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Tutti gli articoli con tag Giancarlo Abete

Buffon ammette: "Ogni tanto si fanno calcoli e si pareggia" e impazzano le polemiche

pubblicato da vieni_127


Gianluigi Buffon non ha peli sulla lingua e spesso le sue dichiarazioni esternate in totale sincerità hanno scatenato polemiche: è il caso di quando ammise che sul gol-non gol di Muntari nel famigerato Milan - Juve di qualche mese fa seppure avesse visto la palla oltrepassare la linea non avrebbe avvertito l’arbitro, è il caso di ieri quando il portierone della Nazionale, interpellato a Coverciano sul caso calcioscommesse e sul presunto coinvolgimento di Antonio Conte, se n’è uscito con una frase di sicuro poco conformista:

“Chi conosce e vive il calcio, nella propria testa può avere già un’idea di cosa sia accaduto o di cosa accade in queste situazioni, nulla di negativo che possa far pensare alla malavita o a qualcosa del genere. Alcune volte si pensa… E in alcuni casi si dice che sono meglio due feriti che un morto. Le squadre le partite se la giocano e sarà sempre così, ma ogni tanto qualche conto bisogna anche farlo”.

Lecito immaginare che qualcuno abbia francobollato queste parole come irresponsabili e per niente in linea col pensiero comune degli addetti ai lavori. Oggi hanno commentato le parole del numero uno azzurro vari personaggi, tra cui il presidente dell’Aic Damiano Tommasi:

“Lo sappiamo, Gigi cerca di spiegare il suo pensiero senza peli sulla lingua. Soprattutto in questo periodo, dove non ci sono partite, le parole che non riguardano il campo, fanno rumore. Credo che le sue intenzioni fossero quelle di spiegare ciò che è sotto gli occhi di tutti. Una competizione di lunga durata vive anche sul pareggio di una singola partita. Detto questo, accomunare le parole di Gigi a quello che si sta evidenziando legato alle scommesse è forse una forzatura. Anche in occasione del ‘gol-non gol’ di Muntari, Buffon si è lasciato andare ad una considerazione personale. Che è diventata dichiarazione di Buffon, capitano della Nazionale e vicepresidente Aic, personaggio di riferimento per tanti calciatori”.

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Abete: "Terza stella alla Juve? Del problema ne discuteremo"

pubblicato da Antonio D'Avanzo


Giancarlo Abete, presidente della Federcalcio, mostra segnali di apertura sulla “terza stella” della Juventus, in caso di scudetto ai bianconeri. La maggioranza dei tifosi chiede che venga stampata sulle magliette la terza stella che rappresenterebbe i trenta titoli, (28 secondo la giustizia sportiva), qualora la Juve dovesse riuscire a vincere questo campionato. Abete risponde con cautela alla domanda specifica, tuttavia ammette che la questione sarà discussa nei tempi e nei modi giusti, a fine campionato, se verrà sollevata formalmente dalla società bianconera:

“Non vorrei dire nulla di diverso da quanto dicono tutte le televisioni e i giornali, ovvero che siamo a campionato in corso, a quattro giornate dalla fine e con la lotta scudetto ancora aperta. La Federazione comunque sarà sempre attenta sul sistema delle regole, ma questo è un dovere e un modo di essere da parte della Federazione. Adesso attendiamo che questo campionato si concluda in maniera positiva e serena, senza i traumi che ci sono stati purtroppo in Serie B per la morte di Morosini e in Serie A per i fatti di Genova, e poi vedremo le risultanze del campionato. Penso che sia poco opportuno da parte della Federazione lavorare sui ’se’ o sui ‘ma’ collegati a quello che accadrà. Se lo discuteremo della “terza stella”? Se il problema si porrà sì, al momento viene posto in termini di evenienza, ma non c’è nulla di concreto”.

Foto | © TMNews

Galliani ad Abete: "Caro presidente...servono gli arbitri di porta"

pubblicato da Antonio D'Avanzo


Il Milan, nella persona dell’amministratore delegato Adriano Galliani, torna sull’argomento più scottante delle ultime settimane, i gol fantasma che non gli sono stati attribuiti contro Juventus e Catania. La società rossonera si è sentita pesantemente defraudata ed è sbottata con ogni mezzo di comunicazione, a cominciare dalla dura presa di posizione del sito ufficiale che ha definito inaccettabile la situazione, mettendo in un unico calderone entrambi gli episodi, quando a giudicare dai replay sembra meno evidente il presunto errore arbitrale di Catania. Galliani ha scritto una lunga lettera sul sito del Milan al presidente della Figc, Giancarlo Abete, in cui sollecita l’introduzione degli arbitri di porta. Ecco il testo integrale della missiva:

Caro Presidente,

come certamente sai, il Milan è stato vittima in due recenti occasioni di altrettanti errori arbitrali: nel corso di Milan-Juventus e di Catania-Milan non gli sono infatti state attribuite due marcature, peraltro decisive ai fini dei risultati, perchè la terna arbitrale non ha visto che il pallone aveva superato per intero la linea della porta.

Le persone - e dunque anche chi dirige una partita di calcio - commettono inevitabilmente errori. Tra questi ultimi, però alcuni sono davvero molto difficili da accettare, pur mettendo in campo tutta la ragionevolezza e la comprensione disponibili. Tali sono quelli di cui per ben due volte il Milan è stato destinatario.

Mi rendo conto che soluzioni tecnologiche, quali quelle proposte da più parti, potrebbero trovare ostacoli e non essere accettate dal sistema; penso però che non vi sia ragione per non adottare anche da noi l’istituto degli arbitri di porta, già praticato dall’UEFA in Champions League: non prevede, mi pare, particolari accorgimenti e non ha alcuna caratteristica di “alienità”, ciò che potrebbe invece addebitarsi a sensori, moviole e simili. L’obiettivo di tutti, anche fuori del gioco del calcio, è l’eliminazione, quando possibile, dell’incertezza: credo quindi che quel che ti propongo si debba fare al più presto e mi sento di escludere che tu non convenga con me.

Attendo dunque il tuo pronto intervento normativo nel senso qui suggerito e, grato dell’attenzione, ti prego di gradire i miei più cordiali saluti.

Adriano Galliani

Gol fantasma Robinho in Milan - Catania
Gol fantasma Robinho in Milan - CataniaGol fantasma Robinho in Milan - CataniaGol fantasma Robinho in Milan - CataniaGol fantasma Robinho in Milan - Catania

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Agnelli: "Abete commenta solo le parole di Conte, è inopportuno..."

pubblicato da Antonio D'Avanzo


Tutto è nato dalle parole di Antonio Conte che aveva invitato a “guardare indietro“, per trovare la causa dei rigori non assegnati alla Juventus: “Dico che non voglio favori, ma non voglio nemmeno questo ostracismo: è impossibile che dopo 22 giornate in testa alla serie A non c’è una squadra, fino alla Lega Pro, che abbia meno rigori di noi? Perchè non ce li fischiano? È il segreto di Pulcinella. Siamo trattati in maniera diversa rispetto alle altre 19 squadre e per uno sportivo come me è difficile dirlo, mi addolora“, disse il tecnico bianconero qualche giorno fa.

Giancarlo Abete, presidente della Figc, è intervenuto sulla questione degli arbitri giudicano “forti” le frasi di Conte:

“Le parole di Conte sono state abbastanza forti, anche se lui stesso ha evidenziato che fa parte del calcio rappresentare situazioni meritevoli di attenzione. C’è un problema di fondo ed è l’impostazione di Nicchi e Braschi di far ruotare gli arbitri per far sì che non dirigano uno stesso club per più di un tot di partite, perché non è pensabile che alcuni abbiano solo arbitri internazionali. Gli arbitri ruotano e si può avere la concezione di essere diretti da un arbitro più o meno esperto, tenendo così i venti club nella stessa situazione”.

Per Abete tirare in ballo in continuazione Calciopoli non è un problema:

“Il riferimento a Calciopoli da parte di Conte non mi ha dato fastidio. E’ una realtà esistente nel calcio italiano che in me evoca solo amarezza per il periodo di commissariamento della federazione. E poi sono abituato a sentire evocare Calciopoli: mi rimane un ricordo tranquillo, non è una novità. Fatti così importanti e traumatici ci accompagnano per molti anni e hanno prodotto danni anche al nostro ranking”.

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Abete: "Stupito dalle richieste della Juventus, anche noi danneggiati"

pubblicato da Celephais


Dopo le dichiazioni a caldo rilasciate ieri sera, il presidente della Figc, Giancarlo Abete, torna a parlare della richiesta di risarcimento fatta dalla Juventus al Tar del Lazio. Il presidente federale, in un’intervista rilasciata questa mattina al canale televisivo Sky News 24, ha manifestato la sua sorpresa per la decisione dei torinesi:

“Stupore per quanto riguarda la tempistica. Per quanto riguarda il merito, il fatto di una richiesta risarcitoria era già stato preannunciato, quindi non è stato sorprendente. La Federazione è molto serena perché, naturalmente, ritiene di aver svolto i suoi compiti con attenzione e, peraltro, la Federazione post Calciopoli è la prima a essere stata danneggiata da quello che è avvenuto e, come hanno testimoniato le sentenze sportive, fermo restando che siamo al primo grado per quanto riguarda le sentenze penali, ha altri livelli di responsabilità, non certo quelli della Federazione”.

Il numero uno della Federazione sottolinea poi le differenze tra l’ordinamento sportivo e quello ordinario, ritenendo per questo motivo illegittime le richieste dei bianconeri:

“Penso che sia noto, lo abbiamo detto prima delle pronunce di primo grado di Napoli, che esistano ordinamenti diversi. Quello sportivo ha delle sue specificità, quindi in occasione del Consiglio Federale dell’8 novembre a Vicenza, abbiamo evidenziato che qualunque fosse stato l’esito di primo grado, che veniva dal Tribunale di Napoli, non ci sarebbe stata una situazione che interveniva sull’ordinamento sportivo, perché l’ordinamento sportivo ha un corpus normativo diverso, che attiene a riferimenti normativi che all’epoca sono stati oggetto di una valutazione da parte di tutti gli organi di giustizia, non solo federali ma anche del Coni. Com’è noto, molte società, fra cui la Juventus, non hanno dato seguito nelle sedi successive anche a interventi presso i Tribunali amministrativi, accettando quella che sarebbe stata la decisione degli organi di giustizia del Coni”.

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Le reazioni al ricorso al Tar della Juve: per Abete sbagliati i tempi, per Moratti è ridicolo

pubblicato da Cesare Rinaldi

massimo moratti

“Ridicola”, così valuta la nuova mossa legale della Juventus il presidente dell’Inter Massimo Moratti. Il numero uno nerazzurro è stato intercettato ieri dalle telecamere di Tele Lombardia ed era inevitabile non chiedergli un’opinione a proposito del ricorso al Tar del Lazio presentato dai bianconeri al fine di ottenere un risarcimento dalla Figc e dal suo club per i fatti accaduti tra il 2006 e il 2011, il danno è stato quantificato in oltre 400 milioni di euro. Moratti è apparso abbastanza infastidito, ha ribadito la sua volontà di tenersi ben stretto l’ormai famoso scudetto del 2006, bocciando l’iniziativa juventina di cui si è dato notizia ieri:

“Cedere lo scudetto? Non mi passa neanche per la testa. Hanno chiesto 443 milioni di danni? Sono tanti, ma non entro in questa cosa perché se devo essere sincero la trovo anche ridicola”.

Ma il presidente dell’Inter si era già espresso a proposito di questo argomento quando era stato fermato dai cronisti a margine di un evento che si è tenuto ieri a Milano. La notizia era arrivata durante la cerimonia per l’assegnazione del premio “Il bello del Calcio”, dedicato alla memoria di Giacinto Facchetti, che quest’anno è andato al presidente Uefa Michel Platini. A caldo il patron nerazzurro aveva espresso un primo pensiero, rifiutando tra l’altro di credere che la Juve abbia scelto il giorno per muoversi proprio in funzione di quello che stava succedendo nel capoluogo lombardo:

” Inostri legali capiranno di più questo desiderio della Juve di attaccare. Non credo che il cattivo gusto arrivi fino a questo punto”.

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Anche Abete risponde ad Agnelli: "Ventinove scudetti? Ero imbarazzato"

pubblicato da Celephais


Dopo la polemica innescata questa mattina dal Ministro della Difesa, Ignazio La Russa, anche il presidente della Federazione, Giancarlo Abete, ha detto la sua sulla cerimonia di inaugurazione del nuovo stadio della Juventus, nel corso della quale il club bianconero ha rivendicato come propri anche i due scudetti toltigli dalla giusitizia sportiva in seguito alle vicende di Calciopoli, rinfocolando così ancora una volta l’odio sportivo nei confronti dell’Inter. Il numero uno della Figc, intervenuto ai microfoni de La Politica nel Pallone su Gr Parlamento, ha replicato così ad Andrea Agnelli:

“E’ importante che i rapporti tra le società e le tifoserie siano di qualità, meglio allora avere come riferimento di una logica dialettica la Federazione. Colgo comunque nelle parole di Agnelli lo spirito propositivo nei confronti dell’Inter mentre la Federazione, dal suo canto, continua a svolgere il suo ruolo che non è quello di organo di giustizia ma di organo normativo, di indirizzo generale e non può invadere aree che non sono di propria competenza. I ventinove scudetti? Ho vissuto la situazione con un po’ di imbarazzo. La comunicazione, tante volte, travalica la dimensione dell’oggettività. A far fede sono i risultati conseguiti sul campo che possono però essere modificati dalla giustizia sportiva e conosciamo tutti la dimensione ufficiale e il numero di scudetti vinti da ogni società. La Juve sta facendo il proprio percorso nelle sedi proprie che sono gli organi di giustizia e la Figc non fa processi, né infligge sanzioni al posto loro”.

Abete ha ribadito poi la terzietà dell’organo da lui presieduto rispetto alle due contendenti:

“La Federazione in questi anni ha cercato e cerca di svolgere un ruolo fortemente istituzionale. Tante volte siamo oggetto di critiche da parte dell’Inter, della Juve e di tanti altri club ma meglio essere destinatari delle critiche, mantenendo un’attenzione salda sulle regole, che essere visti come un soggetto che fa il tifo. La Figc è garante della terzietà di tutti quelli che operano e hanno responsabilità nel mondo della giustizia sportiva e nel mondo arbitrale e non vogliamo tornare indietro, alla logica delle sette sorelle e delle cene che decidevano chi era il designatore. Sono molto sereno e tranquillo per ciò che attiene alla qualità dei comportamenti della Federazione”.

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Sciopero calciatori: la serie A non parte, a rischio anche le prossime giornate

pubblicato da Celephais


Il presidente della Lega di serie A, Maurizio Beretta, ha comunicato a quello della Figc, Giancarlo Abete, e a quello dell’Assocalciatori, Damiano Tommasi, la decisione dei club della massima categoria di rifiutare la proposta di contratto-ponte, valido fino a giugno 2012, suggerita dal patron del Napoli, Aurelio De Laurentiis, e avanzata ieri dal sindacato dei calciatori. Sfumano dunque le ultime speranze di scongiurare lo sciopero che farà slittare a data da destinarsi la prima giornata di campionato e che rischia di protrarsi anche più a lungo, nel caso in cui le parti non riescano a trovare un accordo nelle prossime due settimane. Immediata la replica da parte dell’Aic, il cui comunicato recita:

“L’Aic, preso atto della mancata sottoscrizione dell’Accordo Collettivo da parte della LNPA, comunica che i calciatori di Serie A non scenderanno in campo in occasione delle gare programmate per la prima giornata di andata del campionato 2011-2012 nei giorni di sabato 27 e domenica 28 agosto 2011. A nulla è valsa l’ulteriore proposta avanzata in data odierna dai calciatori in ordine alla sottoscrizione del Contratto Collettivo nel testo concordato tra delegazioni e certificato dalla Figc nel mese di dicembre 2010, pur con validità limitata alla sola stagione sportiva in corso. L’ultima proposta avrebbe concesso alle parti la possibilità di un’immensa riapertura della piattaforma contrattuale, nell’ambito della quale poter vagliare le nuove richieste avanzate solo in questi giorni dai presidenti di serie A, in un ambiente più sereno e con tempistiche confacenti alle recenti istanze sollevate. L’Aic confida ad ogni modo nelle possibilità di veder sottoscritto l’Accordo Collettivo anche dai presidenti di serie A, nel rispetto degli impegni precedentemente assunti, permettendo così la regolare ripresa del campionato”.

La Federcalcio, per bocca del Presidente Federale, che ha espresso tutta la sua amarezza e ha sottolineato il rischio che l’agitazione continui ad oltranza, rischiando di pregiudicare anche lo svolgimento delle gare successive alla sosta per la Nazionale, ha dunque ufficializzato il rinvio a data da destinarsi della prima giornata di serie A, in programma domani e domenica. Queste le parole di Abete:

“L’Aic ha confermato l’intenzione di non scendere in campo in mancanza della firma sull’accordo collettivo e io ho interpretato di conseguenza la delega avuta dal consiglio federale all’unanimità per rinviare la prima giornata. L’ipotesi di uno sciopero a oltranza è uno dei problemi che si pone. Permane il rischio pensando alle gare successive. C’è tanta amarezza perchè c’erano tutte le condizioni perchè questo sciopero non avvenisse. È una cosa che appare incomprensibile considerando le problematiche al centro della discussione. Una cosa è certa, bisogna subito attivarsi e fare come in Spagna cercando di limitare la protesta ad una sola giornata di campionato. È vero che c’è la sosta per la Nazionale, ma non è che ci sia così tanto tempo visto che c’eravamo lasciati il 7 dicembre scorso con un accordo definito. Per uscire da questo contenzioso potrebbe non bastare qualche giorno in più. Bisogna lavorare subito a una soluzione”.

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Serie A, ecco lo sciopero, slitta la prima giornata

pubblicato da Gabriele Capasso


La FIGC non riesce a metterci la pezza. La mediazione fra la Lega Calcio e l’Aic è fallita, non c’è la firma sul contratto e lo slittamento della prima giornata sembra ormai inevitabile. Trovato l’accordo, almeno a parole, anche sulla questione del “contributo di solidarietà” rimane sempre lo scontro sul punto 7.2, quello che riguarda i fuorirosa. In Spagna, sempre per questioni contrattuali (in quel caso economiche e legate al mancato pagamento degli stipendi), sono già saltate 2 giornate, la nostra Serie A è destinata ad imitare la Liga Spagnola.

Maurizio Beretta
, presidente della Lega Calcio ha chiarito nuovamente:

Se ci sono spiragli bisogna chiedere all’Aic. La nostra posizione è chiara, e gli emendamenti sono quelli. Abbiamo trattato per mesi, ora i margini per una trattativa non ci sono. O l’Aic firma che è disposta a pagare il contributo di solidarietà, o niente. Se come dicono, sono disposti a pagare il contributo, non vedo il motivo per cui non lo possano mettere nero su bianco. Anche il 7.2 è chiaro, gli allenatori devono poter gestire le proprie esigenze tecniche

Insomma, la questione rimane sempre la stessa: la Lega rifiuta di ratificare il contratto che che anche lei aveva accettato di sottoscrivere dopo la mediazione offerta sempre dalla FIGC qualche tempo fa. I presidenti non hanno nemmeno la scusa del contributo di solidarietà perché Giancarlo Abete aveva offerto un fondo di risorse proprie (20 milioni di euro) da accantonare per garantire qualsiasi tipo di soluzione alla questione fiscale. L’atteggiamento, a mio parere, della Lega è ingiustificabile e rende, al contrario, perfettamente sensata e comprensibile la scelta dei giocatori di scioperare. Tommasi, prima di entrare nella sede della FIGC aveva detto “ai tifosi chiedo di pazientare per l’inizio del campionato. Se slitta una giornata qualche squadra avrà più tempo per prepararsi“. Abete proverà una trattativa senza sosta, ma ormai sembra davvero inevitabile che sabato e domenica prossimi il campionato non avrà il suo via, vi terremo aggiornati.

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Liga, salta anche la seconda giornata: anche in Italia Tommasi non esclude lo sciopero

pubblicato da vieni_127


Stadi chiusi in Spagna nel week-end appena passato, lo stesso accadrà sabato e domenica prossima quando anche la seconda giornata salterà a causa del protratto sciopero dei calciatori: braccio di ferro niente male quello che sta tenendo in ansia milioni di calciofili spagnoli, con la Liga che a questo punto aprirà i battenti (sempre che si troverà un accordo) dopo la sosta per le partite delle Nazionali, e cioè solo l’11 settembre. “Lo sciopero resta in vigore per la seconda giornata” ha sentenziato il portavoce del sindacato dei calciatori, Luis Gil, che sta perorando la causa di decine di giocatori a cui non sono state pagate diverse mensilità di stipendio dai più svariati club della massima serie (e non solo).

Il problema in Spagna è infatti meramente economico, legato in pratica agli stipendi: la Lega dei Club (Lfp) ha debiti nei confronti di circa 200 calciatori di 42 società di Liga e Segunda per un ammontare di 52,8 milioni di euro. La Lega gioca al ribasso, i calciatori non fanno sconti; non solo, cercano di tutelarsi immettendo una legge che consente agli stessi lo svincolo automatico nel caso il club non paghi tre mensilità consecutive. La battaglia è tutt’altro che semplice, più morbida sembra invece la situazione italiana:

“Se non si firma il nuovo accordo collettivo la prima giornata sarà posticipata. Dopo un anno questa non può essere considerata una minaccia. Il fatto è che non si può cominciare il campionato senza l’accordo collettivo”.

Parole e musica di Damiano Tommasi che sì minaccia (anche se lui stesso si spazientisce quando si nomina la parola “minaccia“), ma che insieme all’AIC (che rappresenta) rimane incartato su una questione di più facile soluzione: il famigerato articolo 7 del contratto collettivo, quello inerente ai fuori rosa. Giancarlo Abete lavora per venire incontro alle parti, mercoledì assemblea di Lega e, subito dopo, consiglio federale. Tifosi e televisioni aspettano di sapere, sebbene il sindacato non si sbilancia con percentuali lo slittamento del primo turno di Serie A pare un’ipotesi abbastanza debole.

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