Chissà quanto sarebbe piaciuto agli sponsor avere David Beckham in campo (magari come capitano) da fuori quota della selezione olimpica della Gran Bretagna alle Olimpiadi di Londra 2012. Il volto patinato del giocatore dei Los Angeles Galaxy vale ancora parecchi soldi e attira l’interesse del pubblico: d’altra parte non è da tutti riuscire ad essere premiato ai Teen Choice Awards americani nonostante si sia un giocatore di “soccer” e non una star del basket o del football americano.
Il centrocampista, che non solo non parteciperà alle Olimpiadi come atleta, ma non sarà nemmeno l’ultimo tedoforo durante la cerimonia di apertura, ha ancora 2 anni di contratto con la sua squadra della MLS e non si sente assolutamente un ex, lo dimostrano anche alcuni eccessi mostrati di recente. La pallonata ad un avversario che perdeva tempo a terra prova che David non ha smesso di sentirsi atleta prima che “uomo immagine”, ma non disdegna la partecipazione ad eventi mondani e ad eventi organizzati dai suoi sponsor.
L’ultimo in ordine di tempo è la candid camera organizzata da Adidas in un centro commerciale inglese. I tifosi venivano invitati a farsi scattare delle foto con le magliette della Gran Bretagna per sostenere gli atleti di casa, all’improvviso però spunta da una porticina proprio lui, lo Spice Boy David Beckham che è pronto a posare con loro. La reazione delle persone è naturalmente esterefatta, e c’è anche chi, come il bambino accompagnato dalla mamma ritratto in questo video, che non riesce a trattenere le lacrime dall’emozione.
A 37 anni, un’età decisamente avanzata per un calciatore, David Beckham piace ancora ai più giovani. L’ex Spice Boy il centrocampista dei Los Angeles Galaxy continua ad esercitare un certo fascino, almeno negli Stati Uniti e almeno fra i votanti del Teen Choice Awards 2012. Il premio organizzato dalla FOX, che ogni anno viene consegnato a quelle personalità dello spettacolo, della musica, del cinema e a quei film, dischi o programmi televisivi, che più hanno incontrato il gradimento dei giovani ha visto prevalere David Beckham, già vincitore nel 2010.
Il calciatore non è ancora vicino al ritiro dal calcio giocato, anzi. Ha appena rinnovato il suo contratto con i Los Angeles Galaxy per altri due anni (quindi fino a 39 anni), anche se ha dovuto digerire la delusione di non poter far parte della nazionale Olimpica della Gran Bretagna a Londra 2012. Ci sarà un altro grande vecchio del Manchester United, il gallese Ryan Giggs, ma il suo compagno di squadra più “glamour” resterà a guardare.
Ora per Beckham si parla della possibilità di essere l’ultimo tedoforo della fiamma olimpica, sarebbe comunque una magra consolazione tenendo conto che riconoscerebbe più il ruolo di “atleta immagine” che di vero “atleta” al marito dell’ex Spice Victoria. Lui, serissimo professionista, non ha mai disdegnato la tendenza a conquistare più copertine di settimanali di moda che di quotidiani sportivi, un po’ finisce per “scontare” proprio questo fatto. Può consolarsi però con i 190 milioni di sterline che costituiscono il patrimonio mobiliare e immobiliare della sua famiglia.
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Foto | © TM News
Solitamente David Beckham è un giocatore molto corretto, gli capita però a volte di perdere la testa e di diventare protagonista in campo per fatti che vanno oltre le sue giocate sopraffine. È quello che gli è successo sabato scorso, nel finale della partita di campionato contro San Jose con i suoi Los Angeles Galaxy in svantaggio per 4-3, quando ha scagliato il pallone contro un avversario a terra colpevole, secondo l’inglese, di aver esagerato le conseguenze di un infortunio per lasciar scorrere i minuti.
Sugli sviluppi di un’azione da calcio d’angolo per i Galaxy si scontrano DeLaGarza e Cronin, con quest’ultimo che sembra aver avuto la peggio dopo aver subito un colpo alla testa. L’arbitro, rispettando il regolamento, ferma il gioco per accertarsi delle condizioni del giocatore di San Jose, mentre Beckham aspetta a bordo campo che la partita riprenda per poter battere la rimessa laterale. La sua pazienza però si esaurisce in fretta e così decide di scagliare il pallone verso l’avversario, mancando di pochi centimetri il direttore di gara.
Si scatena un parapiglia e lo Spice Boy rimedia un cartellino giallo, una punizione neanche tanto severa, per comportamento antisportivo. La partita riprende e il risultato non cambia, in compenso Beckham non si è completamente calmato e dopo il fischio finale prova a saltare addosso alla mascotte avversaria, per fortuna i compagni riescono a trattenerlo. Il centrocampista era diffidato e per questo è stato squalificato per una giornata, in più gli è stata comminata una multa, la cifra non è stata resa nota, per “la sua condotta è stata inaccettabile e dannosa per l’immagine pubblica della lega”.
Beckham sconterà la squalifica domenica prossima contro i Chicago Fire, la multa non dovrebbe rappresentare un grosso grattacapo considerando il suo conto in banca. A margine una riflessione: il suo gesto è stato sicuramente deprecabile, un esempio pessimo per i bambini che guardano a lui come un campione a cui ispirarsi, ma vogliamo dire qualcosa a proposito della precisione del suo piede? L’inglese ha dimostrato, se pure ce ne fosse bisogno, che il suo destro è ancora un patrimonio del calcio mondiale.

Non sembravano esserci dubbi sulla presenza di David Beckham alle Olimpiadi di Londra, il centrocampista ha fatto anche da tedoforo ed è stato uno dei più impegnati a sostenere la candidatura della capitale inglese negli scorsi anni, all’ultimo momento però Stuart Pearce ha deciso di fare a meno di lui. Il regolamento prevede l’inserimento di tre calciatori di età superiore ai 23 anni, sicuri di avere un posto fin dall’inizio erano Ryan Giggs e Craig Bellamy, il terzo posto sembrava potesse essere occupato dalla stella dei Los Angeles Galaxy.
Il selezionatore della Gran Bretagna è volato anche in California per accertarsi dello stato di forma dello Spice Boy, all’ultimo momento però sono prevalse le ragioni tattiche: c’era bisogno di un difensore e così Pearce ha scelto Micah Richards, sarà lui a completare la rosa di 18 elementi. David Beckham ovviamente ci sperava e non nasconde la sua delusione, ma assicura che tiferà assolutamente per questa inedita nazionale britannica e si augura che alla fine possa arrivare alla medaglia d’oro:
“Tutti sanno quanto giocare per il mio paese sia sempre stato importante per me. Quindi sarei stato onorato di far parte di questa nazionale britannica. Ovviamente sono molto dispiaciuto, ma non ci sarà nessun tifoso più appassionato di me e, come tutti, spero che riescano a vincere l’oro. Da londinese sono molto orgoglioso di aver fatto la mia piccola parte per portare le Olimpiadi a Londra e non vedo l’ora che questi giochi comincino per godermi ogni singolo momento con il resto della Gran Bretagna”
Sfumata l’occasione olimpica, Beckham a 37 anni può dire conclusa la sua esperienza da giocatore della nazionale: la sua ultima esperienza con la maglia dell’Inghilterra risale al 2009 e Londra 2012 sarebbe stato il coronamento di una carriera assolutamente eccezionale. La Gran Bretagna proverà a fare bene anche senza di lui, in compenso c’è un altro fuoriclasse del calibro di Giggs, sulla sua strada verso l’oro troverà come primi ostacoli l’Uruguay, il Senegal e gli Emirati Arabi Uniti.
Foto | © TMNews
Non deve essergli andata proprio giù la rete col quale Sulley Muntari ha fatto vincere la partita al Milan ai danni del “suo” Chievo Verona: un giovanissimo raccattapalle dei clivensi, infatti, a fine partita si è visto recapitare (senza averla chiesta) la maglia proprio dal ghanese che, sfilatasela, l’ha porta al bambino credendo di fargli piacere. Niente affatto, perché il ragazzino, che di fatto se l’è ritrovata in mano, ha tentato in tutti i modi di restituirla al legittimo proprietario il quale, confuso, alla fine è andato via. Episodio molto curioso che ce ne ha fatti venire in mente altri due simili (i relativi video dopo il salto): quello fittizio (era uno spot Pepsi) del giovanotto che “frega” David Beckham e quello reale del piccolissimo tifoso del Chelsea che nel tunnel degli spogliatoi si prende gioco di Steven Gerrard del Liverpool. Buona visione.

Mariano Rajoy, il premier spagnolo insediatosi il 21 dicembre 2011, spazza via in un colpo solo la cosiddetta Ley Beckham, denominata con il nome del calciatore inglese perché permetteva consistenti agevolazioni fiscali ai lavoratori stranieri in Spagna. La manovra finanziaria, attiva dal primo gennaio 2012, sta colpendo tutti i ricchi, non solo i calciatori. Un provvedimento che potrebbe disincentivare i grandi campioni a trasferirsi in Spagna con conseguente impoverimento tecnico della Liga.
Ma procediamo con ordine. La grave crisi economica nel Vecchio Continente sta colpendo, ovviamente, anche la Spagna e le manovre finanziarie lacrime e sangue non riguardano solo l’Italia. Dal primo gennaio 2012 in Spagna, coloro che dichiareranno al fisco redditi superiori ai 300mila euro, dovranno versare nelle casse dello stato il 56% in Catalogna e il 52% nel resto del Paese.
Tempi un po’ più duri per le tasche dei lavoratori stranieri (e quindi anche dei calciatori) che vorranno trasferirsi nel paese iberico perché se per cinque anni, dal giugno 2005 al gennaio 2010, i club spagnoli hanno beneficiato della Ley Beckham per i redditi superiori a 600mila euro, che ha permesso loro di acquistare sul mercato grandi giocatori con proposte più allettanti della concorrenza (in pratica Aznar ha consentito loro di versare tasse pari al 24 per cento, per cinque anni e con effetti retroattivi fino al 2004, invece del 43%), adesso lo scenario fiscale è cambiato radicalmente.
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Cambio di programma inaspettato nel mercato del Paris Saint Germain. Il nuovo tecnico dei francesi, l’ex milanista Carlo Ancelotti, ha infatti deciso di rinunciare all’inglese David Beckham, da lui già allenato quando sedeva sulla panchina dei rossoneri e fino a qualche giorno fa considerato uno dei prossimi acquisti del club transalpino. La trattativa tra il direttore sportivo dei parigini Leonardo e il giocatore, considerata nelle scorse settimane dai quotidiani sportivi francese Le Parisien e L’Equipe come una pura formalità nonostante le richieste economiche del giocatore, si era infatti complicata, viste le difficoltà paventate dal centrocampista in merito al trasferimento in Europa della moglie e dei suoi quattro figli.
Lo Spice Boy finirà dunque con tutta probabilità per accettare la proposta di rinnovo da parte dei Los Angeles Galaxy, che secondo alcune voci ben informate avrebbero offerto il prolungamento del contratto per un’altra stagione. La conferma è arrivata anche dal presidente dei transalpini Nasser Al Khelaifi, che ha commentato poche ore fa ai microfoni di Rmc: “Possiamo dire che sia tutto finito. David voleva anche venire da noi, ma a fare la differenza è stata la sua famiglia. Ha quattro bambini piccoli ed è complicato per lui lasciare Los Angeles per iniziare una nuova avventura altrove”.
Trovano una parziale conferma le voci circolate negli ultimi giorni, in particolare sui tabloid inglesi, di un possibile arrivo a gennaio dell’ex Milan, Real Madrid e Manchester United, David Beckham, fresco vincitore della Major League Soccer americana con la maglia dei Los Angeles Galaxy, ai francesi del Paris Saint Germain, diventati una delle grandi protagoniste del calciomercato europeo dopo il passaggio della società, avvenuto nella scorsa estate, ad una cordata di facoltosissimi investitori del Qatar.
Il direttore sportivo dei francesi Leonardo, ha infatti confessato in un’intervista rilasciata oggi al Sun che “le porte sono aperte” e che “la sua esperienza e la sua personalità ci possono solo essere d’aiuto” aggiungendo di essere già alla ricerca di una soluzione “che sia adeguata per lui e per noi”. Il centrocampista ambirebbe infatti ad una sistemazione più “visibile” nella speranza di una chiamata in nazionale per le prossime Olimpiadi in programma a Londra nel 2012. Sempre secondo il quotidiano britannico, l’alternativa ai francesi sarebbe un club di seconda fascia della Premier League.
Un David Beckham così felice non lo ricordavamo: la scorsa notte (ore italiane) lo Spice Boy ha ottenuto il suo primo personale trofeo negli Stati Uniti conquistando insieme ai Los Angeles Galaxy la Major League Soccer 2011. Vittoria per 1-0 nell’impianto di casa californiano, Home Depot Center, contro l’Houston Dynamo, gol al minuto numero 72 di Landon Donovan, abile a sfruttare un assist al bacio di Robbie Keane che, tra l’altro, aveva ricevuto palla proprio dopo una spizzata di testa di Beckham. E’ il terzo titolo per i Galaxy dopo quelli del 2002 e del 2005, il primo da quando è arrivato l’inglese ormai nel lontano 2007 (con due parentesi nel Milan nel 2009 e nel 2010 con 29 presenze, 2 gol e un tendine d’Achille saltato); Beckham ha voluto festeggiare con i suoi tre figli in campo, quindi in conferenza stampa ha praticamente salutato tutti:
“Sia che me ne vada, sia che rimanga, sono stati cinque anni bellissimi. Sono stato benissimo qui, i fans sono stati incredibili, i proprietari, i giocatori, tutti qui sono degli eroi. Sono stati fantastici per tutta la stagione. La gente dubitava di noi. Abbiamo dimostrato che si sbagliavano. Siamo i Galaxy, il più grande club del paese e del campionato e siamo orgogliosi di questo successo. Con questa vittoria molte persone si calmeranno. Il futuro? Non ho fretta di decidere cosa fare. Il prossimo weekend andremo in tour (in Indonesia, Filippine e Australia, ndr), cercheremo di divertirci, goderci questa settimana, perché abbiamo lavorato duro per arrivare sin qui”.
Ed effettivamente i ragazzi di Bruce Arena non hanno rubato nulla: maggior numero di punti nella stagione regolare (in 34 partite 67 punti, col record di 19-10-5), quindi nei playoff battuti prima i New York Red Bulls, quindi nelle semifinali il Real Salt Lake con un perentorio 3-1 (la vendetta dopo la vittoria ai rigori della squadra dello Utah nella finale del 2009), fino al prezioso successo di ieri contro gli avversari texani. Per Beckham ora si prospetta, molto verosimilmente, un ritorno in Europa (paiono molto più che voci quelle che lo vogliono al Paris Saint Germain di Leonardo), ma è indubbio che con questo successo ha aggiunto un prezioso trofeo al suo già ricchissimo palmares, con vittorie in Inghilterra e Spagna.
Beckham trionfa in MLS coi Galaxy: le foto




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Sepp Blatter, il numero uno del calcio mondiale, è finito nel ciclone delle polemiche a causa di alcune sue dichiarazioni non accolte benissimo soprattutto in Inghilterra. Il tema è quello delicatissimo del razzismo, argomento sempre al centro dei pensieri della Fifa e del calcio mondiale. Lo svizzero, in occasione di un’intervista concessa alla CNN, si è lasciato andare ad esternazioni quanto meno infelici che hanno scatenato durissime reazioni tra i protagonisti della Premier League, un campionato che proprio in quete ultime settimane ha fatto registrare episodi di razzismo abbastanza gravi che hanno visto coinvolti giocatori di primo livello come John Terry e Luis Suarez. In pratica Blatter ha provato a sminuire la problematica, negandone l’esistenza nel calcio e spiegando che a volte una semplice stretta di mano può risolvere ogni problema:
“Non c’è razzismo, forse qualche parola o gesto non corretti, in questi casi basterebbe dire che questo è solo un gioco e stringersi le mani”.
Mai dichiarazioni furono più infelici, come detto in Inghilterra proprio in queste settimane si è discusso molto del fenomeno a seguito di alcuni episodi che hanno avuto come “vittime” Anton Ferdinand e Patrice Evra, rispettivamente fratello e compagno di reparto di Rio Ferdinand. Proprio il centrale del Manchester United è stato uno di quelli che hanno reagito più duramente alle dichiarazioni di Blatter. Il difensore ha così commentato la frase del presidente Fifa sul suo Twitter:
“Mi sento uno stupido per aver pensato che il calcio stesse assumendo un ruolo di primo piano contro il razzismo… a quanto pare è stato solo in silenzio per un po’. Solo per chiarezza, se un giocatore abusa di un arbitro una stretta di mano dopo la partita basta per fare tabula rasa? I suoi commenti sul razzismo sono talmente accondiscendenti che sono quasi ridicoli. Se i tifosi urlano cori razzisti ma stringono le nostre mani allora è tutto ok”.