
Nessuno avrebbe mai immaginato che da una banalissima Fiorentina - Novara in programma alla terz’ultima giornata sarebbero scaturiti fiumi di parole: merito, per così dire, per la querelle (per così dire!) tra Adem Ljajic e Delio Rossi (solo su questo blog, con questo siamo a 9 post), che oggi si arricchisce di un nuovo capitolo. Dopo le scuse a mezzo social network del giovane serbo, la conferenza stampa di Rossi, le “sparate” del padre del giocatore e alcune dichiarazioni dei compagni, Ljajic parla ufficialmente sul sito ufficiale della Fiorentina e sottolinea come si siano scritte e dette tante, troppe cose sulla vicenda, anche se il nocciolo principale rimane piuttosto mistificato. In altre parole il fantasista viola non ha mai offeso gli affetti personali dell’ormai ex tecnico gigliato:
“Il mio gesto non è stato bello, ero arrabbiato perché la squadra perdeva, ma poi è successa una cosa brutta. Io ho detto al mister ‘Sei un grande, bravo così’, non mi aspettavo quanto poi accaduto. Lui mi ha detto parole brutte, tutti hanno visto, è stata una situazione difficile. Le mie frasi in serbo? Lui mi ha detto ’stronzo’, ‘ti voglio ammazzare’, allora io ho replicato in serbo dopo le botte, ma senza dire nulla di brutto. Durante l’intervallo, poi, il mister ha buttato via la lavagnetta ed è venuto subito da me, mi ha detto delle cose e io a lui. Così il caso è finito sui giornali di tutto il mondo: è stato difficile per me ma soprattutto per la mia famiglia che ha visto quei video, quelle foto. Hanno visto tutti in Serbia, i miei nonni, babbo, mamma, i miei fratelli”.
Vincenzo Guerini, attuale tecnico della Fiorentina che ha già specificato come da domenica tornerà a occuparsi di altro, avrebbe voluto che Ljajic si allenasse col gruppo pur essendo escluso dalla convocazioni delle ultime due partite; la società invece ha deciso di metterlo fuori rosa:
“Ora mi sono un po’ calmato, i compagni mi sono stati vicino e questo è stato importante, mi dispiace essere stato sospeso dagli allenamenti, la società si è arrabbiata. Ma io non mai avuto problemi con gli allenatori, questo è il primo, ora però non vorrei più parlarne. Il mio futuro è a Firenze, qui ho comprato anche casa, dopo le vacanze vengo per il ritiro poi vedremo cosa succederà. Non ho mai insultato la famiglia di Rossi, hanno messo in giro che abbia offeso la madre morta, che abbia parlato di un figlio handicappato invece non è vero. Chiedo a Sky di mostrare il filmato, leggete pure il mio labiale, sono pronto a qualsiasi prova tv”.
Ljajic chiude l’intervista con una provocazione di quelle forti: “Se si vede che dico cose simili sono pronto a lasciare il calcio“. Speriamo la faccenda possa chiudersi qui.
Foto | © TMNews

Una nuova testimonianza arricchisce la vicenda che la settimana scorsa ha avuto per protagonisti Delio Rossi e Adem Ljajic e che è costata la panchina al tecnico romagnolo della Fiorentina. A dire la sua oggi è stato Valon Behrami intervistato a margine della premiazione durante la trasmissione “Viola nel cuore” in onda su Radio Blu. Il calciatore, che al momento della famosa sostituzione era in campo, ha smentito in pratica quello che ha detto il tecnico nella conferenza stampa tenuta qualche giorno dopo il suo esonero, soprattutto per quello che riguarda le famose ingiurie pronunciate dal suo compagno di squadra mentre stava per accomodarsi in panchina:
“Sulla vicenda Ljajic, Delio Rossi non ha detto tutta la verita. Durante la gara con il Novara, sotto di due reti, eravamo tutti frastornati, forse anche lo stesso Rossi che dopo il gesto di Ljajic al cambio ha reagito come non doveva fare. Però anche dagli errori più grandi si può uscire da grandi persone, invece lui non l’ha fatto, dispiace che il giorno dopo abbia detto cose non vere: Ljajic ci ha giurato di non aver detto quelle offese, molti di noi erano lì, chi ha sentito ha ribadito la stessa cosa. In ogni caso, se abbiamo portato una persona come lui ad agire così, significa che in questa stagione abbiamo fatto veramente le cose al contrario. E questa è stata solo l’ultima macchia dell’annata”.
Behrami aveva conosciuto Rossi ai tempi della sua esperienza alla Lazio e, ricordando la sua passata esperienza, racconta di come il tecnico fosse profondamente diverso in Toscana: “Conosco il mister dai tempi di Roma e posso dire che qui a Firenze si è chiuso molto in se stesso vivendo poco la città e pensando solo al campo ed al lavoro”. Poi il giocatore è stato interrogato sul suo futuro, il suo contratto scade nel 2014, augurandosi di continuare la sua avventura in viola, per questo auspica un incontro con la società a fine stagione:
“A giugno c’è stato l’interessamento della Juventus. Insieme alla Fiorentina abbiamo però deciso di proseguire questa avventura. Adesso ho ancora due anni di contratto, l’intenzione è quella di rimanere e magari incontrare nelle prossime settimane la società. Firmare il rinnovo in bianco? Sono dichiarazioni dette dal mio procuratore in un momento di particolare enfasi: la stima di tutti me la voglio guadagnare sul campo senza fare promesse a parole”.
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Il padre di Adem Ljajic ha attaccato duramente Delio Rossi. Secondo quanto riportato da “Alo” e da “Blic”, due quotidiani belgradesi, Satmir Ljajic era intenzionato a denunciare l’ex allenatore della Fiorentina che in giornata ha tenuto una conferenza stampa in cui spiegava le motivazioni del gesto nei confronti del giovane giocatore.
– Il Video della conferenza stampa di Delio Rossi –
Nella giornata odierna poi la famiglia Ljajic ci ha ripensato e ha fatto sapere alla Fiorentina che non sporgerà querela nei confronti del tecnico. Ecco quanto riferito alla stampa serba da Satmir Ljajic:
“Nessuno può picchiare mio figlio. Per fortuna non ero in tribuna (a Firenze), poiché non so cosa sarebbe successo. Siamo letteralmente scioccati. Stiamo andando a Firenze per parlare con l’avvocato. Già ora posso dire comunque che presenteremo una denuncia penale contro l’allenatore Delio Rossi. Quello che è accaduto è incredibile. Non so per che cosa (Rossi) si è arrabbiato tanto. Per fortuna Adem non ha reagito… Girano notizie false secondo cui Adem avrebbe bestemmiato offendendo sua madre (di Delio Rossi, ndr). Ma mio figlio non saprebbe dire in italiano parole del genere. Tutto quello che gli ha detto è stato ‘bravo maestro, proprio ben fattò, accompagnandolo con un applauso. Credetemi, la cosa più importante per me è che si arrivi a conoscere la verità su questo incidente, in modo da far uscire mio figlio da questa spiacevole situazione. Adem sta vivendo il tutto in modo molto emozionale.”
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A due giorni dalla clamorosa lite in campo Delio Rossi si presenta ai giornalisti per provare a raccontare quanto successo, l’allenatore chiede scusa per un gesto comunque deprecabile ma allo stesso tempo ci tiene a dire la sua. Il tecnico è visibilmente emozionato davanti ai microfoni e apre la sua conferenza stampa precisando di non avere un discorso pronto, che andrà a braccio, provando a rivivere quei minuti che gli sono costati la panchina viola e tre mesi di squalifica:
“Per me è difficile essere qui anche perché sono venuto per salutare la città di Firenze. Non mi sono preparato niente, andrò a braccio. Non sono bravo con le parole, dirò quello che penso, tenendo però alcune cose per me. Purtroppo la mia avventura in viola si è chiusa, un’avventura in cui credo ancora e per la quale ringrazio la famiglia Della Valle. Sono dispiaciuto e chiedo scusa per l’episodio alla gente di Firenze, ai miei giocatori, alla società e al Ljajic”.
Detto questo però ci tiene a precisare che la sua reazione è stata provocata, pare trovare conferma la teoria secondo la quale Ljajic avrebbe rivolto al suo allenatore parole molto offensive che tiravano in ballo anche vicende personali e familiari. Delio Rossi manifesta il suo disappunto verso tutti quelli che in questi giorni hanno giocato a fare i moralisti, ma anche chi, commentando l’accaduto, ha detto che gesti del genere sarebbe meglio confinarli negli spogliatoi:
“Ci tengo però a dire una cosa: in questo frangente ho sentito cose che mi hanno dato fastidio. Molto moralisti e perbenisti hanno dato giudizi senza aver vissuto la situazione, senza conoscere la mia storia. Una storia che è iniziata con i bambini di Foggia, gli operai, sui campi della Serie C. La mia storia dice che non ho mai dato giudizi lesivi su nessuno. Ho sempre e solo pensato a lavorare che è quello in cui credo. Sono per la cultura dell’esempio e lo sarò sempre. Non transigo sul rispetto della mia persona, del mio lavoro, della mia squadra e della mia famiglia. Detto questo chiedo scusa, sono stati toccate queste situazioni. Mi ha dato fastidio il perbenismo nei confronti di un gesto comunque deprecabile. Anche parlare di un gesto da fare nello spogliatoio è sbagliato. Sarebbe forse passato per un gesto sanguigno ma non è giusto. Se un gesto è deprecabile lo è davanti alle telecamere così come dentro uno spogliatoio. Non sono Padre Pio. Non ho mai alzato le mani sui miei figli, figuriamoci su un’altra persona. Sono però state toccate certe situazione. C’è un proverbio indiano che dice: prima di dare un giudizio su una persona devi camminare due giorni con i suoi mocassini, e io credo in questo. Credo che la lingua ferisca più della spada. Io sono uno di sostanza, che crede in certe cose, ma non transigo su certe situazioni”.
Le immagini della conferenza stampa di Delio Rossi e dello striscione dei tifosi




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Tra qualche ora Delio Rossi terrà una conferenza stampa in cui proverà a spiegare il violento gesto nei confronti di Adem Ljajic che gli è costato l’esonero e tre mesi di squalifica dai campi di gioco. Il fattaccio è sulla bocca di tutti, giornalisti e tifosi, ed ha addirittura rubato la scena al duello per lo scudetto tra Juventus e Milan. Nel frattempo il giovane giocatore serbo, dalla sua pagina personale di Facebook, ha scritto una frase in italiano con cui chiede scusa all’allenatore, al club viola e ai tifosi fiorentini:
“Ho chiesto scusa al signor Rossi dopo la gara per la mia parte in quanto avvenuto, quello che ho fatto era per un turbine di frustrazione e il mio grande desiderio di aiutare la squadra a vincere ancora una battaglia fino al termine della stagione. Purtroppo, mi sono portato via per essere stato sostituito così presto, in una situazione normale non avrei reagito in quel modo. Voglio scusarmi con la società e i tifosi e sono pronto a prendere qualsiasi punizione per questo comportamento. Vorrei inoltre augurare al signor Rossi tutto il meglio nel lavoro futuro”.
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Toh chi si rivede: per le ultime due giornate di campionato la Fiorentina ha scelto Vincenzo Guerini, club manager della squadra viola dall’estate scorsa (praticamente quest’anno ha fatto da collante tra la squadra e la società), allenatore lombardo di 59 anni che torna a sedersi in panchina dopo sei anni e mezzo. Gli appassionati di calcio sicuramente conoscono bene quest’uomo baffuto che da calciatore ebbe la sfortuna di ritirarsi ad appena 22 anni: centrocampista dotato di buona tecnica e invidiabile corsa, Guerini dopo le giovanili al Brescia passò in prima squadra proprio con le Rondinelle, per poi fare tappa a Firenze; nel novembre del 1975 doveva giocare una partita con la Nazionale ad Ascoli Piceno ma, complice una nevicata, la partita fu rimandata. Così decise di raggiungere Firenze insieme al compagno di squadra Mimmo Caso sulla sua Porsche, noncurante del maltempo; fu allora che insieme al collega incappò in un brutto incidente stradale che per poco non lo costrinse all’amputazione di una gamba (per Caso solo la frattura del naso).
Appesi gli scarpini al chiodo cominciò a soli 26 anni la carriera di allenatore nelle giovanili proprio della Fiorentina, per poi iniziare un lungo peregrinare per la Penisola: gli amanti del calcio lo ricorderanno sicuramente quando alla guida dell’Ancona prima raggiunse la massima serie, poi la finale di Coppa Italia ad inizio anni novanta (persa malamente contro la Sampdoria). Napoli, Reggina e Piacenza, ma anche Catania e Siena prima del lento declino e l’ultima fugace e infruttuosa apparizione col Catanzaro nell’autunno del 2005. Dopo aver collaborato in veste di commentatore con Sky per diversi anni, dal 2011 aveva accettato di tornare nella sua città adottiva, Firenze, per l’incarico di club manager; ora l’improvvisa ribalta dopo l’esonero improvviso di Delio Rossi: la Fiorentina ha già chiesto una deroga alla FIGC per consentire a Guerini di accomodarsi in panchina, dato che il suo contratto coi toscani non prevede un ruolo del genere. Da segnalare le sue frizioni note in città con la bandiera viola Giancarlo Antognoni che oggi ha snobbato il neo tecnico viola:
“Che vuoi che faccia un allenatore che subentra per due giornate e basta? Fa la formazione, li manda in campo, ma nessuna rivoluzione. Ora tocca ai giocatori…”.
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Dopo l’incredibile aggressione di Delio Rossi al suo giocatore, il fantasista della Fiorentina Adem Ljajic (qui il resoconto dell’accaduto), la società gigliata ha deciso di esonerare il tecnico romagnolo: lo ha annunciato ai microfoni dei giornalisti Andrea Della Valle, che seppur dispiaciuto di quanto deliberato dopo una lunga trattativa negli spogliatoi, non ha potuto far altro che sollevare dall’incarico Rossi. Al suo posto per le rimanente due partite (la prossima delicata a Lecce) si fa il nome il Vincenzo Guerini, ma attenzioni al tecnico della Primavera Leonardo Semplici:
“La decisione, dopo un atto grave compiuto da una persona mite che mai aveva avuto un comportamento del genere, è quella di esonerare il tecnico Delio Rossi. Ho rivisto le immagini e sono immagini gravi. Lui mi ha dato le sue spiegazioni ed era pronto a chiedere scusa alla società e ai giocatori, ma ho dovuto prendere questa decisione, che è la più difficile della mia gestione. Ci sarà una punizione anche per il giocatore che ha mancato di rispetto al nostro allenatore che ha avuto una reazione eccessiva. Questa società si è sempre fatta portabandiera di certi valori e questa era l’unica decisione da prendere. Non mi sarei mai aspettato di prendere questa decisione. Domani mattina saprete tutto il resto. Guerini? Non voglio fare nomi, anche per rispetto a Delio Rossi e penso sia meglio far passare la nottata. Ora dobbiamo andare a Lecce per fare almeno un punto, ma non sarà facile. Quest’anno sono stati fatti troppi errori”.
Questo quanto dichiarato da Della Valle, mentre si vocifera che per il serbo Ljajic è in arrivo una multa saluta, l’esclusione dalla rosa e la non riconferma per la prossima stagione; acquisiti i filmati Sky, infatti, la Fiorentina ha preso atto che il giovane giocatore gigliato ha provocato e non poco il suo allenatore, da cui la comunque indifendibile reazione di Delio Rossi. Dell’episodio parla anche Attilio Tesser, allenatore del Novara che ha pareggiato 2-2 al Franchi:
“E’ una scena surreale, ma non mi permetto di dare giudizi su altre squadre. Sotto stress si fanno tante cose, qualcosa deve essere successo. Rossi non è impazzito, evidentemente qualcosa di pesante il giocatore ha detto”.
In qualche modo difende il collega anche Renzo Ulivieri, presidente dell’Associazione Italiana Allenatori di Calcio:
“Le mani devono stare al loro posto, anche quelle dei calciatori però: anche se Delio può aver sbagliato, io vorrei che si capisse che le mani, e la lingua, di tutti nel calcio devono stare al loro posto”.
Il dibattito è aperto, più che mai.
Incredibile episodio al Franchi di Firenze. La Fiorentina è sotto di due gol contro il Novara (pareggerà la partita nella ripresa) e al 32′ Delio Rossi sostituisce Ljajic con Olivera. Il giovane serbo contesta la decisione del tecnico applaudendolo ironicamente. La reazione di Rossi è scomposta, spropositata. Prima gesticola con l’indice verso il giocatore, poi parte con le mani.
Non si capisce bene se Rossi colpisce Ljajic con un pugno o con una manata, ma la rabbia incontrollata dell’allenatore viene fermata solo dall’intervento di molti componenti della panchina che assistono sbigottiti alla scena. Al rientro in campo nella ripresa il tecnico è stato accolto da cori e applausi, mentre pesanti cori di contestazione si sono levati all’indirizzo di Ljajic.
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Si fa emozionante la bagarre in zona retrocessione. Con il Novara e soprattutto il Cesena ormai tagliate fuori dai giochi la lotta è ristretta al quartultimo posto utile per evitare la retrocessione. Continua a rischiare la Fiorentina che dopo l’exploit di Milano non è andata oltre il pareggio casalingo contro il Palermo, rischia anche il Bologna atteso stasera dal Cagliari, ma rischia più il Genoa, in crisi nera di risultati e ora braccato dal sorprendente Lecce di Serse Cosmi che in queste giornate ha recuperato punti su punti alzando la quota salvezza.
I salentini hanno vinto una partita rocambolesca sul difficile campo del Catania portando a casa tre punti di platino e ora ci credono. Il Genoa è distante solo due punti e nel prossimo turno farà visita al Milan, una partita ovviamente tutt’altro che facile, mentre il Lecce ospiterà il Napoli. Le parole di Cosmi dai microfoni di Sky al termine del match in terra siciliana:
“Non mi aspettavo che finisse così, è stato un epilogo movimentato, ma per quello che si era visto in campo non meritavamo di perdere. Per salvarsi adesso bisogna fare 42 punti, sono tanti anche per noi, ma obbliga anche le squadre che dovevano fare pochi punti a farne di più. Avere alzato la quota salvezza è un vantaggio perché non può sbagliare nessuno, ma noi ci siamo. Noi dobbiamo rimontare e pensare a vincere tutte le gare. La prossima gara sarà difficilissima con il Napoli. Non so se c’erano fuorigioco nei gol di Bergessio o Corvia, ma ovviamente ha pochissima importanza”.

Dopo la sconfitta del Camp Nou per il Milan arriva quella sicuramente meno attesa in casa contro la Fiorentina, una delusione che forse fa ancora più male di quella europea e che potrebbe costare carissima nella corsa allo scudetto. Lo sa bene Massimiliano Allegri che si presenta ai microfoni dei giornalisti visibilmente deluso per quanto fatto vedere in campo dalla sua squadra, i rossoneri oggi non hanno sfoderato la miglior prestazione della stagione e si sono arresi ad una squadra, i viola, che hanno saputo soffrire ma che hanno dimostrato di volere lottare fino all’ultimo per evitare una retrocessione che sarebbe clamorosa. L’allenatore livornese non nasconde la brutta prova dei suoi, anche se cerca parziale giustificazione nelle fatiche di coppa:
“Una sconfitta inattesa, un po’ di stanchezza a livello fisico, il campo non ci ha agevolato, però prendere un gol così all’inizio del secondo tempo non ci ha aiutato. Alla fine, poi, abbiamo rischiato e preso il gol del 2-1. Non ci aspettavamo di inciampare e dobbiamo avere il carattere per uscirne sapendo di aver sprecato oggi e a Catania due occasioni in cui potevamo fare bottino pieno. Oggi per noi contava vincere e non siamo riusciti a farlo anche grazie ad un’ottima Fiorentina. L’eliminazione con il Barça l’abbiamo dimenticata subito, più che altro c’è stato un dispendio di energie. Siamo stati troppo disordinati e frettolosi nel cercare il gol, ingenui nel subire l’1-1. L’unica cosa che si poteva fare era rientrare meglio in campo nella ripresa, così non è stato purtroppo è andata così, bisogna accettare a sconfitta e riprende con cattiveria”.
Ovviamente il tecnico milanista non si è potuto sottrarre alle domande dei giornalisti a proposito del rigore che ha permesso alla sua squadra di andare in vantaggio, un episodio molto simile a quello che è costato il secondo penalty a Barcellona. Sotto l’occhio della moviola è finito anche un presunto fallo di rigore su Cassano, in quell’occasione Celi ha preferito lasciar continuare. Allegri cerca di non sbilanciarsi per non dare il via ad altre polemiche, così si limita a dire che forse “quello su Maxi è stato generoso e quello non dato a Cassano ingeneroso”. Adesso il problema non sono gli arbitri ma la Juventus che, vincendo a Palermo, potrebbe effettuare il sorpasso che la riporterebbe prima in classifica:
“Non bisogna pensare a quello che succederà ma analizzare la partite di oggi. Il campionato è ancora lungo e fare calcoli non serve assolutamente a niente. Vediamo cosa farà la Juventus stasera e poi dovremo essere in grado di riprenderci in fretta a livello caratteriale perché martedì ci aspetta la gara col Chievo. Dobbiamo riprenderci con la rabbia di chi ha lasciato dei punti per strada. Non ci aspettavamo di perdere oggi, ma il calcio è bello anche per questo”.