
Diego Armando Maradona non può festeggiare a dovere la vittoria del suo Al Wasl, un 2-1 sull’Al Ahli, la squadra dove Fabio Cannavaro ha giocato prima di diventarne dirigente. L’allenatore argentino è riuscito a cogliere un importante successo, i tre punti mancavano infatti da quasi due mesi dal momento che l’ultima vittoria in campionato risaliva allo scorso 25 novembre contro l’Emirates Club, ma la sua festa è stata rovinata da un problema di salute che lo ha costretto ad un ricovero d’urgenza presso un ospedale di Dubai.
La notizia è stata diffusa dallo stesso club attraverso Twitter, Maradona dovrà essere operato d’urgenza per l’asportazione di un calcolo renale. Indiscrezioni che giungono dal paese arabo ci dicono che l’intervento è programmato per la serata, mentre già martedì potrebbe essere dimesso e tornare al suo lavoro, se non ci saranno ovviamente complicazioni di sorta. Insomma, niente di preoccupante per il Pibe de Oro che sicuramente avrebbe voluto festeggiare il ritorno alla vittoria dell’Al Wasl in modo diverso e soprattutto non in un letto d’ospedale.
Diego Armando Maradona si è esibito in una delle sue performance improvvisate durante l’allenamento in vista del match d’esordio del torneo di Abu Dhabi che il serbo Novak Djokovic ha giocato contro il francese Gael Monfils. Maradona allena l’Al Wasl negli Emirati Arabi Uniti ed ha approfittato per far visita al campione balcanico del tennis. Prima i due si sono allenati blandamente con qualche scambio a tennis, poi Maradona ha effettuato dei palleggi con il suo sinistro fatato suscitando l’ammirazione del tennista.
Djokovic, entusiasta della visita del Pibe de Oro, ha subito pubblicato il video sulla sua pagina internet. “Per Diego le dimensioni della pallina non contano,lui gioca meglio a tennis di quanto faccia io a calcio“, ha scritto il serbo. Dopo il continua un altro video di palleggi di Diego Armando Maradona risalente ai tempi del Napoli.
Continua a leggere: Maradona palleggia con la pallina da tennis di Djokovic | Video

Dalma Salvadora Franco aveva 82 anni e in Argentina era famosissima, chiamata affettuosamente Dona Tota: era una donna forte e ironica, amatissima dagli 8 figli che lei aveva amorevolmente tirato su, il quinto dei quali lo aveva chiamato Diego Armando. Dona Tota era la mamma di Maradona, la sua adorta madre (”Lei è il mio amore più grande” andava dichiarando quando gli si chiedeva di lei), Dona Tota si è spenta ieri a Buenos Aires quando, sottoposta a trattamento di dialisi per insufficienza renale, è stata colpita da infarto cardiaco e vani sono stati i 90 minuti di tentativi per rianimarla. Donna forte e sempre in forma, negli ultimi cinque mesi aveva iniziato a perdere colpi ed era già stata ricoverata due volte: a luglio per una infezione respiratoria, quindi poco tempo dopo per il lieve infarto.
“Prego Dio affinché non me la porti via” aveva detto Maradona direttamente da Dubai, dove oggi allena la squadra locale dell’Al Wasl; il blocco renale di venerdì però le è stato fatale, complicato da un infarto improvviso che non ha consentito all’ex fuoriclasse argentino di porgere l’ultimo saluto alla madre (quando la signora Dalma si è spenta, lui era in volo). Cordoglio in Argentina con l’ex presidente del Boca Juniors, storica squadra del Pibe de Oro, Mauricio Macri che ha subito rivolto un pensiero all’ex idolo della Bombonera, in più è stato osservato un minuto di silenzio negli stadi, con Maradona che pare sia distrutto dal dolore. La redazione di calcioblog non può che porgere le più sentite condoglianze.
Walter Mazzarri, prima di diventare uno dei migliori allenatori italiani capace di veri e propri miracoli dall panchina, è stato anche un calciatore dalle spiccate doti tecniche al quale soltanto i troppi infortuni hanno impedito di avere una carriera di primo piano. Cresciuto nella Fiorentina venne ribattezzato il “nuovo Antognoni”, forse un po’ frettolosamente, sta di fatto che le tante aspettative del club viola sul giovane centrocampista vennero in parte tradite. Alla fine, in quasi quindici anni sui campi, colleziona 33 presenze in A con Cagliari e Empoli, è tra i protagonisti della prima storica promozione in massima serie dei toscani, e tanti altri gettoni in giro per la penisola, isole comprese.
Ma l’allenatore del Napoli aveva i piedi buoni e nonostante non si più un ragazzino sa ancora trattare il pallone. Lo sanno i calciatori che si allenano con lui quotidianamente, non è raro vederlo esibirsi in palleggi e giochetti con la palla a Castelvolturno. La prova viene da questo video girato all’Allianz Arena qualche giorno fa, prima della sfida con il Bayern Monaco. L’allenatore dei partenopei si diletta con il pallone e si esibisce in giocate da vero e proprio freestyler. Nel vedere queste immagini la memoria non può non tornare a Diego Armando Maradona che prima della finale di Coppa Uefa del 1989 contro lo Stoccarda deliziò il pubblico tedesco del Neckarstadion, oggi Mercedes-Benz Arena, con una serie di magie a ritmo di musica. Di sicuro tra i due non si possono fare paragoni, ma il tecnico di San Vincenzo dimostra comunque che con i piedi ci sa fare.
Continua a leggere: Napoli: Walter Mazzarri si diverte con il pallone, show all'Allianz Arena
Saranno 4 mila o forse di più i tifosi del Napoli che seguiranno la squadra in Baviera, contro il Bayern Monaco. Mancano molti giorni alla quarta sfida del girone di Champions League, quella più affascinante per i partenopei, ma l’ambiente azzurro è già in fibrillazione. Il Bayern Monaco metterà a disposizione per i tifosi ospiti poco meno di tremila tagliandi, al costo di 40 euro l’uno.
In realtà le vie per entrare all’Allianz Arena sono molteplici perché si fa affidamento ai napoletani residenti in Baviera per accedere negli altri settori dello stadio. Sono già pronti due charter che partiranno dall’aeroporto di Capodichino, mentre altri tifosi viaggeranno in auto o in treno verso la Germania.
La bolgia dei 60 mila spettatori (incasso € 2.541,504, record di tutti i tempi) della gara di andata contro i tedeschi ha impressionato anche il delegato Uefa. Il Corriere dello Sport ha riportato l’aggettivo “Fantastic” ripetuto più volte dal norvegese Trygve Borno, 69 anni, ex calciatore, all’uscita dal San Paolo. E proprio prima di affrontare il Bayern Monaco, nella semifinale di Coppa Uefa del 1989, Diego Armando Maradona diede spettacolo nel riscaldamento…




Martedì scorso Diego Armando Maradona ha centrato la sua prima vittoria alla guida dell’Al Wasl, il successo per 3-0 è arrivato al termine della sfida di coppa contro l’Emirates, squadra neo promossa in Pro League. La serata però può essere ricordata anche per un episodio che ha visto coinvolto il Pibe de Oro prima del fischio d’inizio. L’argentino era a bordo campo e stava posando per una fotografia vicino ad uno striscione, quando ha colpito un tifoso, colpevole di disturbare lo scatto, con un calcio.
Maradona dopo la partita ha chiesto scusa al suo sostenitore e ha spiegato il motivo della sua reazione: in pratica lo striscione conteneva una dedica per lui da parte del nipote, “Nonno ti voglio bene e sono con voi. Benja”. Maradona voleva fare una foto vicino al pezzo di stoffa da poter mandare al piccolo Benjamin, primogenito di Sergio Aguero, ma un tifoso continuava a disturbare sollevando lo striscione che evidentemente gli impediva di vedere il campo. L’allenatore argentino ha così perso la pazienza e lo ha colpito con un calcio sul braccio, a parziale consolazione c’è da registrare che il colpo è stato sferrato con il leggendario piede sinistro. Diego ha poi spiegato la sua reazione e si è scusato: “Sono sempre stato un uomo emotivo, prima come giocatore e ora come coach. Mi scuso con il tifoso ma volevo che lo striscione fosse visibile”.
Video Gol e Intervista a Maradona - Al Jazira-Al Wasl 4-3
Maradona stecca la prima da allenatore dell’Al Wasl, negli Emirati Arabi. Non era facile uscire indenni da questo match perché l’avversario era tra i più forti del paese arabo. La sua squadra ha perso contro i campioni in carica dell’Al Jazira per 4-3 dopo aver recuperato uno svantaggio di 2 gol, sull’1-3. La formazione dell’ex ct dell’Argentina sull’1-3 ha ristabilito la parità con una doppietta dell’argentino Mariano Donda (ex Bari), autore già del primo gol. Nel recupero, il brasiliano Bare ha segnato il gol decisivo.
Maradona, a fine partita, ha affermato di aver gradito l’atteggiamento dei suoi uomini: “I giocatori si sono mostrati combattivi, sono contento di loro. Nel secondo tempo sul campo c’eravamo solo noi e alla fine il 3-3 sarebbe stato il risultato più giusto”.
Continua a leggere: Video - Maradona debutta con l'Al Wasl e perde 4-3 con l'Al Jazira

Se la storia di Napoli affonda le sue radici nel mito, quella della Società Sportiva Calcio Napoli ha date e nomi ben precise: prima degli anni Venti e nella loro prima metà il calcio nel capoluogo campano era frammentato e poco organizzato e per di più si seguivano le gesta del Savoia di Torre Annunziata che sfiorò addirittura il titolo nazionale; fu proprio nell’agosto del 1926, ad esser precisi il primo giorno di quel mese, che l’imprenditore locale Giorgio Ascarelli, presidente dell’Internaples, fondò l’Associazione Calcio Napoli (che nel ‘64 adottò la denominazione attuale). Da allora il “ciuccio” ne ha fatta di strada: in 85 anni la gloriosa maglia azzurra dei partenopei è stata indossata da grandi campioni, da Altafini a Sivori, per arrivare al mitico Maradona.
Una storia stracarica di passione con l’apice, quello dell’apoteosi più assoluta, sul finire degli anni ‘80: una città pazza di una squadra capace di dominare in Italia (2 campionati, 1 Coppa Italia e 1 Supercoppa Italiana) e di aggiungere in bacheca anche il primo vero trofeo continentale, la Coppa Uefa dell’89; prima di allora aveva comunque nel palmares due Coppe Italia. Poi gli anni bui di fine millennio, il fallimento, quindi Aurelio De Laurentiis, la scalata e di nuovo la Coppa Campioni: non poteva cadere in periodo migliore l’85esimo compleanno della compagine napoletana, l’entusiasmo a Napoli è altissimo facendolo assomigliare a quello di venti anni fa.
De Laurentiis è prodigo di belle parole, necessarie per celebrare la data: “Il pensiero va oggi a tutti i protagonisti della storia azzurra scandita da momenti importanti: imprese, trofei, e suggestioni, ma anche dalla forza dei napoletani di sapersi rialzare e ripartire. Per me è un onore poter celebrare questo anniversario, alla luce della rinascita che ha riportato il Napoli sui palcoscenici internazionali che merita. Guardo con rispetto e ammirazione al grande passato, ma sono anche proiettato al futuro con serenità ed entusiasmo per continuare ad essere interprete della vostra infinita fede“. E nonostante quel pizzico di retorica che accompagna quasi tutti i suoi interventi, comunque meritevole di plauso il pensiero che dedica alla squadra della sua città il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano:
“L’85esimo anniversario di fondazione del Napoli rappresenta una felice occasione per consolidare i valori di lealtà, spirito agonisitico e rispetto delle regole che debbono costantemente caratterizzare tutte le attività sportive. E’ con questo spirito che rivolgo ai dirigenti della SSC Napoli, agli azzurri partenopei, all’allenatore e all’intero staff - con sentimento di partecipazione da napoletano - l’augurio di poter offrire ai tanti appassionati nuovi momenti di emozioni e di successi”.
Auguri, caro vecchio Napoli. E sì, come diceva una vecchia canzone, Partenope rimane e rimarrà sempre migliore di Venere…

La Federazione Argentina è pronta a sostituire Sergio Batista, nonostante le dichiarazione immediatamente seguenti l’eliminazione ai rigori contro la finalista Uruguay. La delusione per il risultato in Coppa America, per di più nell’edizione casalinga, è stata troppo forte per non spingere i dirigenti allo stesso tipo di decisione presa dopo il Mondiale in Sud Africa quando si liberarono di Diego Armando Maradona. Per il posto di Batista c’è in pole Alejandro Sabella già tecnico dell’Estudiantes e da qualche mese sistematosi nel club arabo dell’Al Jazira.
L’opinione pubblica avrebbe voluto un altro allenatore da qualche mese trasferitosi su quelle latitudini, proprio il solito Maradona, ma Biliardo e il presidente Grondona non hanno nessuna intenzione di infilarsi di nuovo in una gestione del Pibe de Oro che non ha mai convinto sulla panchina dell’Argentina.
L’obiettivo è trovare finalmente un tecnico in grado di rendere una squadra che può schierare tridenti con Messi, Tevez e Aguero, lasciando in panchina potenzialmente giocatori come Higuain, Milito e Lavezzi, in grado di vincere qualcosa. Il Mondiale del 2014 in casa dell’odiato Brasile è un’occasione che le Seleccion non può farsi sfuggire.

Qualche giorno fa Pelè rispose con una battuta alla precisa domanda su un paragone tra lui e Messi: “Se Leo Messi potrà superare Pelè? Per riuscirci dovrà fare più di 1.283 reti…” . O Rey ha continuato “benedicendo” Neymar, gioiello del Santos, tirando in ballo nuovamente Messi: ” E’ un giocatore di grande talento. Speriamo non gli succeda quel che è capitato a Messi col Barcellona, dove gioca molto bene, cosa che non fa con la nazionale argentina’.
Quest’oggi, interpellato da un cronista di un programma tv brasiliano, Pelè ha aggiustato il tiro su Messi: “È un giocatore eccellente, lo porterei al Santos senza neanche pensarci“. Il più grande calciatore brasiliano di sempre tira però le orecchie a Romario:
“Romario ha segnato mille gol in carriera? Conteggia anche i gol che ha fatto in spiaggia…”. E infine la stilettata più velenosa non poteva che essere indirizzata a Diego Armando Maradona: “A Maradona non darei un passaggio in macchina neanche in un giorno di pioggia“.




Continua a leggere: Pelè: "Maradona? Non gli darei nemmeno un passaggio in auto"