol. Dopo noi siamo tornati alla carica, ma non ce l’abbiamo fatta. Le colpe? Non è colpa di Sneijder, non è colpa di nessuno. Stiamo attraversando un periodo negativo, facciamo fatica. Il febbraio nero è finito. Speriamo di tirarci fuori da questo periodo”.
Questo quanto dichiarato ai microfoni di Sky dal tecnico testaccino che, come detto, reputa necessario difendere il proprio operato:
“Se fossi il presidente cosa farei? Non lo so, se lo dite a me penso che bisogna confermare Ranieri al 100% perché l’allenatore non ha colpe. Non posso rispondere per il presidente. Io non mi dimetto perché credo in questi ragazzi e in questa squadra”.
Continua a leggere: Inter, Ranieri non si arrende: "Non mi dimetto"